17 Novembre: gli studenti lecchesi si riprendono ciò che gli spetta!!

Venerdì 17 novembre, in occasione della giornata internazionale per il diritto allo studio, gli studenti e le studentesse lecchesi scendono in piazza per reclamare una scuola pubblica di qualità, gratuita e aperta a tutti. In un contesto di crisi come quello attuale, crediamo che le manovre neo-liberiste di Monti e Profumo siano ingiuste ed estremamente dannose. Infatti i provvedimenti presi dal governo nel corso dell’ultimo anno non hanno fatto altro che peggiorare la condizione dell’istruzione pubblica, già gravemente massacrata dal precedente governo Berlusconi. Il diritto allo studio è stato pesantemente attaccato e troviamo contesti scolastici in cui siamo impossibilitati ad ottenere un’istruzione completa: solo il 45% degli istituti italiani ha il certificato di agibilità-statica, e solo un terzo è a norma per quanto riguarda l’igiene e gli incendi. Tutto ciò mentre Monti ha ribadito più di una volta che lo Stato assicura i fondi necessari alle scuole private, a cui riconosce una funzione essenziale, nonostante l’articolo 33 della nostra Costituzione dica testualmente che: “enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato”.

ImmagineA questo bisogna aggiungere che gli insegnanti fanno sempre più fatica a trovare un posto fisso e quindi ad assicurare una didattica completa. Profumo di certo non ha risolto il problema, ma con i nuovi concorsi-truffa per la scuola pubblica crea ancora più precari, lasciando la scuola nell’incertezza del futuro. Oltre ciò, il governo Monti sta portando avanti il progetto di legge 953 (ex Aprea) che di fatto privatizzerà la scuola, oltre a indebolire la rappresentanza studentesca. Infatti saranno introdotti due privati nel consiglio d’istituto, che diventerà consiglio dell’autonomia. A tutto questo si devono aggiungere i costi esorbitanti dei libri e dei trasporti, che invece di essere gratuiti per gli studenti e le studentesse, vengono continuamente aumentati, per coprire le spese di opere mostruose e pericolose per l’ambiente come la TAV.

Per questo il collettivo studentesco lecchese, unitamente ai Giovani Comunisti di Lecco, ha deciso di impostare un percorso di mobilitazione che oggi ha portato circa 200 giovani in presidio davanti al liceo scientifico “G. B. Grassi”. Essenzialmente crediamo che l’accesso al sapere non debba avere limiti, che non debba essere indirizzato dal potere finanziario ed economico, che non debba assolutamente essere frutto di un processo competitivo e di esclusione sociale. L’istruzione dovrebbe permettere di accedere ad un sapere cooperativo, che costruisca possibilità e potenzialità, uguaglianza e giustizia per ognuno. Lo Stato dovrebbe occuparsi di noi giovani, dandoci una scuola che ci permetta di emanciparci e che ci doni un sapere libero da qualsiasi influenza, che ci insegni a ragionare liberamente e non entro gli schemi limitati del mercato. Proponiamo quindi che l’istruzione pubblica sia rilanciata con nuovi investimenti e che vengano lasciati cadere tutti i percorsi di aziendalizzazione e privatizzazione della scuola. Chiediamo di avere fondi che ci portino al livello della media europea, con riqualificazione dell’edilizia scolastica e con la riduzione del rapporto studenti/docenti tramite un forte piano d’assunzioni. Chiediamo che le conoscenze ricevano libero accesso da parte di tutte e tutti, con l’abolizione degli ostacoli posti ai canali formativi come i test a numero chiuso all’università. Reclamiamo un piano di investimenti in politiche di welfare sulla mobilità per gli studenti e le studentesse, con un reddito garantito per i soggetti in formazione. Non si può più rimandare l’investimento nella ricerca pubblica, che sia però finalizzata al bene della comunità e non piegata al profitto di pochi privati. Bisogna attuare una revisione profonda dei modelli di formazione, mettendo in discussione e trasformando i contenuti e le modalità di trasmissione del sapere disciplinare, le modalità di valutazione, le finalità e gli obiettivi dei percorsi formativi, mediante processi di partecipazione dei giovani e con un confronto che coinvolga tutta la società. Al termine del presidio, ci siamo recati tutti alla Leuci, per portare solidarietà ai lavoratori in protesta davanti ai cancelli da ormai due mesi, e qui si è svolta un’assemblea tra studenti e lavoratori spontanea.Immagine

Rivolgiamo quindi un appello a tutte le studentesse e a tutti gli studenti lecchesi, affinché si uniscano al collettivo studentesco e portino avanti insieme a noi, un serio percorso di mobilitazione che ci porti ad ottenere ciò che ci spetta di diritto: un’istruzione dignitosa, una scuola pubblica che ci formi veramente e che assicuri un futuro ad ognuno di noi.

Marco Valsecchi, responsabile scuola e saperi Giovani Comunisti Lecco
Collettivo Studentesco Lecchese

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