MARONI REPRIME!! CONTINUIAMO A MOBILITARCI!! SABATO 19 NO PONTE!!

Dopo quello che è accaudto a Silvio Berlusconi lo pseudoministro degli interni Maroni promette maggior rigore e severità. Strumentale è l’utilizzo di un gesto di un singolo individuo per dare una maggiore stretta repressiva e liberticida a questo paese. Dopo le cariche di venerdì e sabato contro studenti e manifestanti Maroni promette maggiori limitazioni sulla libertà di manifestazione, Daspo come allo stadio per i manfiestanti e più censura della rete.

E’ UN ATTACCO IGNOBILE ALLE LIBERTA’ PERSONALI CHE RIGUARDA TUTTI NOI . E’ un dovere continuare a lottare, mobilitarsi,manifestare, esserci sempre.

Sabato 19 manifestazione NO PONTE!!
Calabria No Ponte. La regione governata da Agazio Lojero ha deciso: con una nota inequivocabile ha comunicato “urbi et orbi” che non farà più parte della Società Stretto di Messina, in cui finora era stata in quota paritetica con l’Anas, le Ferrovie dello Stato, la Regione Sicilia governata dall'”autonomista dissidente” Raffaele Lombardo (e prima dall’amico degli amici Totò Cuffaro).
La società concessionaria del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, guidato pro tempore dal ministro Altero Matteoli, perde un attore fondamentale, “saltando” per così dire la sponda continentale dell’intrapresa tanto discussa e discutibile sul piano della progettazione, della realizzazione e della gestione del Ponte, e prima ancora sul piano dei soldi elargiti a consulenti ed esperti che si sono sperticati nei preliminari e negli studi di fattibilità, per non parlare dei soldi messi a bilancio pubblico per gli oneri derivanti dagli espropri dei terreni sul lato sud (siciliano) e sul lato nord (calabrese).

La Regione Calabria, nell’assumere la decisione della Giunta convocata lunedì scorso, ha fatto sapere tramite il portavoce del presidente di aver stabilito di cedere la propria quota societaria, di ritirare dal consiglio di amministrazione il proprio rappresentante, professor Rodolfo De Dominicis, e di aver deciso di partecipare, assieme alla Provincia di Reggio Calabria, in pompa magna e con gran corteo di gonfaloni e stendardi ufficiali alla manifestazione indetta dalla Rete No Ponte che si terrà il 19 dicembre. Si preannuncia per sabato una grande mobilitazione nazionale, a pochi giorni di distanza dall’inizio dei lavori, la cui posa della prima pietra è stata da tempo annunciata dal governo Berlusconi per la vigilia di Natale.

Secondo Tonino Cafeo, uno degli organizzatori del corteo, sono attesi a Villa San Giovanni e Messina, per una traghettata collettiva con partenza alle 9 di mattina dalla Stazione Marittima, «migliaia e migliaia di donne e uomini provenienti da ogni parte d’Italia, che si ritroveranno non solo a manifestare contro la Grande Opera, ma anche per le infrastrutture di prossimità, la bonifica delle zone inquinate, la messa in sicurezza dei territori, per opere utili per tutti i cittadini, per un sistema di trasporti pubblico ed efficiente nello Stretto».Nuove importanti adesioni continuano a giungere alla Rete No Ponte, afferma Cafeo: «Dopo gli artisti, gli intellettuali e le forze politiche e sociali è l’ora delle amministrazioni locali. La giunta regionale calabrese, l’amministrazione provinciale di Reggio Calabria, decine di comuni del reggino e del cosentino hanno assicurato il proprio sostegno ufficiale al corteo.
A seguito della decisione di Agazio Lojero e della Giunta di aderire alla manifestazione, la Rete No Ponte aveva sollecitato il ritiro della partecipazione della Regione dalla Società Stretto di Messina spa, perché «è ormai chiaro a tutti – scrive l’organizzazione – come sia un “carrozzone mangia-soldi” che redistribuisce risorse pubbliche sotto forma di consulenze, sponsorizzazioni e spese parassitarie per alimentare ben oleati meccanismi clientelari».
Dopo il ritiro deciso lunedì, la Rete No Ponte ha dichiarato: «A questo punto l’adesione della Regione alla mobilitazione assume un significato importante e finalmente privo di contraddizioni e ombre. Il movimento torna a sottolineare e a chiedere alla Regione Calabria, come agli altri Enti Locali, la necessità di stare dalla parte delle cittadine e dei cittadini, delle lotte per il diritto alla vita e che venga garantito il bisogno di ognuno di pensare e progettare un futuro, individuale e collettivo, supportato da progettualità compatibili con le reali vocazioni delle comunità, prima tra tutte il recupero e la valorizzazione delle risorse del bene comune territorio».

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