Assemblea lecchese antifascista: uniamo le forze!

Per scardinare la logica della risposta fine a se stessa, delle azioni conseguenziali agli atti di vile matrice fascista, rilanciamo ed invitiamo tutti gli Antifascisti a partecipare a un’assemblea pubblica 

Domenica 12 maggio dalle 16.00 al parco VII marzo. 

Sono sotto gli occhi di tutti i continui tentativi di mistificazione della Storia Antifascista italiana _che nacque e si sviluppò ben prima del ventennio nero, e che fu in grado di tessere un lungo filo fino alle lotte storiche degli anni settanta_ L’ultimo sintomo di questa deriva autoritaria è il palese svuotamento dei momenti di discussione e condivisione esterni anche attraverso un’azione repressiva che attraversa i chiostri universitari, vessa i lavoratori, umilia gli ultimi; un modo di agire sempre più affine a quello che caratterizzò il potere nel regime fascista che, è bene ricordarlo, fu nel corso della storia contemporanea il più grande cane da guardia a servizio del capitalismo industriale italico. 

Purtroppo Lecco, non si discosta dal panorama nazionale della falsificazione/pacificazione. 
La targa rinnovata in via Pascoli, recante i nomi di 16 repubblichini, giustiziati perché rei di aver sparato, dopo aver esposto la bandiera bianca della resa nei pressi di Via Como, sui partigiani che si erano fatti avanti per trattare le condizioni di consegna al culmine della battaglia per la liberazione di Lecco (27 aprile 1945), continua ad essere il punto di ritrovo di manifestazioni più o meno istituzionali di chiara matrice fascista. 
Se fino a qualche mese fa la discussione cittadina sui fatti della “liberazione” e sulle condizioni che portarono alla posa della sopracitata lastra, sembrava almeno in parte aver ricominciato ad aprire speranzosi momenti di rilettura delle riserve ideologiche del fascismo locale, rivedere le stesse facce da “camerata presente” inscenare il solito teatrino nei pressi dello stadio comunale il 28 aprile scorso, ci parla di una bassa incisività dell’iter istituzionale che in un clima di unità nazionale ha portato alla sola ristesura “condivisa” da più forze politiche della vergognosa piastra. 

È indubbio che il ruolo di noi antifascisti non si debba risolvere solo nei palazzi e tra i dibattiti delle commissioni consiliari. Antifascismo ed Antiautoritarismo hanno oggi più senso di esistere nei parchi, negli spazi di condivisione e coesione (che ancora resistono), nei parcheggi, nelle Piazze, a scapito di quel fenomeno dell’auto-schedatura internauta che priva di luoghi fisici conflittuali ogni individuo, spacciando l’etere come unica alternativa con presunta forza rivoluzionaria.

Come si combatte allora la politica da tastiera e poltrona ergonomica, la carenza di protagonismo fisico, l’autoritarismo dilagante, le targhe e il viscidume fascista? 
Crediamo che ciò si possa fare ritornando ad occupare spazi di partecipazione e di lotta, non solo uscendo di casa, ma facendolo per organizzarsi ed organizzare. 

Giovani Comunisti/e Lecco, Lecco Antifascista

12maggio (1)

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