Appello per uno spezzone unitario e di lotta il 25 Aprile a Lecco

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Ricorre quest’anno il settantesimo anniversario della Liberazione dal nazifascismo. Proprio per l’importanza che riconosciamo a questa “ricorrenza” storica crediamo fondamentale animare questa giornata e scendere tra le strade della nostra città.

Lecco nella sua recente storia fu in grado di contrastare il fascismo con episodi fondamentali quali, tra gli altri, la battaglia in Erna, gli scioperi del marzo ’44 ed i giorni dell’insurrezione del 26 e 27 aprile 1945.

Come realtà politiche organizzate del territorio abbiamo deciso, pur ritenendolo una cerimonia insufficiente, di partecipare al corteo istituzionale che attraverserà la città di Lecco il 25 Aprile, creando uno spezzone caratterizzato da:

Rifiuto dell’idea imperante di pacificazione

Non possiamo permettere a nessuno di riabilitare quelli che furono gli oppressori! Recentemente il sindaco Virginio Brivio si è speso positivamente firmando la prefazione di un romanzo storico che mirava alla equiparazione tra repubblichini e partigiani. Riteniamo inaccettabile che le istituzioni continuino, imperterrite, non solo a garantire agibilità ai Fascisti, ma bensì a schierarsi dalla loro parte decontestualizzando quello che fu il periodo storico in cui il fascismo si sviluppò calpestando le classi subalterne.

No al revisionismo

Combattiamo l’idea di rimozione storica. Se oggi è più facile attaccare la cultura antifascista ed antiautoritaria lo si deve a chi negli anni ha scientificamente rimosso ed omesso i passaggi principali e le proprie definizioni delle lotte sociali. Aver reciso quella che è una storia comune di militanza tra noi e le conflittuali generazioni precedenti, ci rende più deboli e spaesati. Invero è giusto ricordare e ricordarci delle nostre radici profonde fatte di egualitarismo e fratellanza tra i popoli, artefatti culturali di contrasto ad ogni revisionismo.

Volontà di ridare significato e contenuto al 25 aprile

La Liberazione non può e non deve essere un palchetto istituzionale ed una platea di rappresentanza. Nei quartieri, nelle periferie, nei paesi di provincia e nelle città, il 25 aprile non può caratterizzarsi solo come una passeggiata primaverile. La strada fu il fulcro delle azioni gappiste e fu anche il luogo dove si sviluppò un conflitto vitale che negli anni del dopoguerra ci portò alle conquiste della classe operaia e dei ceti meno abbienti. Riprenderci le piazze sarà un primo passo per dimostrare il peso di un’idea diversa da quella promulgata da chi si piega alla liturgia della parola per favorire un ricordo emotivamente distante.

Lotte antifasciste e diritti sono di nuovo messi in discussione

Oggi più che mai negli ultimi anni, le controverse vicende della politica istituzionale delineano una strada difficile per tutte quelle persone che trovano nelle lotte di allora il giusto spirito di cambiamento. Diritti come quello alla casa, al lavoro ed all’istruzione pubblica continuamente vengono negati e disattesi, mentre grandi opere, alta velocità, Expo e privatizzazioni sono sempre più che garantite. Ribadiamo la necessità di una nuova forma di Resistenza che faccia sua la tempra di chi non si piegò al nazifascismo e ben conscio del prezzo di sangue pagato, non indietreggiò fino alla vittoria.

Libertà per tutte le popolazioni

A fronte dei continui disastri nelle acque del Mediterraneo, rilanciamo il diritto all’autodeterminazione di tutti i popoli in lotta. L’unica barca a dover affondare oggi è quella condotta dall’unione europea e dai grandi gruppi di potere e interesse economico.

Per questi motivi intendiamo lanciare uno spezzone unitario al corteo che il 25 aprile partirà da Piazza Manzoni a Lecco. Uno spaccato di tutt* quell* che si impegnano quotidianamente sognando una città diversa. Saremo quelli più riconoscibili grazie alla presenza di uno striscione che vorremmo decidere insieme. Durante lo snodarsi della manifestazione interverremo con una toponomastica nuova, più resistente, che sia vero esercizio di memoria, ma anche prassi. Riempiremo la città con i nomi di quei compagni e di quelle compagne che andrebbero ricordate tutte i giorni per rinfacciare alla maggioranza di chi sta fuori a guardare che anche questa volta, il fascismo, non passerà!

Prime adesioni:

Giovani Comunisti/e Lecco

Collettivo Venerdì Sera sono (al) Libero

Sempre in Lotta

Sinistra Classe e Rivoluzione

Lettera aperta degli ex lavoratori LEUCI (che non si arrendono!)

Come ex lavoratori Leuci non possiamo assistere in silenzio al balletto delle varie opinioni relativo alla mancata benemerenza alle nostra ex Rsu, dopo la formale richiesta in tal senso avanzata da Tore Rossi, come abbiamo appreso dai media locali.

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Innanzi tutto ci sembra d’intuire che lo spirito e lo scopo del proponente, che stimiamo e ringraziamo, era quello di premiare collettivamente, attraverso la Rsu, tutti i lavoratori Leuci per la loro pluriennale ed emblematica lotta che, per la gran parte degli ormai ex dipendenti, continua attraverso il presidio permanente ancor oggi in corso.
Non sta ovviamente certo a noi disquisire sulla congruità o meno dell’esclusione ma riteniamo, usando la schiettezza che ci viene riconosciuta,  che se la sostanza e lo  spirito delle benemerenze sia quello d’indicare dei “modelli” di comportamento alla Collettività, non sono certo i regolamenti più o meno opinabili od astrusi che possano fare la differenza. E’ la cultura valoriale di base che dovrebbe informarne i criteri.
Ma è un altro il motivo, ben più importante, che ci spinge ad intervenire dopo aver letto alcuni pareri delle  massime rappresentanze locali del mondo sindacale (Valerio Colleoni, segretario generale aggiunto della Cisl e Wolfango Pirelli, segretario generale della Cgil con un articolo su di una testata cartacea locale dal titolo” Mancata benemerenza alla Rsu Leuci. Per il sindacato lecchese va bene così”) :
Ma questi signori don Abbondio che discettano sul nulla dov’erano e dove sono oggi rispetto alla nostra intricata vicenda ?

Ad esempio di Colleoni possiamo solo dire che, aldilà di qualche formale appuntamento istituzionale , non si sia mai veramente interessato alla nostra situazione arrivando persino ad ignorare l’allora paventata chiusura della nostra azienda.

Di Pirelli, con molto sconcerto misto ad indignazione, abbiamo dovuto registrare una sostanziale archiviazione della “pratica”  secondo  opinabilissimi suoi criteri, dopo aver “sventolato” come simbolo la paradigmaticità della vicenda Leuci e mettendola addirittura sul manifesto del proprio ultimo Congresso.

Ma soprattutto chi li ha mai visti al nostro  presidio ? quasi uno strisciante e pilotato “embargo”,  se non fosse interrotto da iscritti “di base”, lavoratori  e cittadini.
L’unico dei funzionari che continua a frequentarci con una certa assiduità sembra farlo quasi a titolo personale, in ragione della sua riscontrata sensibilità.

Quello che qui ed in altre parti del mondo del lavoro locale si dice è che noi siamo rei di un delitto di “Lesa Maestà” perché abbiamo osato pensare con la nostra testa in particolare le forme ed i modi di conduzione di questa “esemplare” vicenda, come anche fuori il nostro Territorio è definita.

Ci dicono che abbiamo praticato, e continuiamo a farlo, non solo una resistenza “dal basso” ma abbiamo messo soprattutto intraprendenza propositiva ed una costante spinta al coinvolgimento effettivo – togliendo qualche alibi a varie inerzie – dell’intero Territorio.

Abbiamo proposto e continuiamo a proporre un percorso percorribile di reindustrializzazione virtuosa contro l’ennesima azione predatorio /speculativa a scapito delle risorse produttive del nostro Territorio, come in tanti, compreso molti consiglieri comunali di Lecco, vanno da tempo affermando.

Un’azione che per riuscire non può che prevedere il concorso di tutti i vari attori del tessuto istituzionale e sociale e che non può limitarsi al mantenimento, pur necessario ma non sufficiente, della destinazione produttiva dell’area.

Del resto la risposta al gravissimo  problema sociale della crescente disoccupazione può trovare una soluzione solo di “sistema” e quindi il “Sistema Lecco” non può stare a guardare.

Starebbe in questo nostro “modello” di non pura rassegnazione alla “riduzione del danno” (gli ammortizzatori sociali, pur necessari), ma soprattutto di propositività attiva e progettuale, la nostra specificità ed esemplarità. Alla faccia di chi sembra strumentalmente volerci dipingere come narcisisti e presuntuosi : la nostra lotta continua perché può servire a molte altre situazioni di crisi!

Questo ci dicono i  lavoratori di altre realtà produttive ed anche cittadini a cui sta a cuore la vocazione di questo Territorio a partire dalla delicatissima questione dell’utilizzo virtuoso delle aree dismesse od in via di dismissione. Su questo specifico fronte poniamo a tutti una domanda : si vuole “fumosamente” ed un po’ retoricamente continuare a parlare della questione generale delle aree dismesse – comunque da approfondire – o, come diciamo non solo noi,  ribaltando il metodo,  si vorrà partire da un ‘area precisa, quella Leuci, ricca di valenze storiche ma anche logistiche,  per “misurarsi” concretamente sulle soluzioni effettive e  per poi farne un modello “esportabile”, come sostiene più d’uno, ad altre compatibili realtà?  

E’ per questo che attorno a noi si è creata una convergenza di varie anime attive che darà presto conferma della propria presenza partecipativa, valoriale ed ulteriormente propositiva.

E’ per questo che sta anche ai vertici sindacali dimostrare la loro reale vicinanza attraverso un effettivo ripensamento ed una documentata rivalutazione degli elementi, anche pratici, in gioco.

Lecco 23/11/2014          GLI EX LAVORATORI DELLA LEUCI
(CHE NON SI ARRENDONO!)

COMUNICATO COMITATO LECCHESE PER L’ACQUA PUBBLICA: 3 Novembre, invito al presidio

COMUNICATO COMITATO LECCHESE PER L’ACQUA PUBBLICA.

LUNEDI’  3 NOVEMBRE . INVITO AL PRESIDIO

Cittadini, Associazioni, Gruppi e tutte le realtà vive del nostro Territorio sono caldamente invitati e sollecitati  a partecipare al Presidio per la difesa dell’ “Acqua fuori dal mercato” , LUNEDI’ 3  NOVEMBRE a partire dalle ore 17 presso la Sala don Ticozzi in Via Ongania 4 a Lecco, in occasione della Conferenza dei Comuni in materia idrica.

Siamo a un nodo cruciale e dobbiamo dare un segnale forte!!!!! 

Con la conferenza di lunedì, si delineerà, in via molto probabile, IN TEMPI BREVI, una scelta:

da una parte la soluzione di privatizzare:

Ammantata da parole che ipocritamente inneggiano al pubblico, favorevoli all’affidamento a Idroservice saldamente operativa all’interno del Gruppo finanziario di Lario Reti Holding

Dall’altra si rende sempre più plausibile una soluzione di pubblicizzazione vera (o una prima tappa) perché:

1 – c’è una proposta, seria e operativa, anche se un po’ tardiva, del Comune di Merate. Proposta del tutto autonoma, ma che, poco si capirebbe,  se non ci fosse stata la nostra tenace lotta di questi anni per l’Azienda Speciale Pubblica e per l’acqua fuori dal mercato.

2 – c’è in atto un intervento della Corte dei Conti che si muove nella direzione di chiedere conto agli amministratori dei danni già provocati perseguendo la scelta di Idroservice come società di Lario Reti Holding cui affidare il servizio idrico.

 Vi aspettiamo. Perché le lotte e le battaglie perse sono quelle che non si ingaggiano.

Questa è una di queste lotte a cui continuiamo a non voler rinunciare perché “si scrive acqua ma si legge Democrazia”.

 Lecco, 31/10/2014

Comitato Lecchese Acqua Pubblica e Beni Comuni

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