E’ UNA PAZZIA NON UNA PIAZZA!!

Questa volta, il sindaco di Calolziocorte Paolo Arrigoni, l’ha fatta veramente grossa.
Non può immaginarsi lo stupore, che ha accompagnato stamani in treno, la mia lettura del pezzo così intitolato – il sindaco striglia i commercianti: “Negozio agevolato, solo silenzio” -.
Devo dire che da qualche tempo, il signor “borgomastro”, non usciva con sparate demagogiche, nemmeno sul sito del comune di Calolziocorte, e quest’atteggiamento mi aveva fatto ben sperare in un futuro di “fanfaronate” sui volantini ciclostilati tra le quattro mura del suo partito.
Purtroppo, il low profile non è l’atteggiamento che garba di più al nostro leader.
Mi spiego meglio. Nell’articolo sopra citato, il dott. Arrigoni, ha attaccato gli esercenti, citandoli, come se fossero dei pusillanimi lamentosi, che non hanno avuto nemmeno il coraggio di presentare la domanda per l’assegnazione in locazione, attraverso gara di bando, dell’immobile commerciale sito in Via Fratelli Calvi. Proprietà, ricavata grazie all’abbellimento di Piazza Vittorio Veneto (con l’innesto di un menhir, modello stonehenge, che sarà utilizzato come bar), intervento costato uno sproposito (intorno ai 2.100.000€) e totalmente inutile, oltre che inadatto per il contesto, in cui è stata inserita questa enorme gettata di laterizio.
Tornando all’essenziale. Il primo cittadino, si interrogava su carta stampata, sul perché, nessun commerciante avesse compilato la domanda: “[…]Di agevolazioni, per chi otterrà l’assegnazione del negozio in questione, ce ne sono di rilievo. Basti pensare che l’assegnatario potrà godere di ben quattro anni di utilizzo del locale a canone zero, in modo tale che non abbia altre spese oltre a quelle legate all’acquisto degli arredi[…]”. Per escogitare una replica concreta all’interrogazione del sindaco, mi è bastato andare sul sito del comune, alla voce bandi, e leggere, attentamente, cosa veniva richiesto al locatario. Innanzitutto il locale (92 mq), sarebbe riconsegnato a rustico, il che significherebbe, per un eventuale affittuario, interventi di ogni genere, dall’impiantistica elettrica, alla pavimentazione agli infissi. Seconda cosa, il locatore dovrà stipulare un’idonea garanzia finanziaria tramite atto di fideiussione pari a tre mensilità del canone annuo offerto per il sesto anno (11.000.000 €). Terzo, stipulare una polizza assicurativa di 500.000€ con massimale di 1.000.000€ a garanzia di danni all’unità immobiliare ed unità immobiliari di terzi attigue e/o confinanti.
Credo che solo questi tre punti bastino, per proferire, che finalmente la giunta si è data un orientamento da agenzia immobiliare.
Il vero problema, è che nessuno voleva un intervento del genere, e mi spiace dirlo, ma chi è causa del suo mal, pianga se stesso. Se probabilmente, due anni fa, prima che iniziassero i lavori, qualcuno avesse interpellato la popolazione, cercandone di carpire le vere esigenze dei calolziesi, magari l’intervento di miglioria della piazza sarebbe stato meno oneroso e più oculato, ma per fare breccia in Calolzio, basta mettersi nelle mani del partito del cemento, tuttavia questa volta i conti sono stati fatti senza gli osti, e il sindaco, ora, si affretta a condannare, chi una volata benediceva cercandone a tutti i costi i voti (mi ricordo che girò dei pomeriggi interi, da negozio a negozio, in Calolziocorte, scortato dall’allora candidato al parlamento Michela Vittoria Brambilla) la parte del paese a cui si rivolgeva, si è trasformata in reietti, ingrati, perché non sono in grado di farlo rientrare nelle spese.
Peccato, probabilmente, per rientrare, dopo questo smacco, si cercheranno nuovi aditi finanziari con gli oneri di urbanizzazione e la valle san Martino, diventerà il luogo prediletto per l’accumulo di calcestruzzi, non che non lo sia già. Così la Lega smetterà di stampare i cartelloni con slogan del tipo: Basta Cemento! Oppure: Riprendiamoci la terra dei nostri padri! Perché di terra non ce ne sarà più e tutti saranno stufi di questo pessimo ventennio verde tutto calolziese.

Daniele Vanoli

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