NON SARA’ MAI ABBASTANZA…

MANOVRA, OK ALLA FIDUCIA L’IRA DI CONFINDUSTRIA

Via libera della Camera alla fiducia posta dal Governo sul decreto legge con la manovra di Ferragosto. I voti favorevoli sono stati 316, 302 i contrari, 11 gli assenti. A Palazzo Koch, sede della Banca d’Italia, si è svolto  un incontro tra il ministro dell’economia tedesco, Philip Roesler,il governatore Mario Draghi e il direttore generale Fabrizio Saccomanni. Al centro del vertice, ovviamente, la manovra economica del Governo. La fiducia della Camera arriva sullo stesso testo licenziato dal Senato dove il decreto, approvato dal governo a ridosso di Ferragosto per fronteggiare le forti tensioni sui mercati finanziari, è stato profondamente modificato raggiungendo quota 53,3 miliardi nel 2013, anno in cui si dovrà raggiungere il pareggio di bilancio. Tra le principali misure, un nuovo giro di vite sulle spese dei ministeri e degli enti locali, l’innalzamento dell’età pensionabile delle donne, l’aumento dal 20% al 21% dell’Iva, il taglio delle agevolazioni fiscali, l’inasprimento della lotta all’evasione fiscale compreso il carcere per i grandi evasori, il contributo di solidarietà del 3% per i super ricchi e licenziamenti più facili. “Questa manovra  – tuona Confindustria – non è come l’avremmo voluta noi, non risolve i problemi dell’Italia: se non torniamo a crescere sarà insufficiente, e la manovra non ha nulla per la crescita”.  Emma Marcegaglia non si tira indietro. E questo è il suo secco commento alla politica economica del Governo. La manovra, spiega, “non ha nulla di strutturale se non poche cose. E’ tutta tasse. E’ chiaro che è depressiva”. Servono “riforme profonde”, o “il Paese rischia molto”. La leader degli industriali parla di ”balletto imbarazzante” nella messa a punto della manovra economica, ”tra varie manovre e varie iniziative che avevano lo spazio di un giorno”. E, parlando agli industriali di Perugia, sottolinea: ”E’ una cosa che ha fatto un grave danno alla credibilità dell’Italia perché un Paese sotto attacco dovrebbe mostrare un fronte compatto, non i conflitti interni”. Non è accettabile, continua la Marcegaglia, “che un Paese come l’Italia sia meno credibile della Spagna, ma dai mercati veniamo percepiti cosi”. Sono le dure parole del presidente di Confindustria che punta l’indice contro un Governo che ci ha fatto “perdere credibilità”. “Non c’è più tempo, bisogna fare subito riforme profonde. Vediamo, o le fanno o non le fanno, il tempo è molto breve. Credo che se riuscissimo a fare quelle che agli occhi di tutti sono oggi chiaramente le cose da fare abbiamo la potenzialità di uscire da questa situazione, recuperare credibilità, produzione e produttività”, ha aggiunto. Non di ulteriori manovre, ma di un governo nuovo con una “ampia base parlamentare, guidato da una personalità che abbia credibilità in Europa” è quello di cui l’Italia ha bisogno; altrimenti si piomberà in una “spirale di altre manovre” che però non raggiungeranno i loro obiettivi, ha detto Walter Veltroni annunciando in Aula alla Camera il “no” del Pd alla fiducia sulla manovra. L’ex segretario del Pd ha anche descritto le difficoltà economiche del Paese, in cui “i giovani laureati che lavorano per 600 euro in un call center sono il paradigma di una nazione in declino”. Il leader della Lega, Umberto Bossi, che ha votato la fiducia alla manovra, ha però ancora una volta sottolineato che non verranno toccate le pensioni: “Non voglio far pagare le vecchiette”, spiega il leader leghista. “Abbiamo già il sistema più equo di tutta l’Europa”. ”La manovra approvata con l’ennesima fiducia è iniqua, ingiusta e fa pagare il debito ai redditi medio-bassi del Paese”, commenta il presidente nazionale dei Verdi Angelo Bonelli che aggiunge: ”In questo modo non si fa altro che allargare la forbice sociale portando ad impoverire l’Italia: non vengono toccati né gli evasori fiscali né i redditi più alti”. Senza parlare dei prossimi effetti. ”Il prezzo della benzina aumenterà di 1,2-1,3 centesimi al litro”, ha detto il presidente dell’Unione petrolifera, Pasquale De Vita, che ha spiegato che ”un centesimo in più o in meno non cambia molto: il trend è negativo e i consumi vanno già maluccio, con un calo della domanda del 12% per la benzina e del 6% per il gasolio a luglio: la tendenza non potrà che rimanere la stessa, questa misura certo non aiuta la ripresa dei consumi”. Di una vera e propria stangata in arrivo parla la Cgia di Mestre, secondo cui il costo medio a carico di ciascuna famiglia italiana sarà di oltre 5.700 euro (precisamente 5.766). La Cgia ha addizionato le conseguenze economiche delle due manovre fiscali sui nuclei familiari italiani per gli anni che vanno dal 2011 al 2014. E le proteste naturalmente non si fermano. Domani sarà la volta dell’Anci E Upi. I sindaci saranno in sciopero come previsto. Anche il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, domani protesterà contro i tagli agli enti locali distribuendo volantini davanti gli uffici dell’Anagrafe in via Petroselli, insieme agli assessori e ai consiglieri delegati. Alemanno, come tutti gli altri sindaci, restituirà le deleghe sui servizi anagrafici e poi alle 10.30 si recherà in aula Giulio Cesare per discutere con il Consiglio degli effetti della manovra governativa sulla Capitale. E sempre domani saranno rappresentate tutte le province italiane, nella giornata di mobilitazione organizzata dall’Upi dalle ore 11,00 alle 14,00 nella sala delle Conferenze di piazza Montecitorio, a Roma, contro i tagli imposti agli enti locali dalla manovra economica e contro un progetto di abolizione delle Province. Roesler vede, invece, nell’approvazione della manovra un segnale di stabilità. Il ministro dell’Economia della Germania, il vicecancelliere Philipp Roesler, sottolinea che si tratta di un “passo molto importante” verso la disciplina di bilancio mentre c’è “un problema” con le valutazioni dei mercati sul debito pubblico del paese. “Tutti assieme – ha spiegato – dobbiamo andare avanti su stabilità e competitività. L’attacco dei mercati sull’Italia è un attacco a tutta l’area euro”. ”L’economia nazionale italiana è
veramente molto, molto forte”, ha detto Roesler, esprimendo il suo ”profondo rispetto” per la manovra che porterà al pareggio di bilancio. “Le misure della manovra italiana sicuramente non sono sufficienti e sia la Bce che il Fondo Monetario faranno sicuramente pressioni sull’Italia”, sostiene James Mirrlees, Nobel per l’Economia 1996, dagli ‘European Colloquia’ in corso ad Iseo. Secondo l’economista, non c’è nessun problema ad aumentare l’aliquota Irpef sui redditi più elevati, perché questo non ha impatto sui consumi, mentre un aumento dell’Iva è una misura che va nella direzione sbagliata”. A suo avviso, quindi ”sicuramente il fondo Monetario Internazionale sarà contrariato da questa misura, e penso che farà molte pressioni sull’Italia, anche perché questo pacchetto non è sufficiente”.

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