C’è chi parla e c’è chi lotta, con testa e sacrificio: a fianco dei lavoratori Leuci

Da “La Provincia di Lecco”
Lecco, Presidio alla Leuci «SI PUO’ NASCERE»

LAVORATORI SEMPRE IN PRESIDIO ( CI CREDIAMO, LA FABBRICA PUO’ RINASCERE)
Autore: Gianluca Morassi
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Era la loro fabbrica. Riusciranno a farla riaprire? Loro ci credono. Sono gli ex dipendenti della Leud. Ex lo sono dal 29 gennaio scorso,giorno in cui ricevettero la lettera di licenziamento. Da allora sono in presidio permanente e sistematico della fabbrica di via XI febbraio, anche se va specificato che la mobilitazione – pur con qualche stop – dura da più di un anno e mezzo. «Siamo qui – dicono da una vita». E, se si saldano gli anni passati a fabbricare lampadine con l’anno e mezzo di presidio, non vanno molto lontano dal rappresentare il vero.
Contratti temporanei Sono 80 persone in mobilità, qualcuno in questi mesi ha trovato un contratto a termine. Gli altri sono a casa, in attesa di un lavoro sempre più difficile da trovare (e chi assume con la crisi che c’è?),o di maturare i requisiti anagrafici e contributivi per la pensione. A scorrere ricordi e foto del presidio di via XI febbraio, si passa dal brindisi di fine anno, con lavoratori e ospiti protetti da berretti e giacche a ventó, alle magliette di questi giomi. Il presidio è striscioni, cartelli, tavolini, pazienza e la voglia di trasformare il sogno in un polo del nuovo manufatturiero lecchese. Ci riusciranno? Per intanto c’è una testimonianza forte che, pur con inevitabili ingenuità e qualche errore tattico, ma alcuni momenti è riuscita a coinvolgere in modo forte la città. Sono passati i mesi e le stagioni, loro sono sempre lì. Lo striscione “La Leuci non si tocca” come le foto in bianco e nero dei cortei sindacali degli anni del “terrò” – è diventato patrimonio degli operai lecchesi in lotta. Verrebbe da scrivere che la presenza dei lavoratori in via XI febbraio è una sfida a quello che viene definito il sistema Lecco: possibile che non si riesca a re-industrializzare l’area? «Eppure – ricorda Germano Bosisio, che si fatica a definire un ex delle Rsu -c’è la legge regionale che sostiene economicamente i progetti di reindustrializzazione. Noi continuiamo a crederci, con la consapevolezza che la nostra è solo un azione di pungolo verso le istituzioni ed i soggetti economici. Non abbiamo – continua Bosisio – la pretesa di sostituirci a nessuno. Questo deve essere chiaro per evitare malintesi». Nella lunghissima vicenda Leuci due sono scadenze che si avvicinano? «Siamo in attesa – ricorda Bosisio – della convocazione del tavolo provinciale che, tra altre cose, dovrebbe servire ad organizzare un incontro con le imprese potenzialmente interessate ad investire in via XI febbraio. Abbiamo – sottolinea Bosisio – la disponibilità della Camera di commercio a sostenere dal punto di vista economico lo studio di un piano di fattibilità per re-industrializzare l’area. E come ex dipendenti Leuci stiamo organizzando un incontro pubblico, forse già entro fine mese, sul nostro piano. In sostanza, vogliamo continuare la nostra azione dal basso su questo tema che riteniamo sia strategico per il futuro industriale di Lecco e del territorio». Tra il progetto e la realizzazione c’è un muro alto: i soldi. Servono imprese disposte ad investire, che quindi abbiano le capacità finanziarie,gestionali e progettuali per realizzare un’unità produttiva in via XI febbraio. Non è poco, specie in im periodo di crisi e di sfiducia come l’attuale. Forse è necessario un ruolo forte delle istituzioni locali (Comune, Provincia)e della Regione per individuare agevolazioni e incentivi che abbassino in misura significativa il punto di equilibrio dei progetti di investimento.

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