Acqua fuori dal mercato e dai profitti: a Lecco non sarà proprio così

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Giovedì 20 dicembre, la Conferenza dei Sindaci dell’ATO della provincia di Lecco nell’emanazione delle linee di indirizzo generali riguardanti la gestione del servizio idrico integrato ha scelto la modalità della gestione “In house”. Rinviata al 31 Gennaio 2013 la scelta dell’azienda a cui verrà affidato questo onere, essa ricadrà sostanzialmente su una azienda tra Idrolario, la neonata Idroservice o una nuova società.

Esprimiamo il nostro disappunto per la mancata accettazione dell’emendamento proposto da alcuni sindaci (Cernusco L. e Ballabio) e sostenuto in modo chiaro e deciso dal Comitato Lecchese Acqua Pubblica, con il quale si chiedeva di aggiungere, tra le opzioni possibili, quella dell’Azienda Speciale di diritto Pubblico. Questa modalità avrebbe espresso concretamente la volontà politica emersa dal referendum, ovvero un controllo pubblico diretto sul servizio idrico, escludendo così la logica del profitto e del mercato.

Secondariamente, la scelta “In House” apre a delle contraddizioni. Il 19 dicembre, da uno spin-off di Lario Reti Holding , è nata Idroservice, cioè il braccio specifico per l’acqua della “multiutility” lecchese. Questa società si costituisce come “azienda di 2° livello”, cioè senza possibilità di “controllo analogo” (controllo al 100% pubblico), che è elemento essenziale per una gestione “In House” del ciclo idrico integrato. Nel caso la conferenza dei sindaci dell’ATO dovesse scegliere Idroservice come azienda alla quale affidare il servizio idrico, decadrebbero immediatamente le linee guida che la stessa conferenza aveva votato poche settimane prima, cioè l’esclusione della messa a gara. Per questo è necessario che la Conferenza dei Sindaci dell’ATO elimini la possibilità di affidare ad Idroservice la gestione del servizio idrico, in quanto significherebbe mettere nelle mani del consiglio di amministrazione di Lario Reti Holding la gestione del servizio idrico provinciale: le Multiutility rispondono alla logica del mercato e del profitto (vedi A2A), dunque non vorremmo che a Lecco si faccia rientrare dalla finestra quello che 27 milioni di italiani avevano fatto uscire dalla porta grazie ad un referendum democratico!

Nell’esprimere la netta contrarietà a queste scelte politiche, delle quali determinati partiti dovranno assumersi la responsabilità di fronte ai propri elettori, chiediamo venga ostacolato con ogni mezzo qualsiasi decisione dell’Authority tesa a varare la nuova “tariffa acqua” che cancellerà ulteriormente l’esito referendario, reinserendo sotto mentite spoglie il profitto garantito per le aziende, chiediamo ai sindaci, inoltre, venga introdotto un forte “sconto bolletta” in tutti i casi di erogazione di acqua potabile non perfettamente salutare, oltre al fatto che venga stabilito che su ogni bolletta del servizio idrico siano riportare sempre le analisi chimico-batteriologiche dell’acqua potabile. Infine, rivendichiamo la nascita di un vero e proprio “comitato di sorveglianza” formato da cittadini, rappresentanti delle associazioni dei consumatori, dei sindacati e degli imprenditori, del comitato Lecchese Acqua Pubblica, a tutela dell’acqua “bene pubblico” con compiti di controllo e proposta; per questo non possiamo accettare, e contrasteremo con ogni mezzo, qualsiasi tentativo di privatizzazione e finanziarizzazione  della gestione dell’acqua, partendo dal netto rifiuto alla nascita di una Grande Multiutility del Nord.

Partito della Rifondazione Comunista – Fed. Di Lecco

 

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