I GC Lecco in solidarietà agli immigrati sulla torre di Via Imbonati

I Giovani Comunisti/e di Lecco e Provincia, riuniti in assemblea il giorno 23/11/2010 approvano la seguente

MOZIONE DI SOLIDARIETA’

nei confronti della lotta dei lavoratori immigrati

DELLA TORRE E DEL PRESIDIO DI VIA IMBONATI, MILANO.

Da molti anni a questa parte assistiamo, in Italia, al diffondersi della cultura dell’individualismo, della diffidenza e dell’odio nei confronti di chi è portatore di differenze etniche, religiose e culturali. Questo fenomeno, cavalcato da forze politiche xenofobe e neo-fasciste e di cui la legge Bossi-Fini rappresenta la perfetta cristallizzazione giuridica, ha lo scopo ben preciso di fornire ai lavoratori capri espiatori utili a sviare la rabbia per l’arretramento delle loro condizioni di vita e di lavoro dalla reale causa, il sistema capitalista e il padronato che ne trae profitti.

Frammentare la classe lavoratrice fra Nord e Sud e fra lavoratori Italiani e Immigrati fa il gioco dei padroni di questo paese e diminuisce la forza dei lavoratori. La realtà è ben diversa: esiste un’unica classe lavoratrice di quanti vivono sfruttati dalla borghesia italiana, di qualsiasi provenienza geografica siano.

A farne maggiormente le spese sono stati i lavoratori provenienti da altri paesi: umiliati, sottopagati e ricattati.

Da Rosarno, Brescia e Milano arriva la risposta dei lavoratori immigrati che rivendicano dignità, diritti e lavoro. Dopo la fine, per ora, dell’eroica resistenza dei lavoratori di Brescia il testimone passa a quelli asserragliati sulla torre di Via Imbonati, a Milano, e nel presidio sottostante.

Come Giovani Comunisti di Lecco e Provincia aderiamo totalmente alla loro lotta e condividiamo le loro giuste rivendicazioni:

1) rilascio del permesso di soggiorno per chi ha subito la “sanatoria truffa”; 2) prolungamento del permesso di soggiorno per chi ha perso il lavoro; 3) rilascio del permesso di soggiorno per chi denuncia il datore di lavoro in nero o lo sfruttamento sul lavoro;

4) emanazione di una legge che garantisca il diritto di asilo; 5) riconoscimento del diritto di voto per chi vive in Italia da almeno 5 anni; 6) riconoscimento della cittadinanza per chi nasce o cresce in Italia.

La loro lotta è la nostra perché sono parte essenziale della nostra stessa classe: la classe lavoratrice italiana. Per questo auspichiamo che ogni forza progressista del paese si unisca a questa battaglia che ha a che fare con la giustizia sociale e la dignità del lavoro

Giovani Comunisti/e Lecco

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