RSI di Costa Masnaga

La “Rsi” paga gli stipendi arretrati

Sbloccata la stretta creditizia per Rsi: l’azienda ora è in regola con il Durc, Trenitalia ha saldato il proprio debito e le 146 maestranze di Costa Masnaga venerdì 10 giugno riceveranno sui loro conti correnti gli stipendi arretrati di dicembre, febbraio e marzo. E’ questa la prima notizia positiva che giunge in seguito a un incontro tra le parti sociali, azienda e sindacato, avvenuto a Costa Masnaga e che era stato calendarizzato da circa tre settimane. “Questa volta l’azienda ha mantenuto fede alle promesse fatte – spiegano i sindacalisti Diego Riva della Fiom ed Enrico Civillini della Fim – e per i lavoratori si tratta di un primo, anche se fragile, segnale positivo”. L’ottenimento del Durc, cioè di un documento che attesta la regolarità contributiva dell’azienda verso l’Inps, ha consentito all’azienda di ricevere i soldi che le spettavano da alcune commesse arretrate svolte per conto di Trenitalia. Inoltre la stabilità contributiva apre qualche positivo spiraglio anche per il futuro: “La regolarità del Durc permette oggi a Rsi di poter gareggiare ad alcune gare d’appalto di media entità economica, che si apriranno in queste settimane e di poter acquisire alcune commesse per conto di Trenitalia – spiegano i sindacalisti – Siamo fiduciosi, anche se i problemi sono ancora molti e non è così scontato che Rsi riesca a vincere queste commesse. Ma se ci riuscisse Rsi potrebbe riaccendere i motori dell’azienda, ferma dallo scorso mese di novembre”.

Dal sito de “La Provincia di Lecco”

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Solidarietà alla lotta dei compagni della RSI

I Giovani Comunisti/e di Lecco, riuniti in assemblea il giorno 16 Marzo

approvano questa

Mozione di Solidarietà

Alla lotta dei lavoratori della

RSI di CostaMasnaga

Con la presente mozione i Giovani Comunisti si riconoscono a pieno nella lotta e nelle giuste rivendicazioni avanzate dai lavoratori della RSI di Costa Masnaga.

L’ingiustizia sociale della quale i lavoratori della RSI sono vittima, senza stipendio da parecchi mesi e messi difronte alla possibilità di perdre il proprio posto  di lavoro, non può essere tollerata.

E’ ora di dire basta alle logiche con cui, ormai da troppi mesi, il padronato getta tutto il peso della crisi e delle difficoltà economiche sui lavoratori,  mettendo a rischio la loro esistenza ed esponendo le loro famiglie alla precarietà.

I Giovani Comunisti appoggiano la lotta dei lavoratori della RSI e si impegnano a fare tutto ciò che è in loro potere per sostenerla.

La vostra lotta è la nostra lotta.

Giovani Comunisti/e Lecco


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La vertenza torna al ministero

16 marzo 2011

Il caso Rsi International Italia torna al tavolo del ministero per lo Sviluppo economico. Azienda, Regione Lombardia, sindacati e amministrazione provinciale di Lecco sono stati convocati per mercoledì 23 a Roma per parlare della difficile situazione che sta attraversando l’azienda. Numerose le problematiche che in quella sede verranno sollevate, come spiega Enrico Civillini della Fim Cisl: “L’azienda non ha liquidità per pagare gli stipendi arretrati di dicembre, gennaio e febbraio; inoltre non sta rispondendo alle richieste di perfezionamento della procedura di cigs richiesta a ottobre dell’anno scorso, con il risultato che attualmente la procedura è ferma a Roma. Da oltre un mese non riceviamo alcuna comunicazione dall’azienda, che evita il rapporto con i sindacati e con le maestranze. Al contrario ha annunciato al sindaco di Costa Masnaga un esubero di un’ottantina di dipendenti, ci sono voci di possibili interessamenti da parte di altre aziende, ma sono solo voci”. L’esposizione finanziaria dell’azienda e il mancato pagamento dei contribuuti ai dipendenti fa risultare l’azienda irregolare rispetto al Durc e quindi Trenitalia non sta pagando il proprio debito nei confronti dell’azienda, che ammonta a circa un milione di euro. La speranza del sindacato è quella di incontrare l’azienda al tavolo ministeriale: “Speriamo si presenti all’incontro e chi ci spieghi cosa intende fare in futuro”.

Dal sito de “La Provincia di Lecco”

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Costa Masnaga: i 140 dipendenti Rsi pronti a tutto

15 marzo 2011

I centoquarantuno lavoratori della Rsi International Italia sono pronti a nuove iniziative di protesta per scongiurare il rischio di un dimezzamento della forza lavoro e per ottenere i soldi degli stipendi arretrati. La settimana scorsa l’azienda ha comunicato al sindacato di Costa Masnaga la necessità di ridurre il personale, con un massimo di 60 maestranze e il taglio di circa 80 posti di lavoro.

L’amministrazione provinciale si è già mossa per affrontare la crisi Rsi, convocando nuovamente un tavolo istituzionale al quale parteciperanno l’azienda, il sindaco di Costa Masnaga, i sindacati, i politici locali, gli esponenti regionali e nazionali. Si tratta del secondo tentativo di rianimare un’azienda che da due anni, da quando è stata acquisita da una procedura fallimentare dalla Interporto di Caserta non è mai riuscita a emergere dalle difficoltà.

Dal sito de “La Provincia di Lecco”

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“Rsi”:a cassa finita 70 esuberi

9 marzo 2011

COSTA MASNAGA – I 141 dipendenti della Rsi International Italia, l’azienda di Costa Masnaga che costruisce treni, hanno sfilato per le vie del paese fino a raggiungere il municipio dove ad attenderli c’era il sindaco Umberto Bonacina. I lavoratori hanno manifestato perché da novembre non percepiscono l’anticipo della cassa integrazione straordinaria e perché non hanno alcuna certezza sul futuro, con due commesse (le uniche nel portafoglio dell’azienda) bloccate da parte di Trenitalia e una situazione finanziaria compromessa al punto tale da non poter partecipare ai bandi di gara per l’acquisizione di nuovi lavori. I lavoratori sono andati dal sindaco per manifestare il loro malcontento e cercare almeno di recuperare gli stipendi in arretrato, ma le parole del sindaco hanno lasciato poche speranze: “Voglio essere franco – ha detto il sindaco ai lavoratori – ci sono poche prospettive per questa azienda. Ho contattato l’amministratore delegato Nicola Berti, il quale mi ha spiegato che non c’è speranza di continuare a lavorare mantenendo l’intero organico, che in Italia conta 270 dipendenti”. Berti avrebbe detto al sindaco che, una volta terminata la cassa integrazione straordinaria, cioè a ottobre di quest’anno, scatteranno i tagli: alla Rsi di Costa Masnaga rimarranno una sessantina di lavoratori, più gli impiegati che sono circa una ventina. Nel Lecchese perderanno il posto di lavoro 50 persone, altre 20 andranno in pre pensionamento, verrà chiusa la sede di Roma (altri 30 esuberi)

dal sito de “La Provincia di Lecco”

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“Rsi”: esplode la rabbia degli operai

4 marzo 2011

COSTA MASNAGA – Scatta la rabbia dei 141 dipendenti della Rsi International Service di Costa Masnaga. Nell’assemblea sindacale i lavoratori erano quasi arrivati al punto di proclamare l’occupazione dello stabilimento. E’ stato il sindacato a calmare gli animi e trattenere le maestranze da un gesto tanto estremo, soprattutto perché occupare la Rsi potrebbe comportare sanzioni economiche da parte di Trenitalia. Si è scelto di protestare con un atto simbolico per il mancato pagamento da parte dell’azienda dell’anticipo di quattro mensilità di cassa integrazione straordinaria: “Martedì mattina scatterà la manifestazione per le vie di Costa Masnaga – spiegano Diego Riva (Fiom) e Enrico Civillini (Fim) -. Incontreremo il sindaco perché quest’ultimo si faccia portavoce delle istanze dei lavoratori e richieda la convocazione di un nuovo tavolo di crisi all’amministrazione provinciale con la convocazione dei politici regionali e nazionali al fine di rimettere in evidenza la situazione sempre più drammatica di questi lavoratori. A fine gennaio ci attendevamo delle risposte, sul fronte salariale e sulle prospettive industriali, che non sono mai arrivate”.  La Rsi, 230 dipendenti di cui 141 a Costa Masnaga,  un mese fa aveva promesso, di fronte alle istituzioni e al ministero dei trasporti, di pagare gli anticipi di quattro mesi di cigs ai dipendenti, ma il versamento non è mai avvenuto. Ora il management dell’azienda ha imboccato la strada del silenzio: non risponde alle richieste di incontro del sindacato, non sta pagando la società del gas, che ha piombato i caloriferi, e neppure il comune che deve riscuotere Ici e Tarsu. In azienda rimangono ferme e in attesa di completamento 25 vetture della commessa Murof, che riguarda la manutenzione di materiale rotabile. Le condizioni finanziarie della Rsi continuano a non permettere la partecipazione ai bandi pubblici e l’azienda tace anche su alcuni chiarimenti richiesti dal ministero del lavoro per l’avvio della procedura di cassa integrazione straordinaria che rimane quindi in stallo.

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Da 3 mesi gli operai senza stipendio.

2 marzo 2011

Sale la tensione alla Rsi, nonostante la promessa di pagare gli stipendi ai dipendenti, fatta dall’azienda ai tavoli provinciali e ministeriali, i conti correnti dei lavoratori rimangono all’asciutto dallo scorso mese di novembre. La Rsi Rail service International deve ai 230 dipendenti, di cui 141 occupati alla sede di Costa Masnaga, le mensilità di dicembre, gennaio, febbraio e la tredicesima. “L’azienda è latitante – dicono i sindacalisti Diego Riva della Fiom ed Enrico Civillini della Fim – non risponde alle nostre chiamate e si fa beffe degli accordi presi ai tavoli istituzionali”. E non risponde neppure agli appelli della società del gas, che ha piombato i caloriferi e al comune che deve ancora riscuotere Ici e Tarsu. Alla fine di gennaio era intervenuto anche il sottosegretario alle Infrastrutture Roberto Castelli per risolvere la questione. L’azienda diceva di avere le casse a secco e Castelli aveva convocato un incontro con l’amministratore delegato di Trenitalia, al quale aveva partecipato anche l’assessore provinciale Fabio Dadati. In quell’occasione l’azienda si era impegnata a pagare i dipendenti e le parti avevano raggiunto un accordo che avrebbe permesso a Rsi di aggirare l’ostacolo delle precondizioni finanziarie dei bilancio – che devono essere pasciuti per poter accedere a un’aggiudicazione di commessa pubblica come la costruzione di treni per Trenitalia. “Bene, da allora è passato un mese e non se ne sa più nulla – continuano i sindacalisti – In azienda rimangono ferme e in attesa di completamento 25 vetture della commessa Murof, che riguarda la manutenzione di materiale rotabile. Sono lì da mesi e sono il segnale che in questo mese non è stato fatto nulla per sbloccare la situazione”. Le condizioni finanziarie dell’azienda continuano a non permetterle di partecipare ai bandi pubblici e l’azienda tace anche su alcuni chiarimenti richiesti dal ministero del lavoro per l’avvio della procedura di cassa integrazione straordinaria (che era stata richiesta a novembre e che al momento è sospesa per l’assenza di queste risposte da parte dall’azienda).


dal sito de “La Provincia di lecco”

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In “Rsi” scatta la Cassa

Per tutti i 157 dipendenti della Rsi International Italia è stata aperta una procedura di cassa integrazione ordinaria. L’azienda di Costa Masnaga, che produce carrozze per treni, si trova in un momento di difficoltà, provocato non tanto dalla mancanza di commesse, piuttosto da lungaggini burocratiche. L’azienda, risorta nel 2009 dopo una fase concorsuale grazie all’acquisizione di Rsi da parte della Interporti di Caserta, da giugno ad oggi ha incontrato numerosi problemi, come spiega Nicola Berti, amministratore delegato dell’azienda. Ad esempio alle 27 carrozze ora in produzione all’azienda di Costa, mancano i finestrini, perché l’azienda fornitrice è andata in fallimento: «E questo è uno dei numerosi problemi di approvvigionamento di materiali che abbiamo incontrato nel corso del 2009 – dice Berti – ma i problemi sono ben altri». E molto più grossi, come la mancata iscrizione nell’albo dei fornitori di Trenitalia e la mancanza di quelle commesse che all’atto della vendita dell’azienda erano già state commissionate e assicurate: «Rsi è stata venduta con la certezza di accedere all’elenco fornitori di Trenitalia e con un numero consistente di commesse da avviare per il futuro. In realtà Trenitalia, dopo aver verificato i parametri necessari per l’ingresso nell’albo dei fornitori ed aver anche ispezionato l’azienda, a distanza di circa un anno, non ha ancora dato alcuna riposta in merito».

dal sito de “La Provincia di Lecco”

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