#STOPTHECOISP

come Giovani Comunisti lecchesi non possiamo che rivederci nel comunicato dei compagni di Ferrara vicini alla Famiglia Aldrovandi:

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Dopo la sentenza del 21 giugno 2012 con la condanna a tre anni e sei mesi di reclusione per Monica Segatto, Luca Pollastri, Paolo Forlani ed Enzo Pontani pensavamo di aver finalmente ottenuto “verità e giustizia per Federico Aldrovandi”.

La pena che i 4 assassini stanno effettivamente scontando è però di soli sei mesi di carcere (Monica Segatto è già ai domiciliari). Una pena irrisoria paragonata agli almeno sei anni di galera che dovrà scontare un ragazzo accusato di aver rotto una vetrina. Tuttavia, dopo anni di lotte, tre gradi di giudizio che finalmente affermassero la colpevolezza di Segatto, Pollastri, Pontani e Forlani ci apparivano come una grande “vittoria”.

Da qualche giorno, però, sembra di essere tornati a sette anni fa quando Federico venne ucciso: il COISP (Coordinamento per l’Indipendenza Sindacale della Polizia) è tornato per le strade di Ferrara con un furgoncino e uno striscione per ricordare a tutti i cittadini che “La legge non è uguale per tutti. I poliziotti in carcere, i criminali a casa”. La sfacciataggine e l’irriverenza con cui questa iniziativa è stata promossa ha raggiunto il culmine ieri mattina quando alcuni poliziotti hanno presidiato piazzetta Savonarola proprio sotto le finestre dell’ufficio della mamma di Aldro.

Nel rinnovare la nostra solidarietà alla famiglia Aldrovandi riteniamo opportuno denunciare l’atteggiamento con cui il COISP ha oltraggiato la sensibilità di Patrizia, Lino e Stefano e la cecità con cui si ostina a voler rifiutare una sentenza che è ormai definitiva. In questo contesto è necessario sottolineare la condotta generale delle forze dell’ordine nella nostra città: la repressione e le restrizioni sempre maggiori che ci vediamo imporre rendono ogni giorno più difficile il mantenimento di rapporti di collaborazione e rispetto reciproco. Non solo il COISP può aggirarsi indisturbato per le strade di Ferrara portando la sua solidarietà (e complicità) a quattro assassini senza preoccuparsi di tornare a ledere per l’ennesima volta la dignità di una famiglia che si è vista strappare un figlio, ma allo stesso modo la polizia si assume prerogative del tutto straordinarie ponendo limitazioni eccessive agli studenti e a chiunque voglia esprimere dissenso nella nostra città. Basti pensare all’occupazione dimostrativa di una scuola che, l’autunno scorso, si è conclusa con il fermo di un ragazzo appena sedicenne e con l’affidamento agli assistenti sociali di un’altra decina di studenti e studentesse; o ancora, al fatto che la polizia abbia libero permesso di entrata all’interno di tutti gli istituti superiori. È evidente che non si tratta più di sporadiche mele marce, ma di un problema molto più profondo e radicato che riguarda la cultura della violenza diffusa all’interno del corpo della Polizia di Stato.

Le/i Giovani Comuniste/i di Ferrara aderiscono al presidio di solidarietà alla famiglia Aldrovandi che si terrà domani alle 18:00 in Piazzetta Savonarola. Invitiamo tutte e tutti a partecipare per riappropriarci di una piazza che è della città e, di certo, non può essere del COISP.

 Giovani Comuniste/i Ferrara

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