Continua la repressione in Val di Susa: NO TAV!

stabile il ragazzo ferito negli scontri con la polizia

Sono ancora serie ma stabili le condizioni del giovane che ieri sera, mercoledì 17, è rimasto ferito negli scontri fra manifestanti e polizia in località Coldimosso, in Val Susa, durante la mobilitazione contro il nuovo sondaggio preliminare alla realizzazione dell’alta velocità Torino-Lione. Nella tarda serata il ragazzo, a cui è stato diagnosticato un ematoma subdurale, è stato trasferito all’ospedale Molinette di Torino dove si trova ancora ricoverato in prognosi riservata nel reparto di neurochirurgia.
Nella notte, dopo un blocco dell’autostrada Torino-Bardonecchia, la protesta si è spostata nel capoluogo piemontese, in particolare in via Girodano Bruno, dove alcune decine di persone si sono riunite per un picchetto bloccando l’uscita dei camion della distribuzione del quoridiano ‘La Stampà.
Ma il presidio è stato sgomberato, senza tensioni, intorno alle 2 e 30.
Nel pomeriggio circa trecento persone avevano assediato la trivella che dalla mattina stava scavando in località Coldimosso. Quelli di ieri sera sono stati i primi scontri di una certa gravità, tra forze dell’ordine e No Tav, da quando nel mese di gennaio sono iniziate le trivellazioni genognostiche propedeutiche alla realizzazione della nuova linea ferroviaria Torino-Lione.
Paolo Ferrero, per la Federazione della Sinistra, ha dichiarato: «Quello che è avvenuto è un selvaggio e vergognoso pestaggio da parte delle forze dell’ordine ai danni del movimento No Tav della Val di Susa. In seguito al pestaggio di polizia sono state ferite diverse persone, finite per questo in ospedale – continua Ferrero – Il loro unico torto era difendere la loro valle dall’ennesima grande opera che tra qualche anno scopriremo essere fatta solo per distribuire profitti e tangenti». Secondo il portavoce della Federazione della sinistra «è indegna di un paese civile la militarizzazione della Val di Susa che il governo sta mettendo in atto, come si vede anche da quest’ultimo episodio. Se c’e’ in parlamento qualche esponente sinceramente democratico faccia un’interrogazione urgente al ministro degli interni Maroni».

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