UN’ALTRA GUERRA “UMANITARIA”

Ci risiamo, purtroppo. La sciagurata decisione del consiglio di sicurezza dell’ONU, che ha approvato la No Fly Zone, di fatto ha avallato la guerra in Libia, iniziata nella giornata del 19 marzo ’11.  Se ne sono accorti Russia, Cina, Brasile, India e Germania, che si sono sapientemente astenuti, probabilmente evitando un intervento militare, ancor più dannoso, fuori dall’egida dell’ONU.

Il governo italiano, con l’approvazione bipartisan da Vendola a Storace, ha già dato la propria disponibilità a fornire mezzi, uomini e basi. Parteciperemo dunque alla guerra di aggressione alla Libia, che non assicurerà  affatto “la pace e la giustizia fra le Nazioni”, unico motivo per cui la nostra costituzione approva la presenza dell’Italia in missioni militari internazionali. L’esperienza Afghana e Irakena ci ha insegnato che ogni tipo di intervento “umanitario” porta con sè solamente guerre infinite e migliaia di vittime innocenti tra la popolazione.

Se sul piano interno condanniamo fortemente questo dileggio alla nostra costituzione, sostenuto anche da forze politiche che fino a ieri si stracciavano le vesti per difenderla; sul piano internazionale non possiamo che denunciare l’ennesima guerra colonialista in atto.

Mentre la Francia ha bombardato Tripoli (e l’Inghilterra freme per farlo) , con una verve pari solo a quella del Bush “esportatore di democrazia”, a noi balza all’occhio il solito doppiopesismo tanto caro alle potenze occidentali. Non possiamo che ricordare a tutti che per la martoriata popolazione palestinese non è mai stata richiesta nessuna No Fly Zone; anzi, Israele ha contravvenuto a circa 70 risoluzioni ONU che sollecitavano lo stato ebraico a porre fine alle violenze. Per rimanere alle attuali rivolte nel medio oriente, il caso del Barhein ci dimostra come l’intervento militare “umanitario” non sia poi così tanto guidato solamente da propositi di pace: la rivolta in questo stato arabo è tutt’ora repressa nel sangue dalla bicentenaria dinastia lì regnante, con l’ausilio delle truppe Saudite che per l’occasione hanno invaso il piccolo stato arabo.

Perchè in questi casi non viene richiesta nessuna No Fly Zone? Perchè in questi casi i mass media tacciono e non producono servizi “sensazionalistici”, atti ad orientare l’opinione pubblica?

Queste sono per noi domande retoriche, è ormai provato dalla storia recente che le risorse energetiche muovono gli eserciti “umanitari” più facilmente che la voglia di pace, quindi la Libia si presta più facilmente rispetto al Barhein ad essere culla di un nuovo intervento per i “diritti umani”.

Nel mentre condanniamo questa ennesima guerra imperialista, critichiamo fortemente le violenze che si sono perpetrate nell’ultimo mese in Libia durante quella che si può definire una guerra civile – tribale (come evidenziato anche dall’eminente storico Angelo Del Boca, esperto della storia recente libica), che vede le tribù fedeli a Gheddafi scontrarsi con quelle da sempre considerate eredi della monarchia filo-inglese di Re Idris, presente in Libia prima della rivoluzione anticolonialista di Gheddafi.

Pensiamo fosse giusto seguire la strada di pace e mediazione indicata da Chavez e dall’alleanza bolivariana sudamericana, proposta quando si era ancora in tempo per evitare inutili spargimenti di sangue. Le potenze occidentali hanno preferito le risorse energetiche alla pace, così la Francia ha dato il via ai bombardamenti per assecondare la propria smania di ritornare una potenza egemone nel Nord Africa.

Come Federazione della Sinistra e Giovani Comunisti di Lecco rilanciamo la proposta di un tavolo internazionale di pace, sottolineando l’importanza dell’iniziativa di mediazione presa da diversi paesi progressisti dell’america latina e contrastiamo ogni tentativo di delegittimare la sovranità di uno stato (nei limiti della nostra costituzione, in questo caso non rispettati), qualsiasi sia la sua natura giuridica ed istituzionale.

Coordinamento della Federazione della Sinistra – Lecco
Giovani Comunisti Lecco

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...