NON TROVO LA MEMORIA

“l’Istria, Fiume e la Dalmazia sono italiane, non slave”
“gli Slavi non hanno cultura”
“la violenza e l’odio sono insite nel DNA degli Slavi”
“non esistono intellettuali slavi né sono mai esistiti”
“la Venezia Giulia è italiana da 2mila anni, gli Slavi non hanno saputo costruirvi una civiltà come fecero i mercanti veneziani”
“gli Slavi fanno guerre tribali tra loro, in comune hanno solo l’odio verso gli Italiani”
“gli Italiani sono fuggiti dalla Venezia Giulia perché non volevano diventare Slavi”

Ho sentito queste orrende parole non a un comizio neofascista, ma nell’Aula Magna della mia scuola da un esule dalmata sfuggito alle foibe.
Non potevo credere alle mie orecchie, sono rimasto esterrefatto, basito, senza parole né pensieri.
Già pochi minuti prima avevo dovuto subire una serie di bordate anticomuniste e le avevo sopportate perché la democrazia implica differenti vedute politiche, anche se tuttavia ci sarebbero dei luoghi più idonei al dibattito ideologico.
Ma ora si trattava di razzismo bell’e buono, di fascismo. Ho avuto la nausea. Non avevo mai pensato di poter sentire certe oscenità dalla bocca di persone adulte, non ragazzacci ignoranti fascisti per comodità. Sono rimasto scosso dai brividi, mi si è accapponata la pelle e solo per poco non mi sono scese le lacrime dagli occhi, assistendo a tanta umiliazione del genere umano. Qualcuno invece ridacchiava e applaudiva.
Il tono prepotente, l’aria spavalda del relatore mi hanno lasciato sconcertato. Sconvolto mi sono girato per cercare lo sguardo confortante dei miei compagni che sapevo essere di sentimento democratico e progressista. Ma non ho trovato il sostegno necessario per poter dar sfogo verbale alla mia indignazione.
Mi sono alzato, quasi inconsciamente, come fosse l’unica cosa naturale da fare. Ho attraversato l’Aula Magna e sono sceso dal corridoio centrale. Giunto davanti al tavolo della presidenza ho guardato negli occhi il tal pessimo personaggio e sono uscito dalla porta principale. Nessuno mi ha seguito, ho atteso da solo fuori sul loggiato che finisse questo agghiacciante comizio.
È davvero arrivata l’ora in cui chi è di animo democratico deve uscire in silenzio e chi professa ideali fascisti può parlare incontrastato dai microfoni di una scuola della Repubblica?

Monza, 09/02/2009
Marco Nebuloni

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8 thoughts on “NON TROVO LA MEMORIA

  1. No, non è il momento del silenzio per i sinceri democratici. E’ vero, il fascismo è alle porte (anzi, forse ci è già entrato in casa), ma noi comunisti siamo forse gli unici che possono e debbono schierarsi a difesa della Repubblica e dell’antifascismo!

  2. ma se propio questa repubblica e la sua costituzione si basa sull’antifascismo!!!!
    solo perchè 4 vigliacchi assassini hanno avuto il potere di scrivere e giudicare, non solo nella costituzione ma anche nella storia……….
    il comunismo si è sempre manifestato con falsi ideali e infatti, in ogni paese dove ci fu e c’è il comunismo si comprende la vostra coerenza, soprattutto nel ricordare le foibe e i gulag, la vostra libertà e il vostro materialismo……lasciamo stare, ce ne sarebbero di cose da aggiungere…….perchè non ti leggi il libro nero del comunismo??? o pens che sia una balla anche quello????????
    ma la vostra democrazia dov’è????????????
    voi dove siete????????????
    ma voi chi siete?????????
    e poi ce la fate?????????????
    leggete un pò di storia e afidatevi a veri valori, anzichè appoggiarvi agli omosessuali per avere più voti e agli immigrati per far vedere la vostra solidarietà-sfruttamento!
    il comunismo è una menzogna basata su menzogne, ed è propio il potere economico-sociale che possiede a manipolare le masse con falsi ideali…….
    ha sempre fallito e fallirà!

  3. no, io non sono un infoibatore né credo nel potere vile del terrore e della violenza spregiudicata.
    tuttavia condanno a piena voce e senza remore ogni minima manifestazione di razzismo, strisicante o, peggio ancora, apertamente dichiarato.
    io sono antifascista, e con onore ricordo coloro che hanno scritto la nostra costituzione: liberali, repubblicani, democristiani, socialisti e comunisti… vale a dire coloro che hanno messo a repentaglio la loro libertà, la sicurezza delle proprie famiglie e la vita, per la giustizia e un futuro migliore in italia, in europa e nel mondo.
    e sono anche comunista, perchè non solo condanno il fascismo e la sua malata ideologia, ma anche il capitalismo economico e culturale, la globalizzazione mercantilista, il militarismo imperialista, il clericalismo nostrano o ogni fondamentalismo religioso, e sopra ogni cosa, aborro qualsiasi forma di umiliazione della dignità umana e costrizione dei diritti di ogni figlio di questa terra.
    ci sono, è vero, pagine tristi nella storia del comunismo applicato alla realtà. chi lo nega? ma proprio da quelle esperienze nasce la nostra volontà di riprovarci sempre e comunque, con la speranza che un mondo migliore è possibile e necessario…
    la differenza tra noi e voi è proprio questa, cari i miei fasciti, che noi rinneghiamo i compagni del passato che hanno male interpretato il messaggio comunista, mentre voi andate fieri degli esempi più abominevoli della violenza di cui l’uomo è stato capace durante la tristemente nota prima metà del novecento.

  4. ma ti senti mentre pensi queste cose???????
    sembra che stai scendendo da un fico secco vero e propio……….
    tu sei propio un ignorante, e non parlare di onore che non sai neanche cosa sia……..
    non sai neanche cos’è la tua ideologia……mi picerebbe incontrarti per descrivetela sul tuo volto……
    fai propio schifo, sei falso come la tua idea………
    poverini quei 100 mln di morti che si contano eseguiti dalla tua ideologia……
    sei ripugnante!

  5. sarò pure ripugnante e avrò pure idee sbagliate, ma perdonami: almeno possiedo un lessico più consono alla natura umana rispetto ai tuoi vuoti insulti….

  6. Attenzione compagno, le nostre non sono idee sbagliate, e soprattutto perché il nostro interlocutore non riesce a opporre altro che insulti e accuse sconnesse

  7. certo compagna, lo so!!!! sono ben convinto di dove stia il male e dove il bene…. usavo ironia per oppormi alla violenza, del resto il silenzio non mi si addice tanto quanto l’insulto….

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