Fincantieri: LA LOTTA PAGA!

L’ad Bono ha ritirato il piano industriale.

ROMA – L’amministratore delegato di Fincantieri, Giuseppe Bono, ha ritirato il piano industriale dell’azienda. Lo si apprende da fonti sindacali secondo cui, durante il tavolo con governo e sindacati, Bono avrebbe detto: “se queste sono le vostre richieste ritiro il piano”

 

BONO, IO RESPONSABILE,SPERO ESORCIZZARE TENSIONI  – “Ritiro il piano e spero che così si possano esorcizzare le tensioni”. Così l’amministratore delegato di Fincantieri, Giuseppe Bono, secondo quanto riferiscono fonti sindacali, ha spiegato la decisione di ritirare il piano industriale dell’azienda. “Il piano presentato nei giorni scorsi non era una novità per nessuno – ha detto Bono durante un tavolo con governo e sindacati – sono una persona che si assume le sue responsabilità, ma con gli attacchi subiti dal tutte le parti, da destra e sinistra, anche la mia forza viene meno”.

 

Il governo sarebbe pronto a bloccare il piano industriale di Fincantieri. E’ quanto si apprende da fonti parlamentari vicine al dossier. Nel corso del vertice con i sindacati di questa mattina a Roma, il ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani dovrebbe annunciare lo stop ai tagli e alle chiusure e la ‘ripartenza’ del confronto tra le parti, così come auspicato nei giorni scorsi da istituzioni e forze politiche.

 

Lo stop ai 2.550 tagli ipotizzati dal piano, che prevede la chiusura degli stabilimenti di Sestri Ponente e Castellamare di Stabia, nonché il ridimensionamento di Riva Trigoso, sarebbe possibile – sempre secondo quanto si apprende – grazie a nuove commesse pubbliche nel settore militare e a incentivi ai privati per l’ammodernamento delle flotte. A Roma, per il tavolo di questa mattina, sono partiti con un treno speciale dalla Liguria oltre 1.500 lavoratori, pronti a portare in corteo la loro protesta contro il piano, che nei giorni scorsi ha suscitato scioperi e manifestazioni in tutta Italia. La riunione si svolge all’Eur, nella sede distaccata del ministero per lo Sviluppo Economico, e non nel centro di Roma come previsto inizialmente. Lo spostamento, dovuto alla presenza di numerose delegazioni straniere arrivate nella capitale per la festa del 2 giugno, ha suscitato polemiche tra sindacati e lavoratori, che hanno accusato il governo di voler nascondere la loro protesta.

 

OLTRE 1.500 LAVORATORI ARRIVATI A ROMA  – Oltre 1.500 lavoratori di Fincantieri sono arrivati a Roma dalla Campania e dalla Liguria per manifestare contro il piano industriale dell’azienda triestina in occasione del vertice convocato dal ministro dello Sviluppo Economico, Paolo Romani, con aziende e sindacati. Un treno speciale da Genova con a bordo circa 1.200 lavoratori di Fincantieri e rappresentanti degli enti locali è arrivato da poco alla stazione Ostiense a Roma, anziché a Termini dove era previsto l’arrivo. La decisione, a quanto si apprende, è stata presa dal questore per motivi di sicurezza. Circa 400 lavoratori sono invece già arrivati sempre a Ostiense da Castellamare di Stabia e sono ora sui pullman diretti verso l’Eur, dove si svolgerà il tavolo con il governo sulla vertenza Fincantieri. Intanto altri lavoratori, arrivati da altre sedi di Fincantieri, come Palermo, Porto Marghera, Trieste, Monfalcone e La Spezia si stanno radunando all’ingresso della stazione Termini. Anche loro dovrebbero raggiungere la sede dell’incontro all’Eur

 

LANDINI, GOVERNO TOLGA PIANO O NIENTE TRATTATIVA  – “E’ necessario che nell’incontro il governo tolga dal tavolo il piano d Bono (amministratore delegato di Fincantieri, ndr). Ed entro sera si sappia che non chiudono i cantieri e si possa così aprire una trattativa”. Lo chiede il segretario generale della Fiom, Maurizio Landini, sottolineando che “sulla base di questo piano per noi non c’é trattativa. Non siamo disponibili a trattare di fronte a chiusure e licenziamenti”. “Credo sia un atto di responsabilità che i soggetti al tavolo si devo assumere – ha aggiunto Landini raggiungendo i lavoratori di Fincantieri arrivati alla stazione di Termini da varie sedi di Italia – chiederemo che il progetto di Fincantieri venga messo da parte e si riparta da zero”. “I problemi ci sono, ma ci sono anche le soluzioni per uscire”, ha detto Landini ricordando i fondi europei e la necessità di puntare su altri settori oltre a militare e crociere. “Serve un vero piano industriale – ha aggiunto – che affronti la crisi rilanciando la cantieristica”.

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