IL DIRITTO D’ASILO E’ INALIENABILE!!

Nell’Europa della convenzione di Schengen, dove migranti extracomunitari vengono trattati come merci, da cacciare e rinchiudere in centri di permanenza temporanea, c’è chi cerca di impostare una politica differente, quella della solidarietà e del rispetto dei diritti universali dell’uomo.

(Consiglio per chi fosse particolarmente interessato:”I dannati del lavoro”, R.Curcio)

Giusto Catania, eurodeputato di Rifondazione Comunista:

«I richiedenti asilo sono persone vulnerabili che devono beneficiare di condizioni di accoglienza idonee: gli Stati membri non possono porre in stato di detenzione una persona per il solo motivo che si tratta di un richiedente protezione internazionale. In linea di principio, i richiedenti asilo non dovrebbero essere posti in detenzione per via della loro situazione particolarmente vulnerabile».

E’ un passaggio fondamentale contenuto nel rapporto, di cui sono stato relatore, sul futuro del sistema comune di asilo, approvato ieri dal Parlamento europeo (593 voti a favore, 65 contrari e 18 astenuti). Un’iniziativa parlamentare molto importante che sancisce il fatto che l’armonizzazione delle procedure d’asilo, previste entro il 2012, devono essere livellate verso i più alti standard previsti dalle convenzioni internazionali e dalle leggi dei Paesi membri. La creazione di un sistema europeo comune di asilo è un modo concreto per evitare la violazione di un diritto che, troppo spesso, è stato calpestato. Diversi Paesi europei, in questi ultimi anni, non hanno garantito le esigenze dei richiedenti asilo e hanno mortificato il principio di non-respingimento: da Melilla a Lampedusa, da Malta alle Canarie abbiamo assistito ad espulsioni di massa in cui la tutela della protezione umanitaria è stata negata a cittadini che avevano le caratteristiche per presentare la richiesta di asilo politico. Abbiamo assistito, negli ultimi anni, a sistematiche violazioni di diritti dei richiedenti asilo anche nelle modalità di accoglienza: nei centri di detenzione amministrativa, in vari paesi dell’Unione Europea, abbiamo incontrato afghani, iracheni, sudanesi del Darfour trattenuti ingiustamente in strutture disumane e degradanti, in una gestione del diritto d’asilo in assoluta continuità con le politiche repressive sull’immigrazione. Inoltre, nella relazione approvata a Strasburgo, si scrive chiaramente che bisogna porre fine alla disparità esistente tra i paesi europei e pertanto è necessario prevedere un meccanismo di solidarietà per la ripartizione delle richieste d’asilo, evitando che vi siano paesi più accoglienti e altri respingenti. Per fare questo è necessario garantire un elevato livello di protezione, accelerare le procedure di esame delle richieste di asilo, garantire la possibilità di un’abitazione decente e l’immediata immissione nel mercato del lavoro.

Adesso la battaglia si sposta sulla revisione del regolamento di Dublino, la legislazione europea che stabilisce qual è il Paese europeo competente per accogliere la domanda d’asilo. Bisogna garantire il principio di solidarietà tra Paesi membri per evitare di scaricare le prerogative dell’accoglienza solo ai Paesi di primo approdo. Questo elemento è stato, in passato, un alibi per Paesi di frontiere, come Malta e Polonia, che hanno giustificato ingiusti respingimenti di richiedenti asilo con la motivazione di essere oggetto di una pressione migratoria esagerata. Ieri il Parlamento europeo, approvando la relazione, ha sancito un principio fondamentale spesso dimenticato, secondo il quale l’asilo non è una concessione dei governi, ma è un diritto inalienabile di chi fugge dalle guerre e dalle persecuzioni e il cui riconoscimento rappresenta un dovere per i Paesi europei. Questa è la base su cui il Parlamento europeo, che sulla materia è co-legislatore, si è impegnato per avviare, prossimamente, la revisione delle direttive europee sull’asilo. Un buon viatico per costruire un’Europa accogliente.

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