AFGHANISTAN: “errore” Nato, 33 civili uccisi

La Nato ha ucciso, con un attacco aereo nel sud dell’Afghanistan, 33 civili scambiandoli per per ribelli. L’ennesimo massacro di innocenti, che in gergo militare vengono definiti “danni collaterali” è stato reso noto dal governo afghano, che ha condannato l’episodio, avvenuto vicino ai confini delle province di Uruzgan e Dai Kondi, definendolo “ingiustificabile”. Il bilancio di ieri è il più alto, dal punto di vista delle morti civili, degli ultimi mesi. Il nuovo massacro non è avvenuto all’interno dell’Operazione Mushtarak, la più imponente offensiva delle forze Nato volta a liberare la provincia meridionale di Helmand dalla presenza dei talebani. Questo episodio, però, potrebbe complicare gli sforzi del governo e della Nato per garantirsi l’appoggio della popolazione locale, prima del graduale ritiro delle truppe Usa previsto per il 2011.

«Secondo le prime stime la Nato ha aperto il fuoco ieri contro un convoglio di tre veicoli…uccidendo almeno 33 civili, tra i quali quattro donne e un bambino, e ferendone altri 12», si legge in un comunicato diffuso dal governo. Le morti civili hanno rappresentato il principale motivo di frizione tra il governo afghano e le forze straniere, che hanno lanciato due imponenti offensive negli ultimi otto mesi nel tentativo di respingere la sempre crescente insorgenza dei ribelli talebani. L’Isaf, missione di supporto al governo dell’Afghanistan guidata dalla Nato, ha fatto sapere che i civili sono stati uccisi quando si sono avvicinati ad un’unità delle forze Nato e afghane nella provincia di Uruzgan, ma non ha specificato il numero delle vittime, confermando comunque l’apertura di un’inchiesta. Da parte della Nato le solite parole: «Siamo profondamente dispiaciuti per la tragica morte di persone innocenti», ha commentato, tramite un comunicato Isaf, il generale Stanley McChrystal, capo delle forze straniere in Afghanistan. «Ho chiarito alle nostre forze che noi siamo qui per proteggere il popolo afghano, e uccidere o ferire inavvertitamente civili mina la fiducia nella nostra missione».

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