NO PASARAN!

Assemblea Pubblica su

FASCISMO E RESISTENZA

Sabato 17 Aprile

Parco 7 Marzo, ore 14.30

Che cosa fu la Resistenza se non la più grande azione rivoluzionaria che l’Italia abbia mai conosciuto? Ed oggi, cosa ci può spingere a piegare le liturgie dei ricordi reazionari che comparano i partigiani ai repubblichini, anche grazie  alla benedizione di quella finta sinistra alleata del padronato, che contribuì a questa deriva?

Giovani, migranti, studenti, lavoratori, cosa può spingervi nel nostro tempo, in Piazza per dare proseguo a quella lotta intrapresa sessantacinque anni or sono?

Certo, allora, saziarono la nostra sete di libertà con la carta Costituzionale, l’emblema di quello che fu l’Antifascismo italiano, ma  nello stesso tempo, qualcuno iniziò a tessere una grande tela in cui, presto, gli stessi gruppi sociali oppressi, che contribuirono alla liberazione dal nazi-fascismo, cascarono.

All’epoca attuale, impigliati come siamo, in questo sistema capitalistico, non abbiamo più opportunità di divincolarci, se non quella  di continuare uniti, nella lotta, a Resistere, nelle scuole come nei posti di lavoro, deturpati entrambi dell’uguaglianza sociale sancita  per Costituzione.

Prima il lavoro, delegittimato, calpestato, precarizzato per svuotare le coscienze della classe lavoratrice, che continua a  subire perdite, come le mille morti ogni anno in nome della produzione e dello sviluppo; che si vede falcidiati i diritti mediante i continui attacchi all’articolo 18 (come il fresco ddl 1167-b che recentemente il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, non ha firmato); che si vede mangiare i figli, ricattati da contrattini a termine.

Poi la scuola pubblica, priva dell’apporto degli enti a lei più prossimi, squattrinata, divisa in percorsi di studio per l’elite e anni formativi per i dominati. L’onda, che non è riuscita a distruggere i frangiflutti issati dalle passate riforme, proprio come i lavoratori deve continuare a combattere.

Ed infine i migranti, la classe più rivoluzionaria della società italiana, rappresentanti dei più oppressi; presi di mira continuamente da leggi fasciste, varate da questo governo (decreto sicurezza)  e non solo ( vedi leggi Bossi –Fini e Turco – Napolitano), debbono in ogni modo unirsi nel nome di quella stessa lotta che scandì il passaggio storico da dittatura a repubblica.

Oggi più di allora, stanchi di ricordare senza agire, studenti, migranti, giovani e lavoratori, hanno il dovere di rivedersi negli ideali di quelle persone che nel 43/45 i tedeschi, chiamavano “Banditi”.

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