LA REGRESSIONE A-DEMOCRATICA DELL’ITALIA

La tragedia della scorsa notte nel canale di Sicilia è un pugno nello stomaco alla presunzione di chi ritiene la nostra una società civilizzata.

È ora di smetterla di pensare alla nostra Italia come ad un Paese civile. Nessuna politica sull’immigrazione può arrogarsi il diritto di lasciare morire in mare, al largo delle coste siciliane, 73 persone di nazionalità eritrea dopo avere inflitto loro tre settimane di pene infernali, che noi oggi possiamo soltanto immaginare. Dalle prime testimonianze emerge che dopo una settimana sono finiti i viveri e i migranti hanno cominciato a morire, uno ad uno, in uno stillicidio che non ha mosso a pietà (e giustizia) nessuna delle imbarcazioni incontrate in questa lunga agonia.

Siamo testimoni di un omicidio di innocenti con pochi precedenti e che – bisogna avere il coraggio di dirlo chiaramente – ha mandanti precisi.

Noi ci occupiamo di quelli che muovono i fili della politica italiana: le forze di governo che hanno reso criminale l’irregolarità amministrativa, che hanno imposto con il pacchetto sicurezza un razzismo di Stato inedito, che hanno fatto del respingimento dei migranti alle frontiere con durezza inaudita il fiore all’occhiello della politica italiana nel Mediterraneo.

Ha ragione la Comunità Episcopale Italiana, dalla quale sono giunte ieri parole nette e inequivocabili: la strage dei migranti eritrei è un’offesa all’umanità.

Per tutte queste ragioni è di estrema importanza la campagna lanciata ieri dal nostro giornale contro i festeggiamenti dei patti tra Italia e Libia in calendario a Tripoli il prossimo 30 agosto. Liberazione chiede un sussulto di mobilitazione delle «coscienze oneste»: siamo d’accordo, proviamo a coinvolgere tutta la sinistra, politica e sociale, proviamo a suonare la sveglia al Partito democratico che – anche su questo terreno – ha nel recente passato assunto posizioni in linea con quelle del governo.

Ma attenzione agli epifenomeni eclatanti, che attirano l’attenzione dell’opinione pubblica sui risvolti trucidi e macabri offuscando la sostanza del problema.

Noi dobbiamo iniziare a rivolgerci ad essa, a riflettere su ciò che questi episodi disvelano.

La nostra tesi è che il vero salto di qualità sul terreno della regressione a-democratica il nostro Paese lo abbia segnato, lo stia segnando, nella rottura del grande tabù dell’Italia repubblicana, il mito per mezzo del quale il nostro Paese in tutti questi decenni ha raccontato a se stesso di aver superato il fascismo, anzi di averlo metabolizzato come parentesi estranea rispetto alla progressività di una storia – quella nazionale – che avrebbe invece coinciso con l’affermarsi di libertà e democrazia. È il tabù, ora infranto, del razzismo, dell’istinto gerarchico.

In due estati l’Italia è uscita dall’orbita della democrazia.

L’estate scorsa il pacchetto sicurezza introdusse l’obbligo di schedatura per tutti i rom, indipendentemente dalla propria nazionalità, presenti sul territorio nazionale. Nel frattempo – a dimostrazione che il razzismo di Stato alimenta e si alimenta in una spirale perversa con il razzismo popolare – nelle periferie di Roma e Napoli successe che decine di donne e uomini assalirono con bottiglie molotov e bastoni quattro campi rom.

Quest’anno – come sappiamo – il governo ha superato se stesso, approvando un pacchetto sicurezza semplicemente aberrante. Quanti saranno i ragazzi che, come Fatima (morta suicida nel giorno dell’entrata in vigore del reato di clandestinità), si uccideranno perché «terrorizzati dal pensiero di essere irregolari e di doversi separare dai familiari»? Quanti quelli che verranno estratti a forza dalle proprie case e consegnati alle forze dell’ordine dalle ronde fascistoidi (magari anche da quelle, come le SSS di Massa, che non si accontentano del fascismo e si rifanno esplicitamente nel nome alle unità paramilitari del partito nazionalsocialista tedesco)?

C’è soltanto un modo per affrontare questa profondissima crisi democratica (la cui carica eversiva si rafforza proporzionalmente all’aggravarsi della peggiore crisi economica del secondo dopoguerra): affrontarla con radicalità e senza fare sconti.

I lavoratori dell’Innse hanno avuto ragione di un padrone speculatore e di un consesso di livelli istituzionali cieco e sordo soltanto attraverso la lotta. Lotta di classe, solidarietà tra lavoratori, progettualità, messa in campo di prospettive di autogestione.

Dal razzismo di Stato si esce stando a fianco delle rivolte dei migranti reclusi nei centri di identificazione ed espulsione di Milano, Modena, Torino, Gorizia, Lamezia Terme.

Denunciandolo per quello che è, utilizzando parole all’altezza dello scempio a cui stiamo assistendo. Rimettendo in cima alla nostra agenda politica e sociale la lotta anti-razzista. Solo un Paese civile, libero, solidale può vedere accolte le istanze del movimento dei lavoratori. Senza la congiunzione della lotta dell’Innse (delle mille lotte dell’Innse che ci aspettano in autunno) e delle rivolte dei migranti, non c’è futuro. Né per gli uni, né per gli altri, né, ovviamente – ma questa è la cosa meno importante – per tutti noi.

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15 thoughts on “LA REGRESSIONE A-DEMOCRATICA DELL’ITALIA

  1. Analisi anche corretta, ma come al solito zero soluzioni.
    Chi paga i costi d’integrazione quando mancano i soldi per pagare la cassa integrazione ai cittadini italiani?
    Chi troverà lavoro agli immigrati con un tasso di disocupazione in crescita al 10% nazionale con punte del 20% al sud, e del 35% tra i giovani meridionali delle zone più depresse?
    Vedete di maturare politicamente e di non fermarvi sempre e solo alla fase di critica analitica.

  2. la destra lecco, dimentichi l’inciviltà di questi popoli, che troppo spesso delinquono nel nostro paese, vuoi anche per leggi poco chiare e/o una giustizia che non è al fianco del cittadino. ma questo i rossi non lo sanno perchè loro nelle strade non ci sono, da sempre, non vedono la sofferenza di un popolo stremato e lasciato allo sbando da una società sempre più menefreghista, ma questo a loro non importa, hanno le loro belle sedi, i centri sociali e i soldi delle giunte comunali o dei loro grossi partiti che fino a ieri sono stati finanziati dall’URSS.
    non sanno neanche cos’è il razzismo, giudicano il governo di fascismo, ma alla fine predicano solo grande ignoranza, aiutati dall’uscita sempre più frequente di verità storiche che vedono i loro padri politici accusati di mistificazione storica, vigliaccheria, tradimento e genocidio di interi popoli……stanno con gli immigrati perchè non sanno a cosa e chi aggrapparsi, portandoli nelle loro “manifestazioni” per sembrare numerosi…..

  3. Non mi sembra che nel nostro articolo non vi siano delle proposte o soluzioni: si parla espressamente di forte radicalità della lotta e di messa in campo di un progetto che abbia lo scopo di collegare le lotte dei lavoratori di aziende in difficoltà con le giuste rivendicazioni di diritti fondamentali, oltre che di doveri per i migranti.

    Credo sia importante cambiare totalmente rotta sulla questione immigrazione. L’ipocrita pacchetto sicurezza, entrato in vigore l’8 agosto, che il Nostro Governo ha così fortemente voluto, ha lo scopo di criminalizzare la figura dello straniero e di veicolare contro di esso tutti i dubbi e le paure dell’italiano medio, mentre si fanno rientrare sottotassati i capitali dei ricconi nostrani dai paradisi fiscali esteri, ci sono 18mila precari della scuola a rischio e 73 persone vengono lasciate morire nel Mediterraneo.
    Basta con la legge della paura, è necessario intervenire socialmente, favorendo la politica dell’integrazione e del rispetto dell’altro. Servono vere misure di intervento sociale.
    E’ inutile aggrovigliare ancora di più la normativa italiana.
    Le riforme apportate dal Pacchetto sicurezza non faranno altro che ingolfare ancora di più gli apparati giurisdizionali oltre che creare una vera e propria caccia all’uomo.
    L’introduzione del reato di clandestinità è una gonfiatura giuridica oltre che una vera e propria norma razzista!

    Abbiamo decine di migliaia di persone senza lavoro(italiani e non, che differenza fa?) e ci preoccupiamo dei vu cumprà sulle spiaggie!
    Non credo non vi siano fondi per le casse integrazioni.
    Innanzitutto sarebbe doveroso estendere gli ammortizzatori sociale a tutte le aziende in crisi, piccole e medie, oltre che prolungarne la durata per i lavoratori in difficoltà.
    La questione è che il governo ha deciso di assegnare per questi scopi delle briciole in confronto ai soldi dati alle imprese, alle banche, o utilizzati per “grandi opere”, così definite, spesso inutili e mai terminate.
    Contro disoccupazione, per tutelare chi è rimasto senza lavoro, occorre che si decida di investire molto per chi ha subito una crisi economica dura e violenta sulla sua pelle, senza averla provocata, lavorando per arricchire chi, spesso speculando, ha mostrato la fragilità di un sistema economico in mano al liberismo più sfrenato.
    E se i soldi dello stato non bastassero perchè non dovrebbero pagarla loro la cassaintegrazione? Gli stessi che si sono arrricchiti grazie al lavoro delle lavoratrici e dei lavoratori italiani; anzichè continuare a ricevere aiuti(ultimo la detassazione degli utili reinvestiti) potrebbero anch’essi contribuire nel finanziare gli ammortizzatori sociali di cui il paese necessita.

    Le parole di Casa Pound si commentano da sè.
    Nient’altro che bieca provocazione.

    • FORSE PER QUEI FASCISTI DI NUOVO VESTITI E’ BENE ENTRARE NEL MERITO
      saluti
      paolo

      http://www.esserevento.it/?p=1825
      L’APPORTO ECONOMICO DELL’IMMIGRATO

      I diritti son diritti. Per tutti. E non sarebbe nemmeno il caso di star a discutere. Ma se proprio volete, non lo capite. Mi adeguo al livello. Faccio i conti della serva.

      Una valutazione realistica dell’apporto economico del lavoro extracomunitario è resa complessa dall’assenza di indagini tecniche indipendenti. Proprio la difficoltà nel reperimento delle informazioni apre a posizioni ideologiche infondate.
      Sappiamo però che il totale delle imposte e dei contribuiti dei lavoratori stranieri somma 10 miliardi di euro nel 2007 (dati INPS, banche dati dei lavoratori e redditi lordi). Il che equivale ad una normale finanziaria.

      Il valore aggiunto è invece pari a 122 mld., circa il 10% del PIL (dati Centro Studi Unioncamere, Istituto Guglielmo Tagliacarne.) Solo le imposte sui consumi generano circa 1 mld a vantaggio dell’erario perché il reddito da lavoro degli extracomunitari è mediamente quasi la metà del reddito medio dei lavoratori italiani e quindi viene investito totalmente in consumi. Alle entrate fiscali sui consumi si aggiunge, ovviamente, il beneficio dovuto all’incremento degli stessi che contribuisce alla domanda interna e quindi all’incremento del PIL. Poiché gli immigrati che versano i contributi hanno un’età media di 31 anni contro i 45 degli italiani, ne consegue che i contributi degli extracomunitari pagano le attuali pensioni degli italiani. Questo, presumibilmente, fino alla convergenza delle età medie, momento in cui si raggiungerà l’equità contributiva. Poi, per giunta, molti degli immigrati non raggiungono il minimo dei contributi necessari al trattamento di pensione e pertanto c’è un “benefit” per i conti pensione dell’I.N.P.S. Da molto tempo la popolazione italiana è scaduta dal rapporto aureo 1,5 lavoratori ogni pensionato (attualmente se considerassimo solo i nostrani saremmo 2 pensionati ogni lavoratore) e, pertanto, abbiamo un bisogno disperato di lavoratori extracomunitari che versino contributi all’I.N.P.S.

      La disaggregazione per apporto delle “badanti” non intacca in alcun modo il valore aggregato. Potrebbe però essere interessante disaggregare per categoria se non fosse che i governi domestici non hanno mai istituito una Commissione indipendente. Il che aggrava e ridicolizza ogni politica nei confronti dell’immigrazione perché presa su basi ideologiche e quindi infondate e, di conseguenza, inefficaci, casuali e manipolatorie.

      Per ottenere informazioni riguardo categorie specifiche, è necessario affidarsi al centro Studi di Politica Internazionale.

      Il 21% degli iscritti all’INPS è costituito dai lavoratori domestici a servizio delle famiglie italiane. Il 45,5% delle donne straniere appartengono a questa categoria (INPS Caritas 2009).

      Com’è evidente nel grafico allegato, le domande sono di circa 4/5 volte le quote stabilite fra il 2005 e il 2008. Inoltre, le domande per assistenza familiare costituiscono la totalità delle quote del 2008 per lavoro non stagionale. Ciò significa che è praticamente impossibile regolarizzare un immigrato anche perché la quota del 2008 è servita solo ad assorbire le domande dell’anno precedente. Anche tenendo conto delle richieste fraudolente, è evidente il divario fra la richiesta di questo tipo di assistenza e la quota messa a disposizione dal Governo. Sembra che questa categoria di lavoratrici stia colmando l’atavica assenza di politiche sociali. In altri termini, a meno di non aderire all’aberrante e ridicola proposta dell’articolista della Padania che proporrebbe di caricare di gerle e vanghe anziani non autosufficienti, i fondi che si dovrebbero versare per ottenere un welfare pubblico dignitoso, al momento latitante, sono dirottati verso questa forza lavoro non domestica.

      Una visione corretta delle politiche sociali per l’assistenza coinvolge il lungo periodo. Un’ analisi del Centro Studi di Politica internazionale, CeSPI, rende evidente come le aspettative dei maggiori esperti del settore convergono verso l’aspettativa di un forte incremento della richiesta di assistenza familiare in un orizzonte di 10 anni. Inoltre, la manodopera straniera occuperà posizioni di livello più elevato nella catena del welfare, in particolare Operatori Socia-Assistenziali e Operatori Socio Sanitari diminuendo così l’offerta di assistenza domiciliare.

      In quest’altro grafico in allegato Ancora più preoccupante il divario atteso fra domanda ed offerta di lavoro nel settore.

      Infine in questo grafico allegato. La situazione non potrà che peggiorare nel tempo perché le pensioni tenderanno a diminuire nel prossimo futuro, inducendo quindi l’insostenibilità finanziaria del sistema.

      L’incremento della domanda e il ridotto potere d’acquisto dei nuovi pensionati renderà ancora più urgente la concorrenzialità dell’Italia nei confronti degli altri paesi dell’area euro in questo mercato specifico. Se, infine, si tiene presente la prospettiva di miglioramento delle condizioni economiche dei Paesi dell’Est e la conseguente riduzione dell’offerta, diviene evidente che le politiche da adottare sono esattamente il contrario di ciò che si sta attuando in questa fase politica. In sintesi, da un lato il governo si disinteressa delle politiche sociali a favore dei non autonomi e dall’altro riduce la disponibilità dell’assistenza privata. Pagheranno, in termini di spesa privata e riduzione dell’accesso al lavoro da parte dei familiari che dovranno sostituire il lavoro delle assistenti alla persona, le famiglie che devono confrontarsi con questo problema. In termini di economia aggregata, ovviamente pagheremo tutti.

      È quindi la convinzione nell’essere in buona fede che mi fa schifo del leghista
      figurati la becera ignoranza dei fascisti di nuovo vestiti

  4. Ancora una volta La Destra e Casa Pound, rimasugli di un triste passato che tuttavia, protetto da Governo e Polizia, si sta riesumando, intuendo la grande forza sociale e culturae che i Giovani Comunisti stanno tornando ad essere a Lecco dopo decenni di silenzio, ci provocano in casa nostra, entrano nel nostro blog con l’unico scopo di cercare lo scontro. Noi rispondiamo come sappiamo fare, con la forza delle idee comuniste e della partecipazione politica.
    Se volete dimostrare una forza che non avete, cari neofascisti, fate pure. La forza dei Giovani Comunisti Lecco si vede in piazza, nei movimenti, con i lavoratori e tra gli studenti.

    Nota preventiva: invitiamo i partecipanti al blog a motivare le proprie affermazioni, a non usare questo spazio come vetrina politica e ad evitare di cercare lo scontro con inutili provocazioni.

    Giovani Comunisti Lecco

  5. si vede che siete figli di papà, che i soldi non vi mancano, che (ripeto) per le strade e in mezzo alla gente voi non ci siete, si vede soprattutto che non conoscete il mondo del lavoro, i diritti e i doveri…
    non so cosa c’entrino le dicharazioni di un anarchico, decisamente fuori luogo e ridicole come lui e il suo pensiero.
    ancora una volta confondete, voi tutti che vi dichirate “intelligenti”, polizia/stato/governo con il fascismo, matteteci anche la mafia visto che vi va, oppure le sette sataniche, visto che voi siete tutti santoni.

  6. ma poi, quando siete in piazza che non vi ho mai visti?
    quando noi regaliamo il pane al popolo italiano, voi non ci siete,
    quando manifestiamo solidarietà ai lavoratori del lecchese e non solo, sempre meno rappresentati dai sindacati e sempre più in crisi, voi non ci siete,
    quando ci lamentiamo dei servizi pubblici sempre più vecchi e incompetenti al servizio del cittadino, voi non ci siete,
    quando difendiamo l’ambiente facendo conferenze sull’energia pulita, voi non ci siete,
    noi magari siamo pochi, ma nelle nostre azioni, lotte e conferenze, c’è sempre un numero maggiore di cittadini che partecipano cercando risposte e trovando soluzioni, che da voi non trovano. chissà perchè……….vi consiglio di imparare una sola cosa, EVOLUZIONE, ne avete bisogno, ma solo dopo un bel bagno caldo con tanto sapone…….
    parliamo qui perchè se no dove possiamo confrontarci? almeno qualcuno ci scrive su questo blog…….

    • Io non sono comunista, non posso permettermelo.
      Io non sono di casapound perchè posso permettermelo.

      Ma tra l’anarchico farlocco e il populismo da bassa retorica di casapound poca difefrenza c’è.
      Certo scrivere coem fa GC “..intuendo la grande forza sociale e culturae che i Giovani Comunisti stanno tornando ad essere a Lecco dopo decenni di silenzio” mi sembra un poco baldanzoso e entusiastico però
      stiamo ai fatti e al confronto.

      Il post sull’apporto – indispensdabile – del migrante per la nostra società ed economia, postato poco sopra sono in gardo di inficiarlo o devono fare una conferenza?

      perchè se casapound si vanta di regalare il pane al popolo
      dovrebbe capire che è in prima battuta solo restituzione del maltolto e che è soprattutto ben poca cosa in confronto del pane che gli immigrati danno loro.
      Mica tanto per paradosso, i soldi che spendono per comperare il pane da regalare al popolo casa paound li ha grazie al lavoro anche dei migranti.

      Comunque, se proprio serve, esprimo malinconica solidarietà alla giovane casa pound che si rammarica di non trovare i comunisti.

      • vai a lavorare, almeno 2 anni, poi rifatti sentire……..i comunisti poi, non li trova nessuno, se non nei vostri circoli…..

  7. Magnani…hai stancato..
    detto da un figlio di padrone che noi abbiamo i soldi cos’è?
    un complimento od una provocazione?
    Poi per queste cose basta il blog…
    dille in faccia..senza i tuoi scagnozzi però non so se te la senti…

  8. mi sembra che tempo fa vi abbiamo chiesto noi, cortesemente, di incontrarvi, ma fuori dalla vostra sede, in mezzo alle strade, ma voi forse avete paura, non vi sentite sicuri, perchè sapete che la città vi odia, non è il vostro ambiente, e si è sempre dimostrato così, restate ad osnago, al calduccio delle vostre 4 mura, soli e dimenticati come in tutto il resto d’italia…… se volete incontrarci noi stiamo all’aperto tra la gente a guardare il mondo che tende a marcire, e a lottare perchè cambino le cose……..
    fate ridere, il fatto è che si sa che siete dei falliti, ma purtroppo, irrecuperabili, ed è questo il problema.

  9. Chiedo a tutti i compagni di evitare (non fanno parte della nostra cultura) messaggi di minaccia o comunque violenza verbale.
    Sarebbe poi gradito che i partecipanti al blog si firmassero e si rendessero riconoscibili, non per predisporsi alla faida urbana, ma per onestà e chiarezza nel dibattito.

    Per rispondere ai militanti neofascisti, mi rammarica che abbiano una visione tanto ostile e limitata della nostra organizzazione. A Osnago, peraltro, risiedono solo alcuni dei nostri compagni, e, francamente, non stanno nelle quattro mura domestiche ma partecipano attivamente alla vita del Comune. E’ comunque da sottolineare che la maggioranza dei nostri iscritti e militanti proviene dal lecchese ed è lì che operano ogni giorno, nelle piazze e nelle strade.

    Il Comunismo è un’ideale politico, sociale, economico e filosofico caratterizzato da una nobiltà d’intenti eccezionale; tende alla libertà dell’uomo, all’uguaglianza e alla fratellanza più di ogni altra cosa; spezza le catene della schiavitù capitalista e dell’ignoranza reazionaria clericalfascista; il Comunismo è la sola soluzione possibile, duratura, efficace e reale all’insoddisfazione di questo mondo contemporaneo. Voi, evidentemente, non conoscete il Comunismo, ma la colpa non è vostra: è nostra.
    Col tempo riusciremo a raggiungere le vostre menti e a farvi conoscere i testi del marxismo e del socialismo, e allora non potrete non percepirne la modernità e il grande valore attuale.

    Siete spinti, come noi, dal desiderio di migliorare il presente, non lo metto in dubbio. Tuttavia voi vi affidate alle teorie della borghesia, vi fate strumento di potere della classe dominante, non avete tra i vostri obiettivi l’abbattimento delle classi e delle diseguaglianze. Combattete una guerra dei poveri contro i poveri.
    Noi non possiamo accettare questa prassi politica, per noi è pura violenza manovrata dai governi polizieschi: fascismo.

    La battaglia che noi propugnamo è quella dell’emancipazione della classe lavoratrice, operaia, contadina e artigiana, per il riscatto comunista della società. Tutto ciò è possibile ricreando la coscienza, ormai smarrita, di classe, riteorizzando l’azione rivoluzionaria, ricostruendo la solidarietà tra le classi subalterne.

    W il socialismo e la libertà!

    Marco Nebuloni
    Responsabile Comunicazione Giovani Comunisti Lecco

  10. Sul tema mi permetto di invitare i Giovani Comunisti a partecipare alla giornata del 25 settembre che si terrà a Lecco dal titolo: “Noi non respingiamo”. Andrà dalle 17 alle 21 in piazza XX Settembre, angolo con la Torre Viscontea.
    Alessandro dovrebbe già aver ricevuto il canovaccio di proposta.

    Da lì si vorrebbe poi partire con un tavolo serio e concreto che, a livello provinciale, provi ad articolare proposte ed analisi sullo stato attuale dell’immigrazione a Lecco.

    Per quanto attiene ai fascisti ripuliti e non. Concordo con Nebuloni: mai cedere alle imbecillità dello squadrista di turno. Basta leggere un qualunque commento/conato di Casapound per comprendere la stoffa e la coscienza di simili interlocutori (vd, “stanno con gli immigrati perchè non sanno a cosa e chi aggrapparsi, portandoli nelle loro “manifestazioni” per sembrare numerosi”).

    Ci vediamo il 25 in piazza.
    Duccio Facchini

  11. La parola “osnago” pronunciata dal signor Casapound mi suona malissimo e mi agita non poco… semplicemente vergognati.
    ps. non so, se questo vale come commento inutile cancellatelo, ma dio santo non entravo da parecchio sul blog e tutto questo non me l’aspettavo.
    Saluti

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