CONTRO CENSURA E ANTIPOLITICA: quando solo alcuni giovani a Lecco meritano attenzione

Di fronte al tentativo di omissione della realtà sulle strutture organizzate giovanili presenti a Lecco, “La provincia di Lecco” nell’articolo di Giovedì 19 Luglio su giovani e politica, va a citare, oltre ai giovani di Pd e PDdl solo grillini e Appellini per Lecco; tutto questo all’interno di un articolo che aveva l’evidente scopo di legittimare ancora una volta l’antipolitica, i giovani che si avvicinano all’impegno civico dei concerti, degli aperitivi, che si allontanano da ideologie e organizzazione partitica\politica. Di fronte a questa bassezza giornalistica, occorreva a nostro avviso una risposta chiara, dura e decisa, per ricordare che i Giovani Comunisti sono tanto scomodi quanto presenti nel territorio lecchese, esempio concreto di politica della militanza, della passione, dal basso, esempio che non poteva essere certo riportato ai lettori lecchesi !!

TRA CENSURE E ANTIPOLITICA:
PERCHE’ SOLO ALCUNI GIOVANI A LECCO MERITANO ATTENZIONE?

Abbiamo potuto leggere con stupore, presso le pagine del vostro giornale, l’articolo di Giovedì 19 Luglio inerente al legame tra la politica ed i giovani sul nostro territorio. Immagine
Nell’elencare le realtà giovanili che operano qui a Lecco vi è un misto di richiamo alla solita antipolitica e al qualunquismo diffuso che vede intrecciare il concetto di politica all’organizzazione di concerti ed aperitivi; si vanno perciò a richiamare solo le organizzazioni giovanili probabilmente più comode e gradite per la linea editoriale dettata e per lo scopo di rilanciare quel populismo della quotidianità che richiami il concetto, definito a priori, della fine delle ideologie e della forma partito, con il rilancio della trasversalità politica e dell’impegno civico, volto spesso al divertimento fine a sé stesso.

Scomodo sarebbe certo stato inserire tra le strutture giovanili lecchesi quelle che vivono e si alimentano dalla presenza  nelle lotte, fuori dalla logica di divani e poltrone d’oro, lontane dai rumori della Lecco bene by night, sconnesse dalla politica del marketing e dei capipopolo di giornata: tutto questo non può essere presente in una pagina volutamente  faziosa e ricca di antipolitica, volta a delegittimare qualsiasi forma organizzativa così utile, come insegnava un certo Gramsci, perché quei giovani, quei lavoratori, quelle donne e quei migranti che ogni giorno subiscono ingiustizie e ricatti dal capitale e dai poteri forti, possano un domani emanciparsi e ottenere ciò che gli spetta da questa società.
Nonostante, infatti, alcuni mesi fa fummo contattati per informazioni sulla nostra giovanile, nulla è stato detto nell’articolo in causa su quello che sono i giovani di Rifondazione comunista, nulla su quello che ogni giorno portano avanti sul territorio lecchese. Sarà un caso?
Non è una fatalità, a mio avviso, che su quell’articolo siano stati presenti, oltre a un trentacinquenne (giovane?) grillino pronto a condannare indistintamente chiunque militi in un partito e a definire qualunque persona che fa politica come arrivista, le due giovanili dei soliti partiti che ogni giorno, nonostante il loro sostegno ad un governo delle banche e della finanza vada a tradire gli interessi di milioni di cittadini, i mezzi di comunicazione cercano di continuare a presentare come maggioritari e forti nella nostra società (che lo siano economicamente, invece, non c’è discussione!).

Non possiamo tollerare la censura registrata nei nostri confronti: probabilmente l’esperienza più volte ripetuta del mercatino del libro usato, svolta dai giovani comunisti insieme a tanti altri studenti lecchesi, non meritava attenzione; probabilmente la stessa cosa vale per l’intervento dei giovani comunisti fuori dalle fabbriche della città, così come per chi ha sempre tentato di portare sostegno, solidarietà e spazio informativo per quelle vertenze di eroici lavoratori che si battevano per il loro posto di lavoro, come alla Quinton e  alla Badoni di Costa, passando per Leuci e Candy di Santa Maria Hoè. Anche tutte quelle mobilitazioni condotte in questi anni in difesa dell’istruzione pubblica non sono mai esistite, così come le assemblee e i dibattiti costruiti insieme al movimento studentesco lecchese; per non parlare del percorso condotto insieme a differenti realtà politiche e sociali lecchesi, volto a smascherare tutte le falsità su un’opera dannosa, costosa e inutile come la Tav, nascosto oggi come ieri da molti media locali, ma nonostante questo così partecipato dalla cittadinanza attiva e consapevole.
Non poteva, infine, che restare taciuta la presenza quotidiana nel difendere i valori dell’antifascismo, contro i neofascisti e revisionismo, che concretamente ha visto realizzarsi numerosi interventi in città, come quello per la rimozione della targa allo stadio comunale o quello così sentito del 25 Aprile.
Potrei spingermi oltre nel ricordare percorsi, progetti ed esperienze che avrebbero mostrato al lettore un’idea di politica viva, della passione e del radicamento sul territorio; una politica militante, tutto tranne che gerarchica e arrivista, portata avanti da giovani, comunisti e comuniste, che quotidianamente spendono tempo e fatica , per un’ideologia (non temo di dirlo!) , cioè una combinazione di prassi, valori e analisi, con radici solide nel passato e che ogni giorno vive, si muta e si confronta con il presente, con lo  scopo di poter permettere un giorno alle masse popolari di ottenere giustizia sociale e un futuro  migliore.

ImmagineNon sarebbe stato semplice, anzi controproducente, per chi , non garantendo una reale informazione, si è permesso di riportare ai lettori della “Provincia di Lecco” solo una parte di ciò che oggi offre la nostra città, tutto questo ovviamente con uno scopo ben preciso; per questo riteniamo ingiusto e fortemente scorretto il tentativo quotidiano dei media, nazionali e non, di cancellare qualsiasi forma di dissenso e di proposta alternativa rispetto il “pensiero dominante” liberista.

Non possiamo accettare venga dato solo risalto ed attenzione al binomio politica=arrivismo, così come non consentiamo che, mentre si esalta tutto ciò, venga volutamente celato  un esempio positivo di politica, con più di trenta giovani che, dal basso e a sinistra, ogni giorno cercano di costruire un’idea sana e propositiva di politica, quella dell’autorganizzazione, delle forme di mutualismo e solidarietà, quella del coordinamento quotidiano con altri soggetti politici, sociali e sindacali della nostra città.
Penso oggi di rappresentare la rabbia non solo dei giovani e delle giovani comuniste, ma di tutti quegli antifascisti, quei compagni e quelle compagne che ogni giorno troviamo nelle strade, nei nostri quartieri , nelle nostre scuole e con le quali tentiamo di costruire pratiche sociali che mostrano che un’alternativa, oltre che di sistema, è possibile conseguentemente anche di politica.Immagine

Per tutto ciò mi trovo a chiedervi una rettifica imminente di quello che avete riportato, perché i cittadini lecchesi possano essere correttamente informati, senza censure e veti, di chi oggi a Lecco si organizza, vive le lotte dal basso e tenta di costruire ogni giorno quel tessuto sociale con il quale cambiare lo stato di cose presenti. Certo del fatto che sarete pronti a chiarire ai vostri lettori questa omissione, non mancheremo, nel caso opposto, di mostrare ancora una volta che i giovani comunisti  ci sono: sognano, amano , e per questo lottano e resistono!

Marcucci Alessandro
Coordinatore Giovani Comunisti Lecco

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7 thoughts on “CONTRO CENSURA E ANTIPOLITICA: quando solo alcuni giovani a Lecco meritano attenzione

  1. bravo Alessandro, spero che l’opinione pubblica possa essere informata anche delle lotte che tutti i giorni portate avanti. la vera difficoltà è che il potere tende a rendere tutto il più “piatto” possibile per far si che nessuno possa più avere un barlume di conoscenza e di coscienza di ciò che sta accadendo. vincenzo petrelli.

  2. mi sembra chiaro il disegno politico di escludere la sinistra rendendola invisibile…ignorando quello che fa. oggi si parla del PD come della sinistra italiana ma il partito democratico NON è la sinistra italiana.stanno solo cercando di escluderci . e io ringrazio alessandro per questa doverosa puntualizzazione.protestiamo più spesso così si accorgeranno che esistiamo. rosaria .

  3. Gentile Alessandro, mi permetto di scrivere anche se sarebbe per me molto più comodo non farlo, lo faccio anche se non sento tirato direttamente in mezzo il gruppo da me rappresentato, certo che il tuo intento nello scrivere queste righe sia stato (giustamente e semplicemente) quello di rivendicare spazi sulla stampa per un gruppo politico, il vostro, che di fatto fa parte del panorama cittadino. Lungi da me l’entrare nel merito della diatriba, me ne tiro fuori in quanto ero un semplice intervistato, ma colgo l’occasione per puntualizzare sulla velata critica (o semplice osservazione che sia) da te mossa in questo scritto sulla commistione fra politica e divertimento, fra impegno civico e meri aperitivi. Vedi, Appello per Lecco è un’Associazione, ed ha la grande forza di tenere separata quella che è l’attività socio-culturale che mira a svolgere, da quella che è invece l’attività politica che viene svolta da alcuni degli associati legittimamente eletti negli organi locali.. e questa grande forza fa, e farà, sempre parte anche del gruppo giovanile dell’associazione, è un valore fondamentale che non intendiamo tradire, l’impegno civico (che trova nella politica lo sfogo imprescindibile per il perseguimento dell’attuazione del proprio programma) è cosa diversa dal fare aperitivi, è vero, noi ne siamo consapevoli e non abbiamo mai voluto far pensare il contrario, ma allo stesso, però, non è nemmeno detto che fare aperitivi non risponda ad una richiesta civica di una cittadinanza giovanile che chiede di poter aver spazi e luoghi di incontro per far crescere amicizie e conoscenze. Questo per dire che spesso, le cose si fondono e non è facile individuare la linea di demarcazione, non è facile definire dove e quando si fa politica e come la si fa, perché per fare questo bisognerebbe concordare su ciò che è politica e su ciò che magari è impegno civico, due termini attualmente contrapposti quanto vicini nel loro essere.
    Un gruppo di giovani, il nostro, che si è costituito di recente, meno di tre mesi fa, e che quindi non possiede ancora quella struttura programmatica di azione che certamente possiedono altri gruppi consolidati, ma che nonostante questo ha molta voglia di crescere, di proporre e di divenire un soggetto forte e innovatore grazie alla passione dei suoi membri.. verrà il tempo per…. non abbiamo la presunzione di definire attuato il nostro lavoro interno, tutt’altro, siamo una forza in continuo miglioramento.. ma nonostante questo non verrà il tempo per schiacciare le nostre iniziative sociali all’interno della macchina politica, i due piani per noi devono rimanere distanti in un equilibrio perfetto, non dando a chicchessia così la possibilità di criticarci in ogni nostra azione, anche semplicemente sociale, in modo pretestuosamente politico.
    Un gruppo, il nostro, che non nasce dall’idea di fare anti-politica bensì di poter fare politica in modo pragmatico, incominciando dalle esigenze locali e incanalando dunque il tutto attraverso l’impegno civico, in un sistema in cui il senso vero di fare politica è stato ahimè quasi completamente smarrito giungendo ad un punto di quasi irrecuperabilità mediante gli strumenti tradizionali. Io, come te, non temo di dire a contrario che non vi è ideologia nel nostro gruppo, premesso che non ritengo nemmeno scontato che riusciremmo a definire in modo eguale il contenuto del termine, essendo per noi un termine vetusto; meglio forse avere idee più che ideologie, le idee hanno il vantaggio di andare oltre il presente, di proiettarsi in là, le ideologie invece, purtroppo, se non utilizzate in modo cauto, ci legano spesso al passato in modo poco costruttivo.
    Forse ho detto troppo, forse ho detto troppo poco, ma comunque è solo una libera espressione del pensiero e null’altro. Spero vi siano occasioni di confronto anche in futuro. Un caro saluto.
    Francesco Perego
    Portavoce de I Giovani di Appello per Lecco

    • Boh sui distinguo sono molto perplesso, perché sinceramente non vedo una sostanziale differenza tra un’organizzazione partitica che agisce impegnandosi civicamente (vedi mercatino del libro degli anni scorsi) da un’associazione che agisce impegnandosi ‘partiticamente’ (amministrativamente).

      Invece, sugli aperitivi qualche scrupolo me lo faccio: anni fa ci fu una petizione di persone e realtà associative perlopiù giovanili che chiedevano degli spazi e non ricordo si fosse parlato di aperitivi! A me non sembra che a Lecco di ‘aggregativi spazi’ chiamati bar per l’aperitivo ce ne sia l’esigenza.
      E ritengo pure antitetico parlare di idee e pragmatismo e poi di fatto affermare “iniziamo con gli aperitivi, il resto verrà col tempo” (ma non so se sia la gioventù di ApL a organizzare il cineforum). Quindi forse meglio una “ideologia” ovvero un insieme sistematico di idee che “traccia un percorso”. E’ una semplice questione di obiettivi iniziali e avrebbe avuto più senso dire che l’aperitivo è mezzo pubblicitario per promuovere lo spazio-isola o per promuovere cultura musicale… o che permette di chiedere un contributo e quindi rendere sostenibile la programmazione o la risistemazione dell’isola. il mezzo a differenza del fine.
      Si potrebbe anche affermare che la necessità di uno spazio -anche- per aperitivi dove incontrarsi sia una esigenza gestionale di un collettività di persone. Cosa comunque non assimilabile all’esigenza di spazi aggregativi in senso aperitivistico.
      Come esempio avanzo questa differenza: un festival musicale che si sostiene anche su introiti derivanti da cessione di beni e servizi o una festa della birra che riempie alcuni spazi con la musica?
      Mi auguro, per Lecco, che tante vostre belle idee emergano in seguito e che siano fruite da molte persone. Non offenderti, però, secondo me, di spazi per aperitivi come richiesta civica di giovani che si vogliono incontrare mentre ci si sbronza per disinibirsi nell’incontro, per favore… mi sembra una cosa molto retrò (e ideologica) da anni ’90. sull’isola avrebbe più senso una settimana di campeggio!

      Buona serata a tutti. f.

  4. Gentile Flavio, mi pare che le tue osservazioni si siano soffermate su un punto del mio discorso tralasciando il contesto in cui è stato inserito, strumentalizzando un passaggio del mio scritto.
    Il gruppo dei Giovani di ApL è partito dagli aperitivi e dal cineforum sull’Isola per dare una risposta ad esigenze concrete di rivitalizzazione dell’Isola che erano, e sono, una priorità per noi e per la cittadinanza. Esigenze di spazio per la cittadinanza, in particolare giovanile, che può così godere di un buon film all’aperto in una città priva di iniziative similari, nonché della possibilità di incontrarsi per bere qualcosa e ascoltare della buona musica in uno spazio unico qual è l’Isola. Organizzare eventi socio-culturali è certamente l’inizio di un pragmatismo, il modo di dimostrare di aver voglia di fare; se ci fossimo messi a sbandierare idee e programmi al vento come avresti giudicato la cosa? certamente non come pragmatismo.. come ho già spiegato in modo ampio, siamo all’inizio di un percorso, un percorso che non inizia con gli aperitivi come la vedi tu, ma che inizia col fare qualcosa con passione per rivitalizzare uno spazio che si spera diventi pubblico il prima possibile.. forse sono due facce della stessa medaglia, come sempre nella vita dipende dal punto di vista in cui ti poni dinanzi alle cose.
    Non sono abituato ad offendermi, ti invito semplicemente a leggere la cosa in un discorso più ampio e concretizzato su un gruppo neo-costituito, un gruppo aperto nelle idee e nel confronto per dare qualcosa in più alla nostra città.. se non fosse così, non vi avrei nemmeno scritto.
    In finale, ti assicuro che nessuno ai nostri eventi si ubriaca per disinibirsi.. questo metodo non ci appartiene. Un caro saluto a tutti. Rimango sempre disponibile, ora ed in futuro, ad un confronto ed un dialogo costruttivo su tematiche e proposte concrete, proveniente da noi o da voi.
    Francesco

  5. Caro Francesco,
    leggo con piacere il tuo contributo sulla lettera inviata alla Provincia di Lecco; come tu stesso hai colto, il mio intervento non aveva certo l’intenzione di criticare o giudicare negativamente l’esperienza dei giovani di Appello per Lecco, ma condannava in modo deciso un servizio giornalistico imparziale e fazioso: per presentare un concetto caro alla propria linea editoriale si mostrava solo ciò che faceva maggiormente comodo.
    Resto tuttora critico sull’impostazione di quell’articolo, convinto non sia la prima volta che si tenti di nascondere verità scomode o in contraddizione con il clima di antipolitica che si sta tentando di creare nella nostra società.

    Da qui, quindi, l’esigenza di riaffermare in modo chiaro e deciso che vi è una realtà giovanile, composta da più di trenta giovani, che conduce ormai da differenti anni una pratica di militanza politica e partitica, continua e diffusa, nelle scuole, nei luoghi di lavoro, passando per altri luoghi del conflitto (naturalmente con tutti i difetti da eliminare che ogni struttura può avere).
    Tutto questo per ribadire che anche a Lecco vi è chi svolge ogni giorno politica, quella pratica quotidiana e costante di analisi e prassi, di intervento in qualsiasi luogo del conflitto con lo scopo di mantenerlo in vita e dargli una direzione e un percorso ben definito, non solo inerente alla questione in sè trattata, ma all’interno di un’idea di società, di immaginario condiviso; è per questo che ritengo vi sia un filo conduttore tra la necessità di spazi sociali e giovanili, con le lotte per una scuola pubblica, in difesa dei beni comuni e del lavoro. Intervenire contro i tagli del Governo Monti alla sanità pubblica, costruire una rete contro la disoccupazione giovanile sopra al 30% e la mancanza di prospettiva per le future generazioni, sono battaglie politiche, e come tali vanno trattate e presentate.
    Questo credo sia differente da quello che il mondo dell’associazionismo può proporre, e per questo è corretto vada presentato questo concetto in modo chiaro ai lettori lecchesi. (Su tale questione, però, non è possibile richiamarsi così distanti da chi siede in consiglio comunale quando ci si pone come sua giovanile.)

    Detto questo, tutti i compagni e le compagne dei Giovani Comunisti stimano il percorso che state conducendo: avere dei coetanei che si trovano, discutono e organizzano momenti di aggregazione credo può essere solo positivo per la nostra città; concorderai con me che uno spazio sociale e aggregativo ,da entrambi rivendicato, vada oltre ciò di cui parli.
    Tengo a precisare questo, dato che, sia in passato con petizioni ed interventi ad hoc, che attualmente riteniamo che la presenza di spazi sociali sia una necessità per la città: occorrono luoghi dove possano vivere e crescere la capacità di autogestione, di critica, di crescita culturale e sociale di ogni cittadino lecchese, questo perchè le difficoltà di confronto e ritrovo per i giovani di Lecco sono visibili a tutti, le opportunità di “fare cultura”, di apprendere le arti musicali e artistiche, sono sempre più limitate e sottoposte a crescenti difficoltà.
    In questa direzione l’Officina della Musica ha dato un contributo molto importante, lo stesso che ogni settimana stanno offrendo i ragazzi di Venerdì sera sono (al ) libero, con concerti di musica indipendente e momenti aggregativi, affiancati a serate di approfondimento politico e culturale.

    Per concludere, mi preme, come già accennato da te precedentemente, aprire le nostre porte a futuri momenti di incontro e dialogo, essendo aperti alla discussione su proposte concrete di intervento; rilancio invitandoti\vi a pensare per un futuro non così lontano ad un momento di discussione su ciò che oggi è la politica, tra e per i giovani.

    A presto
    Alessandro

  6. Solo qualche riga per ribadire qui quello che ho già avuto modo di esprimere privatamente. A titolo personale. Il giornale in questione si è occupato del Tav, della protesta del Comitato per l’acqua pubblica, della manifestazione degli indignati, di Resist Lecco. Il giorno del presidio post Brindisi è stato riportato il discorso di Alessandro.
    La critica è legittima e aiuta a migliorare, ma spero vogliate rivedere pubblicamente l’attacco personale alla giornalista. La grande oscurantista in questione, anche solo per l’esperienza, merita, se non stima, rispetto. Per capire come lavora vi suggerisco di ripescare un suo editoriale di dicembre. Dovrebbe essere “zitti e pagate” una cosa così. E’ una persona libera e senza paura di dire quello che pensa. Concedetele il beneficio del dubbio.
    Detto questo credo che tutta questa energia, sicuramente positiva, vada usata per difendere chi non può difendersi dagli attacchi dei giornali. Per immigrati e senza tetto ogni giorno si usano parole (corredate da foto – vorrei sapere con quale consenso) che ledono la dignità umana e nessuno fa una riga di comunicato a riguardo (eccetto Qui Lecco Libera e correggetemi pure se sbaglio).
    Con stima
    Agnese

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