Alla luce delle primarie mediatiche del populismo, la necessità del rilancio del PRC

Alla fine di tutto il bailamme ha vinto chi si aspettavano tutti che avrebbe vinto.

Pier Luigi Bersani è stato incoronato nuovo segretario del Partito Democratico dai gazebo di quel grande evento mediatico che porta il nome di primarie.

Primarie che cercano di essere spacciate come un grande evento democratico e di partecipazione, mentre non sono altro che il prodotto di un partito senza idee che mostra di trascurare i suoi stessi tesserati e militanti. Infatti il meccanismo delle primarie non è altro che una delega senza nessun elemento di partecipazione consapevole, una scelta che si limita ad una sorta di tifo per uno dei candidati.

 

Tifo che si lega alla persona che dovrà ricoprire il ruolo di segretario e non ai contenuti degli indirizzi politici delle mozioni, che dovrebbero essere il vero fulcro del dibattito in un partito.

Siamo di fronte ad un disprezzo verso qualsiasi forma di partito organizzato e dei suoi canali di dibattito e partecipazione, che spinge verso l’idea di un partito liquido che straborda  nella politica degli annunci e degli slogan mediatici e quindi nel populismo.

 Qualcuno sostiene che ha vinto il candidato più a sinistra e qualcuno ha votato per Bersani, o magari fatto solo il tifo per lui, alla luce di questa convinzione.  A mio parere però Bersani rappresenta un ulteriore spostamento a destr:, l’apertura all’UDC,  accantonata ogni assurda pretesa maggioritaria di veltroniana memoria, è sintomatica di questo. Il PD è avviato a perpetuare la sua deriva centrista, continuando ad essere tanto liberale in campo economico (Bersani è un campione in questo) quanto scarsamente libertario e laico nel campo dei diritti.

Alla luce di questo, si rafforza la necessità di creare una forza autonoma a sinistra del Partito Democratico,  che sia realmente contro questo capitalismo che ha creato la crisi e che difenda gli interessi di un proletariato, che certamente non è più quello di 30 anni fa, ma che continua ad esistere nelle forme del precariato e della insicurezza sociale.

Una forza compiutamente anticapitalistica, di difesa della dignità del lavoro,  protagonista nelle lotte sociali e capace, nel contempo,  di portare avanti le battaglie sui diritti civili contro qualsiasi discriminazione razziale, di genere e orientamento sessuale.

Per realizzare tutto ciò è necessario un forte rilancio dell’azione politica e di inserimento nelle lotte del Partito della Rifondazione Comunista, unico possibile motore della creazione di una forza autonoma a sinistra del barcone democratico. Senza aspettare ipotetiche unità dei comunisti e federazioni, bisogna iniziare da oggi,  perché senza una forza in grado di essere nucleo di riferimento qualsiasi progetto è destinato a fallire.

L’invito è quello alla partecipazione, alla militanza e all’impegno per il rilancio di Rifondazione Comunista,  coscienti che solo con il rilancio di Rifondazione è possibile la creazione di una aggregazione di sinistra, non riformista e anticapitalistica, forte e compiuta.

L’invito per tutti quei compagni non tesserati perché diffidenti o scoraggiati è quello a ricostruire Rifondazione assieme, con l’apporto di tutti, altrimenti ci ritroveremo con ben poche prospettive, in un’Italia dominata da populismi di destra e centristi vari.

Massimo Lo russo – Giovani Comunisti Alessandria

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2 thoughts on “Alla luce delle primarie mediatiche del populismo, la necessità del rilancio del PRC

  1. Ok, a grandi linee, su cosa sono state le primarie (da non sottovalutareovvaimente la voglia di partecipazione dimostrata dal “popolo delle primare”. Quel popolo è anche il nostro). Ok, pienamente, sulla critica a chi vuole liquidare i partiti ( e qui Bersani non vedo cosa c’entri, dato che lui non è tra questi “liquidatori”). Ok sul rilancio di una forza di sinistra e comunista (“anticapitalisti” lo sono, a parole, anche i fascisti e altre categorie…poi la parola anticapitalista, almeno a me, richiama alla mente certi gruppetti di sinistra estrema degli anni 70).

    Per nulla d’accordo sul fatto che il PRC ( e i GC) da soli possano pensare di mettere in moto qualcosa. Dio benedica la Federazione.

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