UNITI A SINISTRA: La Federazione parte dal lavoro, con i giovani

E’ ormai un paese in cui ci si può rifugiare solo nella magia per superare la crisi. Scherzi a parte, guardando l’ultimo rapporto Istat, la situazione reale del paese è a dir poco negativa. Sono oltre due milioni i disoccupati. Per la precisione, 2 milioni 138 mila: 328 mila in più rispetto a dicembre 2008. Con un tasso di disoccupazione in costante crescita, all’ 8,5%. E si tratta di un record tutto negativo, il peggiore nell’ultimo decennio. Chi ne fa le spese? I giovani, dove la disoccupazione dilaga sotto i 25 anni, e le donne, con gli uomini sopra i 25 anni a cui non va molto meglio (7,5 % di disoccupati). Alla faccia della ripresa e della crisi fittizia!

Mentre accade tutto questo non si può che registrare la cancellazione dai grandi apparati mediatici delle condizioni di lavoro e dell’ansia sociale che la crisi genera. Né è un’invenzione la rimozione del lavoro dalla politica, dai dibattiti per il prossimo appuntamento elettorale, tutto giocato sullo schieramento più ampio da costruire, la sommatoria dei pezzi da mettere assieme, la rincorsa all’accordo con l’Udc come asse strategico del Pd, di per sé impedente di un bilancio vero degli esiti di un trentennio di politiche liberiste, quelle che hanno portato alla più grave crisi economica e sociale del dopoguerra.

Dal canto nostro, come Giovani Comunisti e come Rifondazione Comunista, all’interno di una proposta di unità politica nella Federazione della Sinistra, abbiamo da sempre puntato il nostro “fare quotidiano” su quello che le istanze quotidiane dei lavoratori, degli studenti e dei migranti hanno generato. Considerando tutte le vertenze collegate fra di loro, abbiamo deciso di puntare la nostra azione pratica, la nostra idea di politica, con contenuti chiari, univoci e non contradditori, sul conflitto sociale. Se da un lato condanniamo apertamente la politica di tagli a scuola e sanità pubblica, non possiamo che sostenere ogni movimento che sia a difesa dei beni comuni fondamentali, dall’acqua pubblica, al rifiuto del nucleare ed al no alle grandi opere (Tav e ponte di Messina le ultime in ordine cronologico) costose, inutili e devastanti dal punto di vista ambientale.

E’ il lavoro, inoltre, uno dei temi principali che la Federazione, a mio avviso, deve affrontare. Dobbiamo cercare di capire di più dalle lotte in corso di cui pure siamo parte: dall’ esempio della Innse a Milano, all’Alcoa in Sardegna, all’ Eutelia a Roma, alla Leuci qui a Lecco, come in tutte quelle fabbriche in crisi in cui i lavoratori e le lavoratrici hanno deciso di opporsi alla logica del profitto, delle delocalizzazioni selvagge, della rincorsa ai licenziamenti e alle casseintegrazioni. Tutte queste situazioni di conflitto sociale rappresentano un segnale forte ed importante: quello che si determina nella vita di tante lavoratrici e lavoratori, costretti dalla necessità a diventare protagonisti di lotte radicali, di percorsi acceleratissimi di presa di coscienza, dopo anni di solitudine e delega. Il nostro compito, il compito reale della politica, ciò che vogliamo assumerci come Federazione della sinistra, è quello di capire come si possano mettere in connessione queste vertenze, farle vivere quotidianamente, concretamente, riuscire ad individuare quali percorsi ed obiettivi generali vengono vissuti come obiettivi decisivi anche oltre le singole lotte, ricostruendo una narrazione ed un progetto che sedimentino le soggettività.

La questione è aperta, noi abbiamo deciso di stare, coerentemente ed in modo deciso, dalla parte di chi lavora, dalla parte di chi non detiene quel capitale, strumento che ha permesso a troppi imprenditori negli ultimi trent’anni, di fare il bello e il cattivo tempo. Questo è avvenuto con l’appoggio economico e politico di uno schieramento bipartisan che, nel nome dell’interclassismo e del “progresso”, hanno scardinato il diritto ad un lavoro stabile (il provvedimento linea della flessibilità e della riduzione del costo del lavoro, la cosiddetta Flexicurity, è stata approvata dal Parlamento europeo da tutti gli schieramenti, tranne dal gruppo della Sinistra Europea di cui Rifondazione Comunista faceva parte) e ad un salario dignitoso.

La Federazione della Sinistra parte dal lavoro!

Un referendum contro la precarietà, per l’abrogazione della legge 30, è in arrivo, la battaglia per un salario minimo intercategoriale e per un salario sociale per disoccupati e precari è il nostro orizzonte prossimo. Il viaggio è aperto a chiunque voglia condividere con noi queste battaglie, per tradurre le parole in fatti concreti, in una proposta di unità quale la Federazione, contenitore politico di battaglie comuni a sinistra, da troppo tempo persa in scissioni e litigi personalistici.

Alessandro Marcucci

Coordinatore Giovani Comunisti Lecco

Candidato all’elezioni regionali per la Federazione della Sinistra

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