Finanziaria: la CGIL invita alla mobilitazione, la CISL si schiera (ancora) dalla parte dei padroni!

ROMA Mentre il governo vara una finanziaria di lacrime e sangue che bloccando per tre anni gli stipendi dei dipendenti pubblici e istituendo le “finestre mobili” che di fatto innalzano l’età pensionabile, produrrà effetti di depressione sulla classe lavoratrice che dureranno a lungo nel futuro, nel mirino della Cisl entra la Cgil, che vuole mobilitare i lavoratori in un grande sciopero nazionale. È un’iniziativa politica, portata avanti da «malati di infantilismo» che «non riescono mai a spostare una virgola» va giù duro il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, nel corso dell’assemblea dei quadri e delegati chiamati a discutere la posizione del sindacato sulla manovra. «L’unione sindacale è molto salda tra tutti i sindacati che non vogliono stare in politica», afferma Bonanni: lo sciopero della Cgil, invece, «è l’undicesimo sciopero che chiamerà a raccolta oppositori della politica, non è un’iniziativa sindacale».

Ai circa 3.000 delegati riuniti in un hotel romano, Bonanni ricorda che la Cisl è contraria a uno sciopero contro la manovra perché «gli scioperi costano alle famiglie e alle aziende, pesano sulle buste paga». A fronte di un sindacato come la CGIL, che pur con i suoi limiti sta tentando di dare una risposta politica e sociale a questo governo delle destre, la CISL non trova di meglio da fare che accovacciarsi alle gambe dei padroni del governo e di confindustria attaccando il sindacato ribelle con ragioni che ci vergognamo di sentire da un segretario generale sindacale. Certo che lo sciopero generale è sia politico che economico: ogni decisione politica è economica e viceversa: Marx non è riuscito ad insegnare nulla! Il segretario generale dedica poi gran parte della relazione a sottolineare le differenze di metodo nel confronto con il governo, e s’infuria in particolare con Giorgio Cremaschi, il sindacalista della Fiom che ieri mattina aveva definito lui e il leader della Uil Luigi Angeletti «sottosegretari del governo Berlusconi». «Dico all’infante malato Cremaschi che cambi mestiere. Non ha mai fatto un contratto, non è il suo mestiere fare il sindacalista». Invece la CISL ha dimostrato che i contratti sa firmarli molto bene, specie quelli separati e a condizioni capestro per i lavoratori! «Lo sciopero generale – aveva detto Cremaschi – deve essere solo l’inizio di una lotta contro quella che è la peggiore manovra che si vede in Europa, ed è incredibile che Angeletti e Bonanni nei fatti la difendano, più di diversi esponenti dell’esecutivo». Secondo l’esponente della Cgil, «con questa manovra ci incamminiamo sulla strada della Grecia: anche perché colpisce allo stesso modo chi lavora e chi no, chi investe e chi specula, promette riforme ma fa solo cassa con i soldi di chi lavora o spostando avanti l’età pensionabile».

Non possiamo che condividere l’analisi di Cremaschi e schierarci decisamente dalla parte della CGIL e invitare i lavoratori ad aderire compatti allo sciopero del 12 e a quello generale del 25: noi la crisi non la dobbiamo piu pagare!

M. Bellavita (Giovani Comunisti Lecco)

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