LA SCUOLA RIPARTE. PER ANDARE DOVE?

Docenti precari sul tetto, leggi nel cassetto e risorse sottozero L’estate sta finendo e la scuola fra solo una settimana riaprirà. Riaprirà, sempre ammesso che non esploda un’epidemia di influenza A, come temono il ministro Maroni e i pediatri, o che, come temiamo invece noi, non ci siano i soldi e gli insegnanti per ricominiciare le attività didattiche. Qualche avvisaglia l’abbiamo già avuta, quando quest’estate di fronte all’esponenziale aumento dei rimandati, i corsi di recupero non sono stati avviati in moltissime scuole, o sono stati ridotti ai minimi termini. La riforma della valutazione, definitivamente approvata, ci obbliga ad avere la sufficienza in tutte le materie per essere ammessi all’esame di Stato, ma il ministero continua a tagliare e non c’è un euro per fare prevenzione e recupero dei debiti: più rigore e meno soldi, e alla fine chi paga siamo sempre noi studenti, come dimostra un’indagine recente dei Federconsumatori. Ma vediamo per macroaree quali saranno i primi problemi che ci troveremo ad affrontare con la riapertura delle scuole… LA

“RIFORMA” DELLA VALUTAZIONE

 La riforma della valutazione, definitivamente approvata, ci obbliga ad avere la sufficienza in tutte le materie per essere ammessi all’esame di Stato, ma il ministero continua a tagliare e non c’è un euro per fare prevenzione e recupero dei debiti: più rigore e meno soldi, e alla fine chi paga siamo sempre noi studenti, come dimostra un’indagine recente dei Federconsumatori. Il nuovo regolamento si propone di essere una specie di “testo unico” sulla valutazione. Le novità quindi non sono molte, ma vengono fissate e ordinate le precedenti ordinanze e circolari che riguardavano la valutazione. Si conferma l’uso del voto in condotta in maniera indiscriminata che porta alla bocciatura nel caso di insufficenza, come avevamo descritto nellaggironamento del 13 marzo scorso (vedi qui). La novità più rilevante è senza dubbio la conferma che dal prossimo anno, dopo averci provato quest’anno fallendo, la Gelmini ha ottenuto che per accedere all’esame di stato bisognerà avere la sufficienza in tutte le materie. Inoltre con il regolamento la Gelmini a ripristinato il ruolo degli insegnati di religione nei consigli di classe e il peso del credito dell’ora di religione, che è stato messo in discussione dal TAR del Lazio con la sentenza 7076/09.

LA “RIFORMA” DELLA SECONDARIA

A partire dal prossimo anno le classi prime e seconde si troveranno a dover fronteggiare la “nuova” scuola secondaria superiore. Di nuovo c’è in realtà molto poco a partire dal fatto che rimangono i tre vecchi filoni: i licei, gli isituti tecnici e gli istituti professionali. L’impostazione rimane quella del 1923, mentre diventa più diffcile passare da un percorso all’altro perchè gli orari si differenziano molto, con poche aree comuni, a partire dal biennio. Licei, professionali e tecnici si suddividono in aree di indirizzo e sottoaree: si cambia tutto dicendo che si sta mettendo ordine quando in realtà gli indirizzi rimangono un’infinità. Cadono invece sotto la scure dei tagli le sperimentazioni più famose come il PNI e l’inglese al classico. Calano ovunque le ore: strage nei tecnici con laboratori ridotti del 30%. I professionale a partire dal biennio si confondono progressivamente con la formazione professionale. Presto metteremo a disposizione schede approfnììndite sull’iter e le conseguenze di questa riforma, che altro non è che l’ennesimo taglio mascherato.

I FINANZIAMENTI ALLE SCUOLE

Le scuole denunciano da mesi la mancanza di fondi: le casse sono vuote e si reggono sempre di più sui contributi alle famiglie. Questo fa si che molte scuole non potranno chiudere l’esercizio finanziario del 2009, ma sopratutto che sarà impossibile far partire la programmazione finanziaria per il prossimo anno. Ne risentiranno quindi attività e laboratori, che non potranno essere programmati in tempo per la mancata possbilità di fare previsioni sulle spese. Ne risentiranno di certo le attvitià autogestiti degli studenti, sicuramente le prime a saltare in una situazione di tale incertezza.

I TAGLI AGLI INSEGNANTI

Sono 150000 i posti tagliati da qui a 3 anni previsti dalla legge 133/09, già un terzo sono stati realizzati quest’anno. Mancano all’appello 42000 insegnanti, 10000 bidelli, 3000 amministrativi e 3000 assistenti tecnici. Una vera ecatombe realizzata senza nessun criterio, che penalizzerà la qualità e la continuità della nostra didattica, oltre a lasciare per strada migliaia di lavoratori, tra cui 25000 precari.

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