Pomigliano: il giorno della verità.

A Pomigliano vince un “sì” risicato ma la lotta continua!

23/06/2010: con una affluenza del 95% il referendum sul futuro di Pomigliano ha decretato – come non era dubitabile – la vittoria dei sì (con il 63% dei voti), ma senza quel responso plebiscitario che qualcuno si aspettava. La domanda diventa quindi: cosa farà ora la Fiat? Marchionne (che sembrerebbe deluso dal risultato ed ha convocato i vertici aziendali), infatti, lasciava intendere che, senza una garanzia di completa subalternità alle condizioni aziendali, sarebbe potuto saltare tutto (magari andando a produrre la nuova Panda in Polonia) o scattare comunque “l’opzione C”. Cioè la chiusura dell’attuale stabilimento e la costituzione di una newco con il fine di riassumere solo gli operai disposti ad accettare – senza condizioni – il nuovo contratto, siglato da Fiat e sindacati, ad eccezione della Fiom-Cgil.

C’è stato, in questo referendum, un ricatto che sta alla base del difficile e sofferto voto di Pomigliano, perché, come in tanti hanno sottolineato, chi ha bisogno di lavorare e viene messo davanti all’alternativa “prendere o lasciare”, non può essere completamente libero di scegliere.

Proprio per questo il caso di Pomigliano non si chiude con la vittoria dei sì necessitati dall’esigenza di garantire il lavoro per sé ed i propri figli, sottostando a un diktat che impone di rinunciare a garanzie inviolabili come il diritto di sciopero, ma impone di valutare il significato delle parole di quegli operai che uscendo dal seggio hanno detto “ho votato per conservare il mio posto di lavoro ma la lotta per i diritti continua”.

A Pomigliano, statene certi, non è stata detta l’ultima parola.

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21/06/2010

Pubblichiamo il testo del volantino distribuito oggi, giorno del referendum voluto dall’azienda, davanti ai cancelli dello stabilimento di Pomigliano d’Arco da parte dei compagni del circolo Prc Fiat auto – Avio.

Il giorno della verità è arrivato. Dopo tanto clamore suscitato e tante bugie raccontate, condite da una manifestazione farsa, promossa dall’azienda e sostenuta dai capi e da chi non si è mai mobilitato in questi anni, con circa 600 persone comprensive di familiari a seguito, nel tentativo misero di copiare la marcia dei 40000.

Al fianco della Fiom per i diritti dei lavoratori

Tutto questo nel momento in cui ai delegati FIOM viene impedito di stare in fabbrica per spiegare le proprie ragioni ai lavoratori, mentre i delegati di FIM, UILM, FISMIC e UGL vengono lasciati a scorazzare fianco a fianco con i quadri aziendali nel tentativo di scippare il SI basato sul terrore e sul ricatto.  Oggi ci si gioca una pagina della storia operaia importante, infatti, qualsiasi sia l’esito e lo svolgimento di questa consultazione si apriranno scenari nuovi.

La domanda del quesito comunque sia formulata, ha un’unica interpretazione: “vuoi lavorare o ti chiudo la fabbrica?”. Per questa ragione la FIOM ha deciso di non riconoscere il referendum perché ritiene giustamente inaccettabile di mettere ai voti diritti inviolabili come quello di malattia e di sciopero, che da questo “accordo” esce fortemente limitato, oltre che il contratto nazionale collettivo di lavoro.

FIM, UILM, FISMIC e UGL  dopo avere per mesi sabotato la mobilitazione, non aver voluto confrontarsi neanche in assemblea, oltre ad essere da sempre contrarie a far votare i lavoratori  (come dimostrato all’ultimo rinnovo contrattuale) oggi incredibilmente accolgono la richiesta aziendale diventano paladini della “democrazia”. Un merito a Marchionne noi lo diamo è riuscito a far calare giù la maschera a questi pseudo sindacati che si mostrano chiaramente inutili e inadeguati a difendere le istanze dei lavoratori.

Respingere il Piano Marchionne!

Il circolo P.R.C. di FIAT AUTO-AVIO da sempre tra i protagonisti delle battaglie per il lavoro e i diritti di questo stabilimento, sostiene la FIOM CGIL, sul tema dell’illegalità palese di questo referendum e sull’irricevibilità dell’accordo, nella sua autonomia politica, però ha deciso di dare una sua indicazione di voto, che faccia emergere chiaramente il dissenso, cioè annullare la scheda o votare no a questo scempio dei diritti,

per poi rilanciare la mobilitazione a partire dal giorno 25 in cui sono indette 8 ore di Sciopero Nazionale dalla FIOM in tutte le città.

Rilanciare la mobilitazione nel gruppo Fiat e in tutto il paese

Come comunisti ci rendiamo conto che un attacco di così grossa portata vada combattuto con molta determinazione, ma anche attraverso un coinvolgimento grosso di tutti i lavoratori italiani, proprio come avvenuto in questi giorni, in cui scioperi  si sono verificati nel gruppo FIAT a Mirafiori, alla Sevel e a Termini Imerese con grossa partecipazione di lavoratori, ecco perché in questi giorni il nostro impegno è di stare fuori a tutti i luoghi di lavoro per informare ed unificare la lotta che si preannuncia davvero importante per il futuro di tutti i lavoratori.

Rifondazione Comunista circolo Prc Fiat auto-Avio

Email: pomiglianoinlotta@gmail.com

Gruppo su Facebook:

Circolo PRC Fiat auto e Avio Pomigliano

oppure: Pomigliano non si piega

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