LE IPOCRISIE DEL PD(L)

Due pensieri. In un clima politico sempre meno democratico e plurale, dove è rimasto solo un unico modo di interpretare e raccontare i fatti, dove la diversità di vedute si è sostituita in una verità assoluta. E sacrilego chi discorda da questo pensiero unico.

Non sto parlando soltanto dell’impero mediatico di Silvio Berlusconi, affianco a lui molte altre persone, una grande forza politica che dovrebbe contrastarlo, fa di tutto per escludere modi di far politica e di pensare diversi da quello che dovrebbe rappresentare il bipartitismo all’Italiana (Veltrusconi penso abbia insegnato).

Volevo solo fare una breve riflessione su due questioni attuali.Pochi giorni fa vi è stato il terremoto in Abruzzo. Distruzione, morti ed una ricostruzione onerosa.L’idea sembra piena di bontà: in vista dell’elezioni, accorpare il referendum con le elezioni provinciali ed europee in un’unica giornata di voto, per risparmiare 400 milioni di euro.Comportamento farisaico lo definivano i sacri testi, ipocrisia nel linguaggio corrente.Il referendum targato Segni-Guzzetta, personaggi dalla dubbia fama politica, non ha mai avuto molte chance di superare il quorum per poter rendere valida la sua proposta: riforma elettorale fortemente maggioritaria per la lista di maggioranza della coalizione(non più la coalizione stessa).Per intenderci, Pdl o Pd al 30%, come primo partito della coalizione vincente, ottiene il 55% dei seggi in parlamento. Viva la democrazia. Da bipolarismo a bipartitismo,quando sarà necessario un partito unico?Ecco allora i Franceschini, Di Pietro e uomini di Berlusconi di turno:richiamarsi al bene nazionale, al risparmio, farsi una buona pubblicità unità all’annientamento delle altre forze politiche.

E’ strano, infatti, che chi, in questo momento, si erge a paladino delle finanze pubbliche non dica niente in molte altre occasioni dove si potrebbe risparmiare, utilizzando il denaro dei cittadini per il loro interesse: oggi per il terremoto, domani e ieri per lavoratori cassaintegrati e non, pensionati e precari.E’ recente la notizia dell’investimento del governo italiano di 13 miliardi di euro (da dilazionare in 17 anni) per l’acquisto di 151 bombardieri americani F35 (circa 30 volte le spese del referendum). Non si potrebbe tagliare su questi strumenti di guerra che provocano morte e distruzione??Almeno 6 miliardi di euro (15 volte le spese del referendum) , oltre ai già 200 milioni spesi solo per consulenze dal 1976, per il ponte sullo stretto. Esso rappresenta una delle tante “grandi opere”, così vengono chiamate. Mentre i treni dei pendolari e le scuole pubbliche cadono a pezzi si investono ingenti somme di denaro in infrastrutture di dubbia utilità. Allora ecco il ponte, con la Tav ed il Mose. Per il prestigio della nazione? O per accontentare appaltatori spesso disonesti, quando non mafiosi?

Sempre per recuperare risorse c’è chi propone di tassare una tantum(non sia mai!) i redditi alti, sopra i 120.000 euro all’anno. Il PD sarà fiero che la sua timida, modesta proposta venga presa in considerazione.Subito però il no, oltre che di Berlusconi, di Confindustria, l’organizzazione dei padroni del paese che, tramite Emma Marcegaglia, rilancia altri modi per avere a disposizione denaro: ridurre la spesa pubblica. Tagliare, cioè, su uno stato sociale già pessimo: meno soldi alla scuola (pubblica, non sia mai!) alla sanità (pubblica) ed a politiche sociali e di tutela delle fasce meno abbienti. Mai una volta che si inizi da loro!

Non che mi sembri una straordinaria idea tassare una tantum i redditi più alti. Perché ogni tanto?Occorre denaro per la crisi economica (chi l’ha creata?) e per, purtroppo, il terremoto?Perché non cogliere l’occasione ed iniziare, per una volta, un’azione di redistribuzione della ricchezza, cercando di invertire l’aumento di profitti dei pochi ai danni della progressiva diminuzione di salari e pensioni?Non ci vorrebbe molto: sovrattassa fissa sui redditi più alti, con maggiori controlli sull’evasione fiscale, l’armonizzazione con l’Unione Europea delle tassazioni sulle rendite finanziarie (di chi specula, per capirci) al 20% e un adeguamento annuale, in base all’inflazione reale, dei salari e delle pensioni.

Si tratta di scelte. E di correttezza. Politica e morale.Chi rievoca oggi ipocritamente, nel nome di una sinistra moderata, riformista, interclassista(?) quel richiamo all’etica e al senso morale di un certo Enrico Berlinguer faccia solo un favore, lo lasci a noi comunisti.

Ale

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