2°serata Venerdì: Occupare, Resistere, Recuperare, con i compagni di Roma e Brescia

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2ª SERATA

Circolo Libero Pensiero, Lecco Via Calloni 14
Occupare, Resistere, Recuperare
Introduce Alessia Scola, il caso argentino delle RECUPERADAS.
Intervengono, con le loro esperienze di lotta: Lavoratori OFFICINE ZERO (ex RSI), Roma, Lavoratori COOPERATIVA SCALVENZI, Brescia

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“Se c’è il padrone ma non ci sono i lavoratori la fabbrica non esiste più.

Se manca il padrone ma ci sono i lavoratori la fabbrica può vivere ancora”

Questo è quello che ci hanno insegnato le 400 fabbriche andate in crisi e oggi recuperate ed autogestite dai lavoratori argentini quando dopo il 2001 il sistema economico di quel paese è crollato. Nonostante le balle sulla “ripresa” da parte del governo e dei partiti che lo sostengono, PD e PDL in testa, in Italia siamo nella stessa situazione. Anche se non ci sono manifestazioni per le strade, nel lecchese sono decine le fabbriche che chiudono lasciando a casa centinaia di lavoratori.

Di chi è la responsabilità? Non è solo delle banche. Altrettanto colpevoli sono quegli imprenditori che per decenni hanno accumulato profitti investendoli nel mattone o nella finanza, trasferendoli in Svizzera o a Singapore. E’ una classe imprenditoriale purtroppo spesso vecchia e cinica che non vuole aprire a forze innovative esterne alla proprietà famigliare che potrebbero salvare le fabbriche. E preferisce darsi alla speculazione o delocalizzare in Asia. E’ il modello di capitalismo italiano che non è più in grado di reggere la crisi.

Oggi chi lavora è di fronte ad una scelta: accettare il destino della Cassa Integrazione, quando c’è, o provare a prendere in mano la propria vita. Non si tratta di un’utopia ma di una necessità. In questa crisi chi perde il lavoro non lo ritrova più per lungo tempo. Affrontare la chiusura delle fabbriche soltanto contrattando ammortizzatori sociali e cassa integrazione non è più sufficiente. Non basta più.

Ma un’alternativa c’è.

Sempre più spesso di fronte ad un padronato che getta la spugna i lavoratori si organizzano e autogestiscono le aziende. Anche in Italia in Lombardia con la Maflow e la Jabil, a Reggio Emilia, in Veneto, nel Lazio come in Sicilia sono tante le fabbriche che abbandonate dai padroni e dalle banche sono state fatte rivivere dai lavoratori che le gestiscono in cooperativa. E’ stato difficile ma alla fine ha funzionato dimostrando che si può fare: sono centinaia i posti di lavoro salvati.

Perché solo dove c’è stata una resistenza dei lavoratori si è ricostruita una speranza di futuro. Dove si è subita la decisione del padrone è subentrato il deserto produttivo e sociale.  

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