SOLIDARIETA’ AL COMPAGNO DAVIDE ROSCI, CONTRO UNA SENTENZA PERSECUTORIA E PUNITIVA

basta repressioneLa condanna a sei anni (9 senza rito abbreviato) a Davide Rosci e agli altri imputati per gli scontri del 15 ottobre è spropositata e dettata da una logica puramente persecutoria e punitiva.
I poteri forti e i media hanno imposto una sentenza esemplare, a dimostrazione dell’ipocrisia sfacciata che regna nel Paese e spesso governa la giustizia italiana: gli inquisiti per mafia, corruzione e reati contro lo Stato riempiono le liste elettorali mentre i ragazzi che esprimono il proprio rifiuto nei confronti delle ingiustizie del sistema finiscono nelle carceri.
Sul 15 ottobre abbiamo scritto e detto molto e non possiamo che ripetere due cose: la gestione dell’ordine pubblico fu, quel giorno, fuori dai confini della legalità democratica; al contempo quelle vicende non aiutarono il movimento né il buon esito della manifestazione. Ma oggi siamo di fronte ad un fatto clamoroso: chi pensa di risolvere il conflitto politico e sociale con una parte del Paese attraverso sentenze di questo tipo dimostra tutta la propria arroganza. Tra l’altro, utilizzando un ordinamento che è fermo al Codice Rocco del regime fascista. Per questo noi siamo dalla parte del compagno Davide, che conosciamo impegnato insieme a Rifondazione Comunista e ai Giovani Comunisti di Teramo, ed esprimiamo a lui tutta la nostra solidarietà umana e politica.

Simone Oggionni
Portavoce nazionale Giovani Comunisti

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