Pomigliano: la FIOM indica la strada giusta. SOLO LA LOTTA PAGA!

La Fiom-Cgil ritiene che “non sia possibile che quel testo venga firmato”. Lo ha detto il segretario generale, Maurizio Landini, riferendosi all’accordo già siglato da altri sindacati su Pomigliano D’Arco. La Fiom ritiene impossibile firmarlo perché “contiene profili di illegittimità”. Su una convocazione del referendum, Landini dice che per la Fiom “é impossibile sottoporre al voto” accordi che violano i contratti e la Costituzione. Nella proposta consegnata da Fiat vengono “introdotti temi che coinvolgono diritti individuali che non possono essere contrapposti al lavoro”. E, se da un lato l’organizzazione guidata da Guglielmo Epifani condivide l’esigenza di affrontare “l’eventuale assenteismo”, dall’altro si evidenzia che “le norme proposte dall’azienda aprono profili di illegittimità in materia di malattia e diritto di sciopero”. Secondo il sindacato di Corso Italia, infatti, la clausola relativa al diritto di sciopero è “illegittima perché pretende di trasformare in illecito, passibile di licenziamento, l’esercizio individuale di sciopero, sancito dalla Costituzione”. Dunque, “ogni firma eventualmente apposta a questa clausola non è semplicemente invalida, è inefficace e inesistente”. In ogni caso per la Cgil “tocca alla categoria dei metalmeccanici promuovere la discussione, innanzitutto coinvolgendo gli iscritti, ed individuare le corrette forme per il giudizio da parte dei lavoratori”. I sindacati dei metalmeccanici sono stati convocati domani pomeriggio nella sede di Confindustria, a Roma, alle ore 14 per discutere dell’accordo sullo stabilimento di Pomigliano. La convocazione della Fiat è stata indirizzata a Fim, Uilm e Fismic e per conoscenza anche alla Fiom, che non ha siglato l’intesa di venerdì scorso.

Ci auguriamo ora che la Fiom sappia sucitare e guidare una lotta con gli operai di Pomigliano che sappia coinvolgere il territorio e che possa sostenere la decisone coraggiosa di non firmare un accordo vergognoso e incostituzionale.

A maggior ragione il 25 Giugno tutti in piazza a sostegno della Cgil e della Fiom!

Giovani Comunisti Lecco

___________________________________________________________

Pubblichiamo l’editoriale di Paolo Ferrero, segretario P.R.C., apparso su “Liberazione”  sulla vicenda di Pomigliano:

Su un ricatto incostituzionale non si vota

La vicenda di Pomigliano non è questione sindacale, ma politica e rappresenta la principale battaglia oggi in corso nel Paese. Il diktat della Fiat che pretende di derogare dal contratto nazionale e dalle leggi della Repubblica costituisce il principale attacco politico alla Costituzione repubblicana. Berlusconi propone la manomissione dell’articolo 41 e Marchionne la pratica. Di fronte a questo scontro tutta la destra appoggia ovviamente la Fiat in nome della fine del conflitto di classe. Vergognosamente il Pd dice che la Fiat esagera, ma che il ricatto va accettato.
In questo breve riassunto è contenuta la fotografia dello scontro politico nel Paese. Dov’è quel centro sinistra che giustamente si indigna per le nefandezze di Berlusconi? Dove sono i direttori dei quotidiani che giustamente protestano contro le leggi bavaglio? Dove sono i liberali che gridano al golpe quotidianamente? In silenzio. Perché noi oggi in Italia abbiamo un’opposizione liberale che si schiera a difesa della Costituzione formale senza preoccuparsi della Costituzione reale, senza difendere le basi materiali su cui si regge il compromesso costituzionale. Abbiamo cioè un’opposizione per la quale la democrazia si ferma davanti ai cancelli delle fabbriche, degli uffici, dei supermercati. Essa si contrappone a Berlusconi ma è subalterna ai poteri forti: a Confindustria come alle banche.
Noi riteniamo che questo ricatto di tipo mafioso non sia accettabile. Se passa a Pomigliano è evidente che troverà la strada aperta anche negli altri stabilimenti Fiat e poi in tutti i luoghi di lavoro. Se il rispetto della legge e del diritto di sciopero possono essere aggirati attraverso un violento atto di forza vuol dire che non esistono più. Per questo l’accordo di Pomigliano va rifiutato e non può essere sottoposto a referendum. Nessun cittadino può essere chiamato a votare sul rispetto della Costituzione, tanto più con una pistola puntata alla tempia.
Siamo contro l’arrogante imposizione della Fiat perché difendiamo i diritti dei lavoratori dentro questa globalizzazione neoliberista, progettata proprio per mettere i lavoratori gli uni contro gli altri. Lo facciamo perchè difendiamo la democrazia in Italia. E’ del tutto evidente che se non ci si oppone a questa proditoria aggressione diventerà assai difficile spiegare ai lavoratori italiani perchè è importante difendere la Costituzione. Noi diciamo forte e chiaro che la difesa della democrazia deve essere tutt’uno con la difesa dei diritti dei lavoratori e sosteniamo la Fiom nella sua battaglia che è anche e sino in fondo la nostra. Rompiamo il muro di silenzio costruito attorno a questa vicenda e denunciamo le responsabilità della Fiat e del governo.

Paolo Ferrero

in data:15/06/2010

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...