VOI NON AVETE FERMATO IL VENTO!!..

VERSO IL 17 NOVEMBRE A LECCO..

articolo tratto da Liberazione,

«Voi non avete fermato il vento». Citando De Andrè, gli studenti sono pronti a tornare in piazza. Lo faranno venerdì in tutta Italia, da Milano a Palermo. Due giornate, quindi, «in risposta al clima creato da chi vuole far morire il movimento per garantirsi qualche altro mese di legislatura» spiegano nel comunicato che chiama alla mobilitazione. Una mobilitazione dal triplice valore. Il primo. Cadendo (volutamente) nella giornata delle forze armate, con gli oltre trenta cortei, i sit-in, le assemblee, le accampate e le mobiliazioni dentro e fuori dalle scuole «vogliamo lanciare una chiara provocazione: che vengano tagliate le spese militari per finanziare il diritto allo studio e l’edilizia scolastica». Il secondo. Cadendo (volutamente) nelle giornate del G20 di Cannes, la mobilitazione italiana sarà in connessione con quella di Nizza, «perché non possono essere né otto, né venti potenti della Terra a decidere della vita di miliardi di persone». Il terzo. Costruire, «dal basso», la giornata internazionale di mobilitazione studentesca del 17 novembre.

Il post 15 ottobre, quindi, riparte dagli studenti. E lo fa con una consapevolezza, come spiega Mariano Di Palma dell’Unione degli studenti: «In passato, il 17 novembre è stata un’occasione straordinaria di coordinamento tra le lotte nazionali sul tema dei saperi. Quest’anno, invece, come studenti, vogliamo prendere parola sui temi dell’austerity, della necessità di costruire un’altra Europa e respingere con forza questo modello di sviluppo». Ripartire, quindi, giovedì e venerdì, dalle mobilitazioni studentesche – mobilitazioni che saranno unitarie tra le varie anime del movimento – per dar vita, il 17 novembre, a una giornata che sappia andare oltre i cortei studenteschi. Le idee sono tante, le suggestioni non mancano. L’obiettivo: riprendersi le piazze e, contestualmente, aprire le scuole e le università alla cittadinanza. Un obiettivo che, dopo i fatti di Roma dello scorso 15 ottobre, assume un valore ancora maggiore: «Non possiamo accettare – spiegano gli studenti nell’appello alla mobilitazione del 4 novembre – che dopo anni di legittimità e di lotte, il movimento studentesco sia ridotto ad un problema di ordine pubblico, che siano sgomberate scuole con la forza come in questi giorni, che si impedisca di manifestare il nostro dissenso. Abbiamo portato, in questi anni, al centro del dibattito le condizioni della nostra generazione precaria e non permetteremo di essere ricacciati nel dimenticatoio della politica con un colpo di coda repressivo e securitario». Il sindaco Alemanno, con le sue ordinanze, e il ministro Maroni sono avvisati. In fondo, «voi non potete fermare il vento, gli fate solo perder tempo».

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...