In Val di Susa si continua a lottare: NO TAV!!

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Maurizio Pagliassotti
Susa (To)
Per il presidente dell’OsservatorioTecnico Mario Virano il concetto di “normalità” ha un carattere bizzarro. Per lui è normale che per fare un buco nel terreno profondo trenta metri e largo quindici centimetri siano dispiegati sul territorio mille, forse mille e cinquecento, tra carabinieri e poliziotti in assetto anti sommossa. E’ normale che la trivella, scortata dall’esercito di cui sopra, arrivi nell’area d’operazione alle ore tre e trentadue del mattino. Virano ha detto, riferendosi anche alla ripresa dei lavori in sede di Osservatorio, che è stato «il giorno del recupero della normalità».

Il blitz della normalità accaduto la scorsa notte racconta molte cose della vicenda Tav in val Susa. In primis il fallimento dell’Osservatorio tecnico, incapace di operare alla luce del sole e relegato ad agire nel cuore della notte. Eppure, per evitare simili mezzucci sarebbe sufficiente riuscire a spiegare agli italiani quale sia l’utilità dell’opera. Ma questo ormai, lo si è capito ancor più proprio grazie al lavoro dell’Osservatorio, è impossibile perché l’alta Velocità sull’asse est ovest non ha senso proprio dal punto di vista trasportistico. Così non rimane che la forza ed i sotterfugi.
Alle 3 del mattino sui cellulari della val Susa appare un messaggio: «Trivella con polizia sul piazzale autoporto a Susa. Tutti a Susa». Mezz’ora dopo circa mille persone non possono che constatare che la trivella è stata fatta passare a due chilometri di distanza ed è scortata da una quantità mostruosa di poliziotti e carabinieri in assetto anti sommossa. A difesa del macchinario ci sono anche decine di blindati. Un dispiegamento di forze triplo rispetto ai peggiori momenti degli scontri avvenuti nel 2005.
Ai presidianti non rimane che constatare la debolezza di chi, impossibilitato ed incapace a spiegare l’utilità del buco, si difende dietro le armi e il buio. Mille uomini per fare una marchetta pre elettorale, mille uomini per prendere quattro spiccioli dall’ignaro contribuente dell’Unione Europa. Complimenti, avanti su questa strada. Cosa succederà quando in val Susa ci sarà un cantiere lungo quaranta chilometri e per dieci anni? Si potrebbe tornare alla leva obbligatoria: tutti in val Susa a fare il soldato, a proteggere gli interessi del partito trasversale del tondino e del cemento. Così la mattinata passa, tra rabbia e voglia di reagire.
Una delegazione di manifestanti viene fatta accedere al cantiere dove alcuni operai, circondati da centinaia di militari, stanno operando intorno ad una trivella. Molto probabilmente resteranno solo un paio di giorni. Alle dieci, dopo una affollata assemblea, si decide per il blocco dell’autostrada Torino Bardonecchia. Cinquecento persone in corteo bloccano il traffico sia in direzione nord che sud. Si forma una coda infinita. E’ un gesto dimostrativo e non violento che dura un paio d’ore. I manifestanti vivono uno strano sentimento di frustrazione ed euforia, entrambi dovuti all’incapacità dei proponenti di porsi come persone adulte. Irene, docente di Bussoleno, dice: «Ormai è evidente che un’opera così inutile può essere imposta solo con la forza ed il sotterfugio. Non sono preoccupata per quello che è accaduto questa notte, c’era da aspettarselo».
Mentre la trivella bucava e i manifestanti bloccavano l’autostrada, scattava anche la famosa operazione trasparenza molto voluta da Regione e Provincia. Antonio Saitta, presidente della Provincia di Torino, e Daniele Borioli, assessore della Regione, facevano un blitz, ben protetti, a Susa per «dare spiegazioni» tecniche. Dopo un’ora, secondo loro, dopo dieci minuti, secondo i manifestanti, venivano cacciati da alcuni cittadini inferociti. Quindi, l’operazione trasparenza che spiega bene bene tutto, è durata un’ora al massimo. Complimenti bis.
«Chi voleva portare un trofeo all’assemblea Si Tav di sabato 24 – ha detto Juri Bossuto, consigliere regionale del Prc – pensa di aver raggiunto il proprio obbiettivo. Si tratta di un’azione mediatica ed un po’ irresponsabile, specialmente guardando all’incendio doloso ai danni del presidio dei Bruzolo.La risposta del movimento è stata immediata: la protesta ha visto ingrossarsi le proprie fila di ora in ora».

Un macigno anche il commento del portavoce della fderazione della Sinistra Paolo Ferrero: «Esprimo il pieno e totale sostegno al movimento No-Tav che ha pacificamente bloccato per
alcune ore il traffico sulla A32 contro la realizzazione della Tav e trovo francamente inconcepibile che vengano impiegati ben 500 uomini delle forze dell’ordine per permettere le trivellazioni che servono a costruire la Tav, infischiandosene del parere delle popolazioni e della comunità montana della Val di Susa, fermamente e chiaramente contrarie a quel progetto. La Tav in Val di Susa semplicemente non si deve fare». Ferrero, evidentemente, non sa che ieri è stata una giornata normale…. Talmente normale che, cominciata alle tre del mattino, non è finita con il calare della notte: in serata si è nuovamente deciso di tornare a bloccare l’autostrada. Trivella o non trivella.

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