SCUOLE E UNIVERSITA’ PUBBLICHE: PROFUMO NON CI MERITI !!

Questa sera una ventina di studenti dei Giovani Comunisti di Lecco e Monza e dell’Unione degli Studenti di Vimercate sono intervenuti pacificamente alla Festa Democratica di Osnago in occasione della presenza del Ministro Profumo.
Abbiamo mostrato alcuni striscioni e distribuito dei volantini in cui si spiegava chiaramente l’operato di questo Governo, in perfetta continuità con quello precedente: privatizzazione e smantellamento dell’istruzione di massa, pubblica, gratuita e laica. Le forze dell’ordine ci hanno allontanato per identificarci e non abbiamo potuto proseguire il nostro intervento all’interno del dibattito e, dunque, non siamo riusciti a porre pubblicamente domande e critiche al Ministro.

L’inversione di tendenza, decantata del ministro Profumo, rispetto ai tagli e alle privatizzazioni dell’istruzione pubblica è strumentale e non veritiera. Da quando il Governo Monti si è insediato non è stato percepito nessun cambiamento rispetto ai precedenti governi, in particolare dal punto di vista di finanziamenti per scuole, università, edilizia scolastica e diritto allo studio.

FUORICORSO UNIVERSITARI, MERITIAMO DIRITTI
Non è vero che le tasse aumenteranno solo di 100 euro per gli studenti fuoricorso con i redditi oltre i 90.000 euro: con la Speding Review il governo ha reintrodotto il comma che comporterà l’ aumento delle tasse del 25% per tutti gli studenti fuoricorso, indipendentemente dal loro ISEE, mediamente pari a 256.75 euro. L’unico obiettivo di questo governo pare essere quello di punire gli studenti fuoricorso mascherando queste operazioni politiche dietro ad una oramai vetusta retorica ideologica del merito e coprendo in questo modo i tagli ministeriali al finanziamento all’università degli ultimi 5 anni.

FONDI INSUFFICIENTI, NESSUN PRESTITO D’ONORE
Il Ministro Profumo afferma di voler potenziare l’utilizzo del prestito d’onore, un sistema che preveda l’indebitamento degli studenti è ingiusto e fallimentare, soprattutto per un paese che quest’anno stanzierà appena 103 milioni per il diritto allo studio a fronte dei 300 necessari per garantire una borsa di studio e i servizi a tutti gli aventi diritto. La proposta di rifarsi al modello asiatico parla da sè: l’80% degli studenti giapponesi laureati deve ripagare un debito medio di 8.800 euro alla Japan Student Service Organization, azienda privata di riscossione che ha il compito di denunciare alle autorità bancarie chi non ripiana il debito, con pene previste che vanno dalla chiusura dei conti correnti, al blocco delle carte di credito fino all’arresto degli studenti. Nuove entrate per Equitalia?

FUORI I PRIVATI DALLE SCUOLE
Resta aperto il progetto di legge Aprea indicato dalla Gelmini: un’indecente proposta che rischia in un colpo solo di privatizzare di fatto le scuole e creare il caos nella loro gestione, con la presenza dei privati nei Consigli di amministrazione e nomine monarchiche dei rettori per i componenti esterni dei Cda.
In questo ambito non possiamo che rallegrarci per la sentenza del Tar piemontese che sconfessa quell’abominio legislativo che è la L. 240/10, ma soprattutto Profumo, artefice della maggior parte dei ricorsi verso quelle università che si sono opposte alla rigidità con le quali il governo impone la presenza di privati all’interno dei consigli d’Istituto e universitari.

LE SCUOLE CADONO A PEZZI
Altro che investimenti, la scuola italiana cade a pezzi. Due terzi degli istituti scolastici non è a norma: solo il 45% delle nostre scuole ha il certificato di agibilità statica, contro il 97% della Germania, il 94% della Francia e il 92% dell’Inghilterra. Ma se oltre al certificato di agibilità statica si aggiungono anche quelli di agibilità igienico-sanitaria e il certificato prevenzione incendi la percentuale di scuole che è in regola cala miseramente al 34%. Con i tagli a province e comuni decisi nella spending review non è chiaro come le cose potranno migliorare.

IL BLUFF DEI CONCORSI
Dal 2014 non basterà essere iscritti da un decennio e più ad una graduatoria ad esaurimento per aspirare ad un posto di ruolo da insegnante. 163.000 docenti precari dovranno sperare di superare, ogni due anni, un concorso sgomitando con i neolaureati. Chi non riuscirà a strappare un posto nel concorso per 11.892 posti promessi dal ministro resterà in graduatoria in attesa di una supplenza, ma senza diritto all’assunzione. Per esaurire le graduatorie ci vorrà probabilmente una generazione.
Il vero obbiettivo del ministro è cancellare le graduatorie e con esse i precari che da anni garantiscono il funzionamento delle scuole. Occorre un piano pluriennale di stabilizzazioni che svuoti le graduatorie, determinando il fabbisogno di nuovi docenti in base al tempo pieno e al numero degli alunni per classe (da ridurre) e infine procedendo alle nuove assunzioni.

L’istruzione pubblica necessita di una reale inversione di tendenza immediata, che rimetta al centro il suo carattere pubblico, smantellando tutti i percorsi di aziendalizzazione e privatizzazione de facto, enormemente agevolati dall’approvazione della “Legge Gelmini”, e che negli ultimi mesi hanno trovato nuova linfa con l’aumento delle tasse universitarie (Spending Review), il raddoppio di quelle per il Diritto allo Studio, il persistere dei test a numero chiuso e i continui tagli al Fondo di Finanziamento Ordinario.

Noi studenti e studentesse di questo paese di fronte alla continua distruzione del sistema pubblico d’istruzione non possiamo che reclamare la totale ripubblicizzazione delle scuole e dell’università, per garantire un reale diritto allo studio. Per questo daremo vita ad una più ampia e viva mobilitazione studentesca che sconfessi le ipocrisie del ministro e rimandi al mittente il tentativo di rendere l’istruzione italiana assoggettata a logiche del mercato e del profitto.

Giovani Comunisti Lecco
Giovani Comunisti Monza
Unione degli Studenti Vimercate
Studentesse e studenti lecchesi

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