Università, il ddl passa al Senato

Come previsto il ddl Gelmini sull’Università è passato.  L’aula del Senato ha dato il via libera definitivo alla riforma dell’università. Il ddl Gelmini è stato approvato con 161 sì, 98 no e 6 astenuti. Hanno votato a favore Pdl, Lega e Fli. Hanno votato contro Pd e Idv. Si sono astenuti (anche se al Senato vale come voto contrario) Udc, Api, Svp e Union Valdotaine.  Intanto, soddisfatti del risultato della giornata di proteste di ieri, gli studenti della Sapienza si sono dati appuntamento a dopo le vacanze per riavviare il confronto ed eventualmente rilanciare. “Con la consegna dei pacchi ‘contenentì la richiesta di sciopero generale abbiamo avanzato le nostre istanze – sostiene Malvina Giordana, dell’assemblea di Lettere – e quindi crediamo che per oggi non ci sia bisogno di ribadire. Prendiamo atto dei risultati positivi di ieri: dall’aumento esponenziale dei partecipanti al corteo, che ha fortemente spiazzato il governo, all’incontro concesso dal Presidente della Repubblica”.

Vediamo che cosa cambia:

Universita’, si cambia, con la riforma Gelmini che mette mano al sistema accademico, dalla revisione degli statuti degli atenei, passando per il reclutamento del personale e il diritto allo studio.

NEL ’69 IL ‘TUTTI DENTRO‘ – Con il decreto del Presidente della Repubblica 1236 del 31 ottobre 1969, viene varata la prima grande riforma universitaria del secondo dopoguerra, che, fra l’altro, liberalizzava gli accessi, eliminando il vincolo imposto da Gentile sul passaggio attraverso il liceo classico.

L’OPE LEGIS DEGLI ANNI OTTANTA – Quarto governo Fanfani, i ministri Valitutti e Sarti si succedono durante l’approvazione del decreto del presidente della Repubblica numero 382 del 1980, riforma che si concentra soprattutto sulla risistemazione dell’organico. Nascono, con questa legge, la figura del professore associato (prima c’erano solo ordinari) e del ricercatore. Da allora i ricercatori attendono il loro nuovo stato giuridico. Ci aveva provato la Moratti, ma e’ mancato il decreto di attuazione della legge della ministra berlusconiana.

Con l’istituzione di queste nuove figure l’universita’ imbarca 16.000 dipendenti. Un’ope legis che ha fatto storia.

RUBERTI E LA PANTERA– Risale alla fine degli anni Ottanta la riforma del ministro socialista Antonio Ruberti al quale si oppose il movimento della Pantera. Le memorie storiche del ministero fanno notare che anche Ruberti fu accusato di “privatizzare”, cosi’ come avviene oggi con la Gelmini. Con Ruberti arriva la legge 168 del 1989 che istituisce il Murst, il ministero dell’Universita’. Poi la riforma nel 1990 con la legge 341. Ruberti rafforza l’autonomia statutaria, ma anche finanziaria degli atenei. Tra gli esiti di questa innovazione l’incremento delle tasse imposte agli studenti.

1993, ARRIVA L’FFO – Governo Ciampi, con la finanziaria del 1993, per sostenere l’autonomia finanziaria degli atenei, arriva l’Ffo, il Fondo di finanziamento ordinario.

BERLINGUER-ZECCHINO E IL 3+2 – Porta il cognome di due ministri (Zecchino-Berlinguer) la legge che ha cambiato il volto delle universita’ italiane sottot il profilo dei corsi, istituendo il cosiddetto 3+2. La legge e’ del 1997, il decreto attuativo e’ il 509 del 1999. Spariscono le lauree a ciclo unico (fatte salve alcune facolta’) e arrivano il triennio di base e i due anni di specializzazione. Da allora il piu’ grosso fallimento della legge e’ stato quello di non aver prodotto inserimenti piu’ rapidi nel mondo del lavoro, mentre i corsi si sono moltiplicati.

BERLINGUER E I CONCORSI LOCALI – il ministro Luigi Berlinguer, a fine anni Novanta, interviene anche sull’organico e sui concorsi che diventano locali. La sua legge fu stravolta dalle Camere: all’inizio prescriveva il divieto di fare carriera nell’universita’ di appartenenza, alla fine garantiva le assunzioni dei candidati interni. I concorsi locali hanno generato molte assunzioni clientelari

LA MORATTI E LA DOCENZA – Il ministro Moratti ha varato il nuovo stato giuridico della docenza, ma il suo lavoro non ha poi trovato riscontro in successivi decreti attuativi. La Moratti fu la prima a prevedere contratti a termine per i ricercatori. Molti dei suoi contenuti sono stati ripresi dalla Gelmini.

GELMINI E I RETTORI A TEMPO – Rettori e ricercatori a termine, fondi per il merito di professori e studenti, nuovi statuti e forme di reclutamento. Nel 2010 e’ la volta del ministro Gelmini, che oggi porta a casa la prima riforma organica dell’universita’. Ora il Ministro deve condurre in porto anche i successivi decreti attuativi.

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...