Sotto attacco della speculazione

Comunque vada sarà un disastro. La speculazione ha deciso di sferrare colpi potenti al Bel Paese dopo aver banchettato sulla pelle degli altri paesi periferici d’Europa, dalla Grecia al Portogallo. Ed è ecco che invece di porre un freno alla speculazione, con misure come il blocco reale dei titoli allo scoperto, nasce il blocco bipolare della responsabilità. Tutto secondo copione, come avvenuto negli altri paesi sotto attacco e a rischio default. La Merkel, come aveva fatto con gli altri paesi, sollecita l’Italia a varare la manovra. Ma se tutto il copione viene rispettato, anche qui in Italia la situazione non migliorerà di certo e la speculazione sarà libera di mangiarsi ogni cosa, la recessione una costante, milioni di cittadini precipiteranno, molti già l’hanno fatto, nel baratro della povertà, della disoccupazione. «Non accettiamo alcuna coesione o unità nazionale di fronte a una crisi che è provocata dalla finanza e dalla speculazione internazionale e nella quale per salvare le banche e i ricchi si distruggono lo stato sociale, il salario, i diritti. Non stiamo nella stessa barca. Non c’è nessuna unità nazionale con i ricchi e gli speculatori da costruire, ma c’è un grande movimento di lotta che cambi le cose e faccia pagare la crisi a chi l’ha provocata». Così Giorgio Cremaschi della Fiom e dell’area di minoranza della Cgil, Rete 28 aprile, in una nota respinge gli inviti all’unità nazionale formulati dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, di fronte alla crisi finanziaria che sta colpendo il paese. «Ci vuole un’altra politica economica che ripristini il controllo pubblico sui mercati e sulla finanza, in Italia come in Europa. Bisogna seriamente pensare a nazionalizzare le banche e a controllare la finanza. E nella manovra non c’è nulla che possiamo accettare; la crisi va pagata dalle banche, dalla finanza, dai ricchi, dall’evasione fiscale. Bisogna tagliare drasticamente le spese militari e i costi dei politici», dice ancora commentando la manovra economica che a breve inizierà il suo iter parlamentare. «In tutta Europa il governo unico delle banche e della finanza sta imponendo, attraverso uno scellerato patto di stabilità, un massacro sociale senza precedenti. È cominciato in Grecia ma adesso, passando per Spagna, Portogallo e Irlanda, arriva anche da noi. Ma noi non accettiamo la medicina greca, così come non l’accettano i lavoratori di quel paese», conclude.

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