Ogni violenza subita oggi, sarà un pugno restituito domani!

di Daniele Maffione – Responsabile Antifascismo, Direzione naz. Giovani Comunisti PRC

“Francia ed Italia rivivono aggressioni squadriste. Ma le reazioni di governi ed opinione pubblica sono state ben differenti.

L’omicidio avvenuto il 5 giugno a Parigi di Clément Méric, del gruppo “Action antifasciste Paris-banlieue”, ha suscitato una grande mobilitazione da parte dell’intero Paese. Il giovane militante antifascista è stato aggredito e ferito mortalmente da tre skinheads, immediatamente individuati ed arrestati dalle forze dell’ordine. Partiti, sindacati, studenti e gruppi autorganizzati della sinistra hanno animato mobilitazioni di centinaia di migliaia di persone. Il governo Hollande ha dichiarato di voler fare luce sull’accaduto ed il paese discute nuovamente della messa al bando delle organizzazioni dell’estrema destra.

In Italia le cose vanno diversamente. Giovedì 6, ad un solo giorno dai fatti di Parigi, a Velletri (RM) due musicisti dei 99 Posse, storica band antifascista legata al circuito dei centri sociali, sono stati aggrediti da una ventina di neofascisti armati di cinture ed oggetti contudenti. Luca “Zulù” Persico ed uno dei fonici, grazie alla pronta reazione ed all’intervento della sicurezza del locale “Passo carrabile” hanno subito lesioni e contusioni, ma hanno salva la vita. I due hanno deciso di non denunciare l’episodio alle autorità, poichè non credono nel carcere e nelle misure repressive.

Su questo secondo episodio, non è stata spesa una parola dalla stampa o dal governo italiano. La mobilitazione dei compagni non è avvenuta tanto nelle piazze, quanto piuttosto in rete. Anche su questo c’è da interrogarsi. In Italia bisogna riflettere sugli allarmanti rigurgiti di neofascismo, che vanno stroncati sul nascere. Da questo punto di vista crediamo che ogni azione, quella militante, quella culturale, quella istituzionale siano utili nella lotta al neofascismo.

Nel nostro Paese esistono disposizioni costituzionali e leggi antifasciste, che nella maggior parte dei casi sono eluse. Ma fin quando esisteranno, bisognerà battersi in ogni sede per farle applicare. Occorre radicare l’intervento antifascista nelle scuole, nei luoghi di lavoro, nei quartieri popolari e perfierici per estirpare il cancro nero che affligge l’Italia.

Esprimiamo piena solidarietà ai due musicisti antifa aggrediti. Chiediamo lo scioglimento immediato di tutti i gruppi neofascisti e neonazisti, l’applicazione della Costituzione della Repubblica italiana e delle leggi Scelba e Mancino. Ci impegnamo a proseguire in ogni angolo del Paese la lotta quotidiana cominciata con la guerra partigiana. Questi episodi ci insegnano anche quanto sia importante legare l’antifascismo all’internazionalismo proletario. ”

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