La guerra atomica contro la Lega e contro il “federalismo fiscale”…

Dal palco di Balabi in Festa, kermesse della Lega Nord di Lecco che si è svolta dal 20 al 22 agosto nel comune valsassinese di Ballabio, Roberto Castelli è intervenuto  sulla crisi politica che sta travagliando la maggioranza di governo. Il viceministro alle Infrastrutture ha puntato il dito contro chi vuole mantenere, sabotando il cambiamento moralizzatore, uno status quo che al Mezzogiorno alimenta malcostume e clientele. “E’ per fermare il federalismo fiscale che si è scatenata la guerra atomica, il grande caos contro il governo. Non si vuole rinunciare – ha aggiunto il politico lecchese – all’Italia dei parassiti e degli assistiti”. “La Lega – ha detto Castelli – va fermata per bloccare il cambiamento. Col federalismo fiscale non potrebbe più accadere che in qualche città del Sud una tac costi 500 euro in più che a Milano perchè si faranno i conti in tasca a chi amministra il denaro pubblico… E se proprio vogliono tenersi questo genere di amministratori, il costo se lo pagheranno loro”.

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Povero Castelli e povera Lega, tutti contro di loro! Si scatena una guerra “atomica” per fermare il federalismo fiscale! Le banche crollano, le finanziarie chiudono, la domanda cala, aumenta vertiginosamente la disoccupazione, l’Islanda ha fatto bancarotta, la Grecia e la California seguono a rotta di collo; tutti, da Schwarzenegger a Papandreou per arrivare al buon Tremonti fanno tagli su tagli per salvare il collo ai capitali e ai loro stati borghesi ed in realtà… è tutta una colossale guerra atomica contro il “federalismo fiscale” della Lega! In questi termini mai nessuno ci aveva spiegato la crisi mondiale dell’economia! Grazie Castelli, Lei è un luminare!

Persino la crisi di un Governo che, sotto la pressione di questi tagli e del conseguente dissenso sociale montante, con i Sindacati che si spaccano, la Fiat di Marchionne che trascina avanti verso destra la Confindustria fregandosene di fratture e ripercussioni politiche, si atomizza in correnti e correntine, persino quello non è causato dalla crisi economica ma dalla volontà politica di frenare la Lega ed il suo “federalismo fiscale”, panacea per i mali del sistema finanziario!

Incurante delle dichiarazioni fatte dalla conferenza delle Regioni il 15 Giugno che afferma che la manovra “taglierebbe, già dal 2011, 4 miliardi 300 milioni, compromettendo seriamente tutta una serie di servizi ai cittadini” e che “compromette seriamente i margini di applicazione del federalismo fiscale”; incurante persino delle dichiarazioni del super alleato Formigoni che afferma ”Questa manovra non lo mette a rischio il federalismo fiscale, lo spazza proprio via dal tavolo”, Castelli fa la sua sceneggiata da bimbo arrabbiato che dà la colpa “agli altri” dicendo “uffa! C’è l’hanno tutti con me”!

Castelli non si cura di spiegare che la manovra finanziaria polverizza il cuore del federalismo fiscale perche introduce un paradosso e cioè che sono proprio le regioni inefficienti le uniche a presentare margini di miglioramento considerevoli nei conti, mentre le Regioni efficienti possono contribuire in misura ridotta alla manovra proprio perché, in quanto già efficienti, hanno ben poco da tagliare;  dato che gli eventuali benefici della manovra dipenderanno dal raffronto tra i risparmi ed i tagli – a patto che si riesca a risparmiare riorganizzando l’offerta di servizi senza ridurne quantità e qualità – è ovvio che sono proprio le Regioni meno virtuose ad avere maggiori possibilità di contrastare gli effetti dei tagli, attraverso una riduzione degli elevati sprechi presenti nei propri bilanci. Tutto questo va chiaramente contro uno dei principi di base del federalismo fiscale, non riconoscendo alcun premio di bilancio per quegli enti locali che hanno amministrato bene, tenendo i conti in ordine.

Sarebbe utile quindi riaffermare la logica e la verità delle cose e cioè: 1)E’ la finanziaria con i suoi tagli che distrugge il federalismo fiscale. 2) Esiste una crisi economica globale di proporzioni gravi ed è questo che motiva la finanziaria. 3) La finanziaria è stata fatta da Tremonti, ( del “PdL” non del “P.C.U.S.”) e la Lega da 17 anni governa l’Italia di comune accordo con Berlusca, Fini Tremonti e soci. Per cui non si possono all’infinito invocare sdoppiamenti di personalità dando la colpa “ad altri” perchè in questi “altri” c’è anche Castelli e la Lega. Le dicharazioni di Castelli la pongono infatti nella posizione imbarazzante, per la logica e per l’etica intellettuale, di vittima e di carnefice allo stesso tempo.

E allora caro Castelli, “ma va a ciapà i rat”!

M.Bellavita

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