Fincantieri, Genova e Castellammare “presidiate” dai lavoratori

Scontri a Genova e Castellammare di Stabia, tensione alle stelle e a fine mattinata il ministro per lo Sviluppo economico Paolo Romani convoca un tavolo con Fincantieri e sindacati a Roma il 3 giugno sul piano di riorganizzazione che prevede la chiusura di due stabilimenti. In mattinata, lancio di fumogeni, pietre, bottiglie di plastica e di vetro da parte dei lavoratori della Fincantieri contro il portone della prefettura di Genova. I dipendenti del cantiere di Sestri Ponente hanno attraversato in corteo la citta’ fino davanti al palazzo del governo per chiedere un incontro con il prefetto per una convocazione immediata a Roma sul piano presentato ieri dall’azienda. Arrivati davanti alla prefettura, ai lavoratori e’ stato impedito di entrare ed e’ scoppiata la protesta. A presidiare il portone un blindato della polizia con molti agenti in tenuta antisommossa. Due operai della Fincantieri di Genova Sestri Ponente, sono rimasti feriti da manganellate durante gli scontri tra polizia e lavoratori all’esterno della prefettura a Genova. Uno dei due sanguina dalla testa. Alcuni lavoratori hanno intanto portato e rovesciato dei cassonetti della spazzatura davanti al palazzo del governo, lanciando l’immondizia contro gli agenti di polizia in tenuta antisommossa. Quanto alla situazione per Castellammare, traffico bloccato (e scontri), in entrambe le direzioni, sulla strada statale 145 “Sorrentina”, a causa di una manifestazione degli operai di Fincantieri e dell’indotto, legata all’annuncio da parte dell’azienda della chiusura del cantiere del napoletano, che esiste dal 1783. La circolazione dei veicoli e’ interrotta al km 12, in localita’ Pozzano, tra i comuni di Castellammare di Stabia e Vico Equense, il bivio nel quale da mesi sono soliti protestare i lavoratori Fincantieri. Quattro tra sovrintendenti e agenti di polizia feriti, medicati in ospedale e giudicati guaribili con prognosi tra i 6 e i 7 giorni, sono il bilancio delle tensioni di ieri sera, durate fino a tarda notte, tra operai di Fincantieri e dell’indotto, che avevano occupato la sede del Comune di Castellammare di Stabia, e forze dell’ordine. I quattro, in servizio al Reparto Mobile, sono stati curati all’ospedale di Castellammare. Nessun manifestante invece risulta contuso o ferito.

Un piano industriale irricevibile

Sciopero e richiesta al governo di convocare le parti. Così le segreterie nazionali Fim, Fiom, Uilm ed il coordinamento sindacale unitario del Gruppo, che giudicano «sbagliato e non accettabile» il piano presentato ieri  a Roma dalla Fincantieri. «Sbagliato- spiega una nota dei sindacati- perchè si fonda sulla riduzione della capacità produttiva del Gruppo, non investe sulla diversificazione delle produzioni da realizzare e, inoltre, propone un piano di efficientamento non condivisibile nei contenuti. Inaccettabile perchè prevede la chiusura dei due cantieri (Castellammare di Stabia e Sestri Ponente), lo spostamento delle attività di costruzione navale e degli addetti da Riva Trigoso al cantiere del Muggiano, e una riorganizzazione di tutti i cantieri che prevede un taglio di oltre 2.500 posti di lavoro nel Gruppo, più altre migliaia nell’indotto». È necessario, continua la nota sindacale, «che il Governo convochi le parti per impedire il ridimensionamento strutturale della cantieristica navale nel nostro Paese e, per questo, i segretari generali di Fim, Fiom, Uilm hanno già avviato alla Presidenza del Consiglio una formale richiesta». A sostegno di tale giudizio e per modificare il Piano presentato da Fincantieri, Fim, Fiom, Uilm nazionali prevedono «un primo pacchetto di 8 ore di sciopero da effettuare entro il 6 giugno, realizzando- già a partire dalla giornata del 24 maggio – assemblee e iniziative esterne nei territori». 

Castellammare 

Un centinaio di lavoratori dello stabilimento Fincantieri di Castellammare di Stabia e di lavoratori dell’indotto ha trascorso la notte nel Municipio della città che è occupato dalla tarda serata di ieri dalle maestranze dopo che, in un incontro avvenuto a Roma nella sede di Confindustria, era stata diffusa la notizia che l’impianto stabiese è destinato alla chiusura. Gli operai preannunciano per oggi una giornata di durissime proteste. Oltre a proseguire nell’occupazione del Municipio, intendono infatti attuare un blocco stradale lungo la strada statale sorrentina che rischia di far rimanere isolati i comuni della fascia costiera. I manifestanti ieri sera hanno provocato danni alle strutture del Municipio, fracassando vetri, rompendo mobili ed anche i banchi della sala del consiglio comunale. La rabbia e la tensione che nelle prime ore della nottata erano altissime si sono andate stemperando con il trascorrere delle ore anche per l’intervento del sindaco Luigi Bobbio, del vicesindaco Giuseppe Cannavale, del comandante dei vigili urbani, dei capigruppo dei partiti e di alcuni consiglieri comunali che sono rimasti a lungo asserragliati negli uffici. 

Liguria 

Sale la tensione in Liguria per il piano industriale che Fincantieri ha illustrato ai sindacati, definito inaccettabile e contro cui la regione combatterà “con tutte le sue forze”. La mobilitazione ha coinvolto tutti, dal presidente della Regione Claudio Burlando al sindaco di Genova Marta Vincenzi, dai lavoratori ai sindacati ai parlamentari liguri. La notizia della chiusura di Sestri Ponente e del ridimensionamento di Riva Trigoso ha fatto scoppiare la protesta, la rabbia e l’indignazione contro un piano che penalizza la Liguria più di tutte le altre regioni e lascia al momento non coinvolto solo lo stabilimento del Muggiano alla Spezia. I lavoratori sono usciti dallo stabilimento genovese e hanno bloccato il traffico, incendiando anche alcuni cassonetti, annunciando per oggi una manifestazione in città. Il presidente della Regione Claudio Burlando ha definito il piano inaccettabile e ha detto che “lotteremo con tutte le nostre forze contro la chiusura”. Burlando ha convocato per mercoledì tutte le istituzioni e i sindacati per definire le strategie comuni. “E’ un piano industriale rassegnato, come il Paese in questo momento, ma noi non siamo rassegnati – ha detto -. La crisi si risolve rendendo il nostro sistema industriale più attrattivo”. Il sindaco di Genova Marta Vincenzi parla di una città “indignata” e “arrabbiata” che si sente “presa in giro”. Ha scritto a Gianni Letta per chiedere un incontro, è andata allo stabilimento dove a fianco dei lavoratori si sono recati anche diversi consiglieri. Indignato anche il presidente del Consiglio regionale Rosario Monteleone, che annuncia per oggi la probabile sospensione della seduta del Consiglio per consentire a tutti di stare vicini ai lavoratori. Dalla corazzata Giulio Cesare nel 1914 alle navi da crociera Costa degli anni Duemila, passando per i transatlantici come la Michelangelo che hanno portato l’eccellenza dell’industria navale italiana nel mondo, le ammiraglie delle flotte passeggeri e mercantile sono state costruite nello stabilimento Fincantieri di Sestri Ponente a Genova, che ha scritto la storia dell’ industria navale e che alla vigilia della seconda guerra mondiale aveva 36 mila dipendenti. Il cantiere ha costruito alcune tra le più belle ed innovative navi al mondo, sia militari che mercantili, come Andrea Doria, Cristoforo Colombo, Leonardo da Vinci e Michelangelo. (di Alessandro Carlevaro)

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