Buoni scuola: continua l’ingiustizia!

downloadLa Regione Lombardia nell’anno 2014 riconferma il sistema della “Dote Scuola”, istituito nel 2000 dal Governo di centro-sinistra con la Legge 62/2000 e introdotto in regione da Roberto Formigoni: un finanziamento alle famiglie che dovrebbe agevolare il pagamento delle rette e garantire la libertà di educazione per tutti ma del quale in realtà risulta aver beneficiato finora l’ 80% gli alunni delle scuole paritarie private, senza criteri di merito o reddito, per un totale di 400 milioni di euro tra 2001 e 2009.
Da quest’anno il rinnovo di questo meccanismo vede anche delle modifiche, per lo più peggiorative, manifestando una palese e ingiustificata disparità di trattamento tra studenti di scuole statali e private.
Va specificato che la Dote Scuola vede due diverse applicazioni: una come Buono Scuola (“Dote per la libertà di scelta”), erogabile solo alle famiglie di studenti delle scuole private, con un’entità che va dai 450 ai 900 euro ; una come Sostegno al Reddito, aperto anche agli studenti delle scuole statali ma che va da un minimo di 60 a un massimo di 290 euro.

Per paura che qualche tribunale giunga alla fine a certificare con sentenza il carattere discriminatorio dei Buoni scuola, Maroni ne ha modificato in parte il meccanismo: per calcolare il reddito degli aventi diritto si passa infatti dall’ ”indicatore reddituale” (formula inventata su misura per questa forma di finanziamento, e che esclude dal computo le proprietà mobiliari e immobiliari) all’ISEE, che già si applica per tutti i contributi regionali, che subiscono anch’essi una modifica (sempre per non scontentare troppo la “lobby” delle scuole private”): il tetto di reddito per accedere ai Buoni scuola viene alzato e l’importo di ogni buono viene aumentato.
Come trovare le risorse? Semplice: riducendo il fondo per il sostegno al reddito portandolo alla risibile quota di 5 milioni di euro (erano 30 milioni lo scorso anno) e tagliarne i relativi importi (un solo esempio per tutti: l’integrazione al reddito cessa del tutto per gli studenti delle scuole elementari statali e per quelli del triennio delle superiori!).
La disparità che ne consegue è fortemente visibile:
– Dote scuola per il sostegno al reddito di 1.064.823 studenti che frequentano la scuola pubblica primaria, secondaria e l’istruzione professionale: 5 milioni di euro
– Buono scuola per la libertà di scelta, destinato esclusivamente ai 99.178 studenti che frequentano la scuola primaria e secondaria paritaria: 30 milioni di euro

Queste modifiche ancora una volta si fanno beffe dei principi fondamentali della materia dettati dalla legge del 2000 e ancor più grave degli articoli 33 e 34 della Costituzione, che garantiscono il principio di uguaglianza di trattamento tra studenti delle scuole statali (che costituiscono il 90% nella Regione) e studenti delle scuole paritarie private e che vietano ad ogni Amministrazione di attribuire “Buoni e contributi” in maniera discriminatoria, nonché un finanziamento statale a scuole private.

E’ un diritto di tutti reclamare questi principi fondamentali e dichiarare INCOSTITUZIONALE questo sistema ingiusto e favorevole solo a pochi, che disprezza anche e soprattutto la PETIZIONE POPOLARE firmata da più di 15.000 tra docenti, studenti e famiglie, “archiviata” dalla VII Commissione che così facendo si è arrogata il diritto di non trasmettere la discussione al Consiglio Regionale e di lasciar cadere una questione così importante nel dimenticatoio.

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