AMERICA LATINA LIBRE!!

Il 28 giugno in Argentina, si sono svolte le elezioni di metà mandato, per rinnovare la metà dei deputati alla camera, e due terzi del senato. Dopo una campagna elettorale costruita a colpi di calunnie ed offese, lanciate dai media, e la fomentazione di una paura che si chiama “Chiavizzazione” del paese, le destre, l’Union-PRO hanno dominato lo scenario nazionale imponendosi con il 34% dei voti, nella regione di Gran Buenos Aires, dove vive un terzo della popolazione argentina. Il nuovo volto, spinto da Mauricio Macrì (capo del governo della città di Buenos Aires e segretario del partito Compromiso para el cambio), e da Felipe Solà (Frente Justicialista), si chiama Francisco De Narvaez, deputato dal 2003, eletto proprio nella circoscrizione della capitale, l’imprenditore cinquantacinquenne De Narvaez, è riuscito a battere l’uomo, che nel bene, o nel male, era riuscito a risollevare l’Argentina dopo la crisi del regime fondomonetarista del 2001, Néstor Kirchner (Frente por la Victoria), nonché attuale first man, compagno del presidente Cristina Fernandez, che si è arrestato al 32% delle preferenze.

Nato a Bogotà, in Colombia, bis nipote del presidente che guidò il popolo colombiano dal 1901 al 1904, Francisco De Narvaez, ha anche nel suo patrimonio genetico un po’ di Europa. Infatti, il suo nonno materno Karel Steuer, era Ceco, e risiedeva a Praga, dove gestiva con un socio, un’azienda che produceva giocattoli, Casa Tia, che lavorava fortemente per paesi come la Romania e la Jugoslavia. Nel 1939, con l’inizi della seconda guerra mondale, Steuer iniziò a pensare ad altri mercati dove poter esportare i suoi prodotti, e mise nel mirino il latino america, Colombia e Argentina. Trasferitosi poi a Bogotà, sua figlia Doris, si sposò con un promettente rampollo dell’aristocrazia Colombina Juan Salvador De Narvaez Vargas, impegnato nelle piantagioni di caffè. Francisco De Narvaez Steuer, naque nel 1953. Negli anni ottanta liquidò tutti gli ex soci di suo nonno e divenne l’azionista di maggioranza dell’azienda Casa Tia. Si butta in finanza, e da buon squaletto, divine un forte azionista in varie imprese come: La Rural SA, América TV, il giornale Ámbito Financiero e la radio La Red. Prese parte anche alla fondazione del gruppo D&S, una holding che si occupava di internet e di nuove tecnologie, impresa di cui divenne direttore generale nel 1989. Il passaggio in politica avvenne nel 2003, durante le presidenziali, divenne deputato, e nel 2004 passò a controllare la totalità dell’azienda La Rural SA (SRA, Sociedad Rural Argentina, una statalizzata che raccoglieva i maggiori latifondisti del paese). Diviene così grande amico di Eduardo Buzzi, il presidente della Federacion Agraria Argentina (FAA), ed insieme, proprio nel 2009, iniziarono una campagna diffamatoria, nei confronti di Cristina Fernandez, il presidente eletto nel 2007 anche grazie ai voti di quella sinistra, che credeva nel progetto della consorte di Néstor Kirchner, di aumentare le tasse sulle rendite agricole, per costruire scuole, ospedali e distribuire equamente il reddito in un paese scorretto. Purtroppo le cinque emittenti televisive di proprietà della famiglia De Narvaez, sono riuscite nel loro intento… Ma anche l’imprenditore del partito giustizialista, ha qualche scheletro nell’armadio. Infatti nel 2006, da un cellulare registrato a suo nome, partì una telefonata al narcotrafficante Mario Segovia (il re della Efedrina). Il giudice Federico Faggionato Marquez, citò Francisco De Narvaez, per la sua presunta vincolazione con la “Rota de la efedrina”. Il direttore della campagna elettorale del candidato (Gustavo Ferrari), dichiarò che si trattava di un’operazione politica. De Narvaez, utilizzò i suoi privilegi da deputato, e non si presentò a deporre, presentò così un’accusa al giudice di imparzialità. Accusa che venne successivamente scartata dal magistrato. Dopo aver vinto le elezioni, lo scorso 2 luglio, Francisco si è presentato a deporre. Davanti alla giustizia, ha assicurato che voleva deporre il prima possibile, e che era a completa disposizione della stessa. Una volta interrogato, ha risposto che il telefono, effettivamente, apparteneva alla sua “flotta personale”, ma che non ha nessuna relazione con la causa in questione.

Nella sconfitta più totale, o nella vittoria più totale del Peronismo, (perché in Argentina tutto arriva dal quel movimento), la speranza è insita nella regione di Gran Buenos Aires, dove, con il 24% delle preferenze, diventa la terza forza un partito di sinistra, Proyecto Sur, capitanato dal regista, da anni impegnato nel sociale, Pino Solanas. Organizzazione che negli ultimi mesi di campagna elettorale, è riuscita con cinque semplici punti programmatici (www.proyecto-sur.org/causas.html), e con l’appoggio di tutti i movimenti per i diritti umani, per l’uguaglianza e per la dignità sociale argentini (Tren para todos http://www.trenparatodos.com.ar; Agencia de noticias pelota de trapo http://www.pelotadetrapo.org.ar/agencia/; Campana paren de fumigar http://www.grr.org.ar/campanapdf/; la Dueda extrema Mata http://200.58.120.249/aldorso.com.ar/especiales/La%20deuda%20externa%20mata/pagina1.htm; M.O.R.E.N.O. movimiento por la recuperacion de la energia nacional orientadora http://www.info-moreno.com.ar/; Protecion Glaciales http://proteccionglaciares.com.ar/inicio/) a candidarsi, a baluardo della coscienza critica del paese. Non distruggiamo questo miraggio.

Daniele Vanoli

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