Una piccola riflessione per il nostro futuro..

“Io sono comunista, ma comunista oggi è una parola indicibile, le definizioni comunista, socialista non rimandano più a progetti, a culture, a collocazioni politiche; oggi, per intere generazioni quelle definizioni significano poco, sono una parte rilevante, ma della storia.”

Sono circa queste le parole di Bertinotti, che hanno subito visto grandi reazioni, chi d’accordo con l’ex Presidente della Camera e chi no.: “Io continuo a pensare che la parola comunismo sia evocativa, utile per illustrare il cammino di una lotta secolare, quella per l’uguaglianza e per la libertà” dice Ferrero.

Naturalmente vi sono problemi concreti (che stiamo cercando di affrontare, dalla scuola agli spazi, al lavoro), può sembrare un dibattito inutile, che comporta solo altre divisioni all’interno della schiera di chi si considera ancora comunista, socialista; ma tali questioni le ritrovo nel mio piccolo, quando occorre lavorare su vertenze, o organizzare presidi ed altro. Non concordo con Bertinotti, credo che la parola comunista abbia un valore forte, rappresenti un reale progetto politico di abbattimento delle disugaglianze, di ingiustizia sociale e di tutti quei diversi tipi di sfruttamento che la società capitalista ha provocato, e con il passare del tempo provocherà sempre maggiormente.

Ma come non ammettere che vi è una situazione difficile per cui anche solo dalla dicitura “giovani comunisti” molti ragazzi, perfino di sinistra, rimangono lontani, distanti dalle nostre iniziative e dalle nostre idee.?? Ci battiamo per battaglie più che giuste, ma per avere un seguito non si può sottolineare il nostro “essere comunisti”, perchè si dice “allontana alcuni giovani, neanche ti leggono il volantino”…

Son sempre stato e sono tutt’ora convinto che le distanze, la perplessità nei nostri riguardi perchè comunisti le si possano eliminare solo con una politica del “fare”, impegno attivo in mezzo all’altra gente, al loro fianco, dal basso…ma non credo possa  bastare; naturalmente, e fortunatamente, vi sono tante persone, anche non comuniste, che si rivedono in un progetto anticapitalista, contro il patriarcato, antirazzista, e son più che felice di poter allargare tutte le vertenze anche a  loro,sia nel qui a Lecco che in Italia, perchè solo collaborando si può pensare di conquistare piccole vittorie…

Ma il problema per me resta…voi che ne dite??

Ale

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8 thoughts on “Una piccola riflessione per il nostro futuro..

  1. che dico..
    ..dico che dobbiamo distinguere tra forma e contenuto.
    Se dentro di noi siamo comunisti lo siamo anche fuori.
    Ciò premesso, a livello di public relations, contro Stalin possiamo ben poco. Se “l’informazione” da decenni passa quest’idea di comunismo, non riusciremo a vincerla, a cancellarla. Dobbiamo farci i conti, smettere di logorarci con discussioni sulla forma (non so perchè mi viene in mente Marco..e mi fa anche già male la testa) e continuare a riempirla di contenuto, del nostro contenuto, di noi.
    Questa “visione pratica” vorrebbe anche far piazza pulita degli strumentalismi. Sappiamo bene che il nostro partito ne è strapieno. Sappiamo bene che, come alcuni preti (e/o papi) sono i maggior sabotatori di dio, alcune Compagni si fanno garanti del ComunismoDuro&Puro al solo fin di schiacciare altri Compagni.
    Questa è merda.
    Che io ti chiami Compagno invece ke AmicoFratelloCiccipucci è secondario al fatto che io ti tratti da Compagno. Se condividiamo qualcosa di forte, se è un Sogno ad unirci, se lottiamo insieme allora siamo compagni. Lo siamo e non abbiamo bisogno di una parola: bastano gli sguardi, la presenza, l’attenzione.
    ..frequento l’università con un sacco di gente e l’unica ke pur conoscendomi non mi saluta, è iscritta al PRC come me (e lo sa). E’ mia compagna? no. E’ Comunista?

  2. Ciao, passo di qui per caso ma volevo dire qualcosa in merito a quello che hai scritto..
    Secondo me c’è bisogno di non dichiararsi comunisti o fascisti, di destra o di sinistra, c’è bisogno di onestà intellettuale, di essere critici e costruttivi, di tirare fuori idee nuove e non cercare di incastrarsi in quelle di un determinato partito. c’è bisogno di essere sinceri ed ammettere quando qualcun altro ha un’idea migliore della nostra anke se non appartiene allo schieramento politico per cui simpatizziamo. c’è bisogno di persone che non fanno l’interesse di una sola classe, ma che cercano di mediare e di dare quello che è giusto a chi se lo merita. Se le idee che si hanno sono buone, cosa importa che vengano etichettate comuniste o fasciste? Se l’importante è discutere perchè non si può fare un benedetto incontro imparziale senza specificare di che partito è chi lo organizza? E’ davvero così importante? O forse sarebbe meglio rinunciare ogni tanto a identificarsi con il proprio partito in nome di un confronto davvero costruttivo e senza pregiudizi da nessuna parte?

  3. grazie per l’attenzione Ilaria, le tue tesi non sono affatto errate però vorrei fare due considerazioni, dispiaciuto del fatto che, senza conoscerci(anche solo di persona), trai conclusioni affrettate sul nostro rapporto(??) con il partito o su ciò che noi intendiamo per politica;

    come giovani comunisti è più di un mese che stiamo organizzando assemblee e mobilitazioni con altri ragazzi per la questione gelmini; siamo circa una quarantina di studenti-universitari(naturalmente, e fortunatamente, la composizione è varia) e l’ultima cosa che è stata fatta è quella di etichettare le iniziative con il nostro nome o, peggio ancora, del nostro partito.. E’ questo che noi intendiamo per politica, creare partecipazione, incontrarsi, discutere e lottare con passione insieme a tanti altri(a cosa serve poi un simbolo o altro??perfettamente d’accordo con te).
    Se intendi l’ultima assemblea svolta in bps chiunque era invitato a partecipare e ad esporre le proprie opinioni, è stata l unica iniziativa organizzata solo da noi gc e si è deciso all’ultimo, solo per informazione, di firmarla; eravamo circa un centinaio di persone e vi sono state posizioni e visioni differenti (penso sia solo un bene questo).

    Il problema però è: ci sono partiti, schieramenti (dal PD a tutta la destra) che credono che la scuola pubblica debba essere “sacrificata” in nome del mercato, perchè essa è un costo, senza nessun ritorno economico.
    Come si può accettare questo? Come si può “mediare” con chi afferma che è corretto che vi siano partecipazioni private nelle scuola statali, che è corretto lasciare a casa 130 000 lavoratori o diminuire pesantemente le ore di lezioni con il solo scopo di diminuire la qualità delle NOSTRE scuole?

    Riguardo all’obbedienza partitica ti invito realmente a conoscerci o infromarti su ciò che facciamo e su quanto siamo “dipendenti” dal nostro partito; penso di poter affermare che FORTUNATAMENTE siamo una delle poche(se non l’unica)organizzazione giovanile totalmente autonoma e ritengo ciò una cosa positiva. (certo a parole non ha molto peso la questione, ma torna con il discorso del conoscerci)

    per quanto riguarda la mediazione in teoria avresti ragione, perchè non cè cosa migliore di trovare posizioni comuni con altre persone, riuscire ad accontentare tutti;ma penso tu lo sappia meglio di me che la mediazione a volte non è possibile, su valori come l’antifascismo, la giustizia sociale, il rispetto delle diversità non credo sia possibile “barattare” le questioni; un altro esempio:sul lavoro la contrattazione dei sindacati con COnfindustria di questi ultimi anni ha contribuito solo a far perdere alcuni diritti conquistati in passato, perchè, è naturale, quando si media, chi ha potere, economico, politico, mediatico, ha sempre la meglio.

    Ale

  4. domanda:
    perchè se quello di cui si discute in un’assemblea è interessante, una questione importante e altro, Ilaria la devi bollare negativa perchè organizzata dai giovani comunisti??
    Quando si organizzano incontri è naturale firmare chi l’ ha fatto, no?

  5. Allora, come sempre quando ci si confronta e si discute in internet si fraintende il tono o le intenzioni di chi scrive.
    Per rispondere a Baldu, io non ho bollato proprio niente come negativo, anzi!credo che sia una buona cosa trovarsi, discutere, confrontarsi se l’argomento è valido. La questione era però che certe persone stanno lontane dalle iniziative proprio perchè le si firma giovani comunisti, e quello che volevo dire era che chi organizza potrebbe firmarsi col suo nome invece che con quello di un partito o schieramento politico, in modo che venga sottolineato il fatto che si voglia discutere indipendentemente dalle proprie simpatie politiche, solo come ragazzi che si vogliono confrontare, che vogliono capire. Perchè credo che un buona posizione, una buona idea venga dal tentare di vedere un argomento da tutte le angolazioni possibili, cosa che a parer mio viene resa molto più difficile organizzando la cosa come “comunisti” o “fascisti” invece che come Ilaria, Baldu e via così. Ma anche perchè io personalmente se mi trovo davanti due volantini, uno firmato azione giovani e uno gcl che mi propongono una discussione sullo stesso argomento, credo andrei al secondo e non al primo, mentre se me ne trovo davanti due, uno firmato pinco e uno pallino, dico bom vado a tutte e due o a quello che, cosa ne so, mi è più comodo come orario. Poi forse sono io che sbaglio eh, ma credo che come me ragionino in tanti. E allora io dico, forse se parliamo semplicemente da persone invece che come membri di un gruppo politico, non è più facile confrontarsi senza preconcetti?Cosa cambia in fin dei conti?
    Passando a quello che invece ha scritto Ale, hai ragione io vi conosco poco, ma non volevo trarre conclusioni affrettate ne giudicare, davvero. Il mio era un discorso generale, non rivolto a voi come gruppo, sono riflessioni che è un po’ che mi frullano in mente vedendo come gira l’Italia ultimamente. Le ho postate qui perchè l’argomento era definirsi comunisti, e volevo semplicemente esprimere quello che penso, e cioè che comunista è una parola che richiama un sacco di cose, come ricordava rossana ad esempio stalin, ma anche la lotta partigiana, il partito italiano, per molti anche Cuba o la Cina..insomma, tante cose molto diverse che spesso poco hanno a che fare con la nostra realtà oggi o creano un idea che precisa, magari non vera, nelle menti di chi legge, vede, ascolta. E quindi perchè non evitare di definirsi, è davvero così importante, tanto più se si è autonomi rispetto al partito?
    Passando a quello che hai scritto sulla riforma Gelmini, sono perfettamente d’accordo con te. Ovviamente ci sono campi in cui è possibile mediare e altri, come dicevi tu, in cui no. L’istruzione è uno di questi ultimi e parlo da studentessa universitaria che vedrà tagliati, tanto per fare un esempio, gran parte degli esercitatori madrelingua ( a parer mio indispensabili e non sostituibili), da figlia che ha avuto una mamma che lavorava a tempo pieno e quindi capisce l’importanza ad esempio dei rientri pomeridiani per i bambini delle elementari e così via..
    Tornando a noi, quando parlo di mediazione non intendo un semplice baratto, un dare il contentino…è un considerare e capire a fondo ogni punto di vista, le sue ragioni i suoi perchè, in modo da avvicinarsi il più possibile a un punto di incontro, se fosse possibile, grazie al quale ogni parte venga trattata con onestà. Capisco che è tanta teoria e che forse è poco applicabile a casi precisi e concreti, xò dico solo che è così che dovrebbero andare le cose. You may say I’m a dreamer..

    Spero comunque di essermi spiegata un po’ meglio 🙂

  6. Ciao Ale, ti dico la mia da esterno al Partito Della Rifondazione Comunista.
    Faccio una piccola introduzione su bertinotti e il prc. Bertinotti è un socialista (lombardiano lui dice), comunista penso non lo sia mai stato. con le sue ultime pozioni totalmente pacifiste (quindi non -marxiste) penso che si sia definitivamente allontanato dal comunismo e dalla sua storia (ricordiamoci che bertinotti entrò nel PCI attraverso il PSIUP). Sono poi contento che abbia vinto Ferrero e la maggioranza che lo sostiene (seppur eterogenea): un chiaro NO a chi voleva superare il partito verso il suicidio della “sinistra diffusa”, bastonata alle elezioni: Come si è visto, non esiste spazio politico tra comunisti e PD.
    Tornando alla tua domanda, personalmente penso che la parola comunismo sia tutt’altro che incibile, ma attualissima. La crisi finanziaria attuale e la recessione che avanza sono un’ulteriore conferma dell’attualità del comunismo. Comunismo, cioè? Cioè Marxismo, semplice (ma non scontato). Penso che tornare a conoscere e rileggere Marx (non che i comunisti abbiano bisogna di “tornare” a rileggerlo) sia giusto e attuale. Fai te che in Germania hanno appena triplicato le vendite de “Il Capitale”! Alla faccia di chi dice che è inattuale e che non susciti interesse tra la gente!
    La storia novecentesca del comunismo, del socialismo reale, ci arriva oggi, a noi, dopo essere passata sotto la propaganda del pensiero unico attuale, quello della “mano invisibile del mercato che tutto regola”. Ecco perchè oggi in molti cambiano strada se gli parli di comunismo. La cosa buffa, ma che fa molto riflettere, è che la nostalgia del socialismo reale è maggiore negli stati che l’hanno vissuto! Ad esempio da Germania dell’est, dove oggi si assiste al rimpianto della DDR (secondo alcnuni sondaggi, ben il 32% deui tedesci dell’ovest rivuole la DDR e il 52% la giudica positivamente). In quelle zone della Gemania la “Die Linke”, il partito che raccoglie l’ex SED (il partito al potere durante la DDR) e i socialdemocratici di sinistra dell’ovest, raggiunge quasi il 30% dei voti!!!
    come riavvicinare la gente ai comunisti? Parlando loro di lavoro, di lotta al precariato, di chi non arriva a fine mese, di istruzione pubblica, di sanità pubblica. Ad esempio, trovo interessante l’iniziativa di 1 kg di pane a 1 euro portata avanti dal PRC. Un modo per tornare tra la gente “dal basso a sinistra” come ha detto ferrero. Ferrero che vedo molto bene come persona, pacato e capace di parlare alla gente semplice, usando parole normali. Vi ricordate Giordano? Che pena, penso che nemmeno lui capiva ciò che diceva.
    A tutto questo però va accompagnato un’idea di cambiamento, antiliberista e anticapitalista della società, in direzione socialista. Senza nessuna liquidazione del passato, del comunismo, ma appunto, attraverso una sua “riqualifica” come il nome del vostro partito fa intendere.
    A voi giovani comunisti, personalmente non conosco le vostre iniziative, i miei consigli comunque sono quelli di non nascondere il vostro essere comunisti. Bisogna cercare di riconquistare fiducia tra la gente, parlando dei temi che ho citato prima. Lasciate perdere temi come le droghe leggere/pesanti (o meglio, metteteli in secondo piano), cercate di spiegare alla gente le differenze tra i comunisti, i no global e gli “sfattoni” da centro sociale. Questi sono altri motivi per cui la gente vi volta le spalle. In definitiva, secondo me dovete comportarvi più ancora da comunisti, rivendicando e criticando costruttivamente la vostra storia, magari con dibattiti interni. Non rinunciate ai simboli, sono importanti sia politicamente che culturalmente. Spiegate alla gente PERCHE’ siete comunisti, vedrete che vi capiranno.

    PS: com’è la sitazione provinciale del PRC? Com’è la maggioranza?

  7. Secondo me bisognerebbe
    1) Unire tutti i comunisti (non solo il Pdci, ma anche il Pcl, la Sinistra critica ecc..)
    2) Investire sui giovani e sulle lotte al posto di comparire in uno sterile studio televisivo
    3) Dialogare solo con le fazioni dichiaratamente “di Sinistra” del Pd (è inutile dialogare con Rutelli o i TEODEM), il Ps e la Sd; senza mischiarsi e confondersi
    Semplice a dirsi, difficile a farsi

  8. Rock, sono d’accordo al 100% con ciò che dici. La scissione del PDCI dal PRC secopndo me non ha più senso,, ormai le posizioni del due partiti si sono molto avvicinate, soprattutto dopo il cambio di maggioranza. Il PCL di Ferrando, persona che apprezzo molto, mi sembra restio a “rientrare”, dato che ogni volta rimarca le differenze del suo partiti dagli altri partiti comunisti. Staremo a vedere che succederà per le europee, da più parti ho letto che la scissione dei “vendoliani” è alle porte, sicuramente ci sarà se verrà toccato sansonetti, direttore di liberazione. In caso di scissione dei vendoliani e conseguente costituzione, da parte di quest’ultimi+SD+parte del PDCI e parte dei VERDI, della “Sinistra” (soggetto che disapprovo totalmente), penso che PRC e PDCI siano quasi obbligati a riunirsi: nuovo partito, riassorbimento o cos’altro? Questo penso che sia il punto dolente della riunificazione.

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