corteo antifascista GC, 25 aprile a Lecco accanto ai Partigiani!!!

PER UN

25 APRILE

DI LOTTA E ALLEGRIA!!!!

TUTTI GLI ANTIFASCISTI DI LECCO

sono invitati a salutare i nostri PARTIGIANI LECCHESI,  combattenti per la libertà!!!

è importante partecipare numerosi, a questo corteo e non ad altri, per dimostrare vicinanza agli ultimi sopravvissuti della Resistenza… quelle donne e quegli uomini che ancora animano l’ANPI, associazione nazionale partigiani d’italia, e che da soli ancora sono disposti a dare la vita per salvaguardare la nostra Costituzione repubblicana, democratica e antifascista!!!

Per dare continuità alle forze della Sinistra, aderisci alla manifestazione di commemorazione della Liberazione dal nazifascismo.

Per dire NO ancora una volta alla violenza e all’intolleranza delle destre.

Per una sinistra fuori dal Parlamento, non certo fuori dalle piazze, e tra la gente.

DAI VITA ALLE TUE IDEE:

MANIFESTA CON NOI!!!

RITROVO-PARTENZA ORE 9.00 PRESSO LA CHIESA DELLA VITTORIA, P.ZZA MANZONI

Giovani Comunisti/e Federazione Provinciale di Lecco

https://gclecco.wordpress.com/

 

INFO SULL’INIZIATIVA:

ANDREA  3807065449

ALESSANDRO 3382505261

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2 thoughts on “corteo antifascista GC, 25 aprile a Lecco accanto ai Partigiani!!!

  1. HO ABBANDONATO LA MANIFESTAZIONE LECCHESE PER UN IMPEGNO PUBBLICO MONZESE… A ME VERGOGNA ED ONTA… TUTTAVIA VI ABBAGLIO CON LE PAROLE DA ME PRONUNCIATE IN QUEL DI TEODOLINDA…

    “Cari concittadini monzesi,

    Questa mattina vi chiediamo un’attenzione particolare, per ricordare insieme un anniversario importante e fondamentale della nostra comunità: celebriamo infatti la Festa della Liberazione Nazionale.

    Parlo in rappresentanza di tutti gli studenti di Monza, città che negli anni 1943-1945 sacrificò molti giovani combattenti per la libertà e per la giustizia, valori che allora venivano soffocati dalla dittatura nazifascista. Giovani come noi, che come noi amavano il loro Paese, ma che scelsero alla comodità del servilismo, l’asprezza dell’esilio in montagna e la precarietà della guerra partigiana.

    Di quei giovani ci sono rimasti tenui ricordi, il tempo è passato e l’oblio sta calando su quelle vicende, ma noi che amiamo lo studio della Storia, fiduciosi nella funzione educativa del passato, vogliamo ribadire la coscienza antifascista che ancora deve animare la nostra vita quotidiana. Così siamo allarmati da quelle persone che vorrebbe cancellare i fatti della guerra di Liberazione poiché è questo, a nostro avviso, il rischio maggiore che corre la nostra società, quello cioè di dimenticare se stessa.

    Dimenticare o stravolgere il significato della Liberazione significa, di conseguenza, corrompere la natura della nostra Costituzione repubblicana, democratica e antifascista. La Costituzione di cui quest’anno celebriamo il 60° anniversario dall’entrata in vigore e che è ancora moderna nel sancire diritti fondamentali e principi democratici indissolubili. Per questo è necessario sottolineare che non nacque come imposizione dei vincitori sui vinti, ma come atto di libertà degli oppressi contro gli oppressori.

    Una Costituzione che garantisce libertà religiosa, di pensiero e di fede politica, parità dei diritti tra i generi e tra le diverse sessualità, rifiuto della guerra e di ogni discriminazione di natura etnica e culturale, rispetto per la dignità umana e per la libertà di coscienza. Una Costituzione che molti vorrebbero cambiare, ma che noi ricordiamo essere il frutto del sacrificio di sangue dei partigiani morti sulle montagne dove cercarono rifugio, nelle carceri dove furono imprigionati e nei campi dove furono impiccati.

    Il 25 aprile del 1945 Milano veniva liberata dall’azione mirabile delle forze partigiane: una compagine variegata, unita nella comune speranza di libertà e dignità per l’Italia e l’Europa. Dopo il ventennio fascista l’Italia trovava la forza per opporsi all’invasore tedesco e ai collaborazionisti di Salò. Ma nonostante i sacrifici passati siamo ancora costretti a difendere principi e valori che consideravamo assodati, nessuno può permettersi di abbassare la guardia, il passato ce lo insegna e nostro preciso dovere è evitare che tragedie come la dittatura fascista e la guerra mondiale si ripetano. È un compito non facile, caratterizzato da mille ostacoli, ma che riserva i premi più graditi per ogni uomo, pace e giustizia.

    Siamo chiamati a guardare con speranza al futuro, con la consapevolezza che l’eredità importante che i padri ci hanno lasciato, è un ottimo fondamento per costruire un futuro di pace, uguaglianza e libertà, perché la nostra passione per il passato non rimanga sterile ricordo di gloriose imprese, ma sia saggia linea guida per le scelte dell’oggi e del domani, un monito per le giovani generazioni a ricordare con mente libera e con cuore aperto e a trarre insegnamento perenne.

    Ciononostante molti ragazzi nostri coetanei rimangono indifferenti e insensibili a queste commemorazioni, e non percepiscono l’importanza di quei fatti, Resistenza e Liberazione, cui invece devono la possibilità di un’istruzione completa e gratuita, la gioia di vivere in un’Europa di pace, il diritto a non essere penalizzati in nessun campo della vita per questioni religiose, etniche o politiche, e la possibilità di esprimere se stessi in totale libertà, senza un regime oppressore e una mentalità di Stato cui uniformarsi. Il nostro impegno deve essere dunque rivolto all’educazione civica delle nuove generazioni e all’informazione più assidua possibile sulla nostra Costituzione e sulla sua travagliata genesi.

    Ed è per questo che oggi siamo qui con tutto il nostro cuore, ricordando i martiri di Monza e d’Italia, e onorando la memoria dei sopravvissuti, con l’intenzione di essere noi i futuri portavoce di una generazione ormai al crepuscolo che seppe forgiare animi coraggiosi ed eroi della libertà. Siamo qui per ricordare gli oltre 8.000 partigiani della Brianza, i 300 caduti nei campi nazisti e nelle retate fasciste, non abbiamo dimenticato l’opera di Alfonso Casati, Gianni Citterio, Achille Grandi, Giancarlo Puecher, Gianbattista Stucchi, Ettore Reina, Carlo Parravicini, Pierino Erba, Remo Chiusi e Mario Somaschini. E siamo loro grati per averci consegnato un Paese libero e una storia di cui andare fieri.

    Ricordiamo l’opera di lavoratrici e lavoratori, studentesse e studenti, donne e uomini, monache e preti che donarono la loro vita per la nostra vita, che sacrificarono la loro tranquillità per la nostra tranquillità, a loro noi dobbiamo essere profondamente grati, a loro noi dobbiamo rendere gli omaggi più sinceri,

    viva la libertà, viva la Repubblica, viva la Costituzione!”

    V’E’ POI DA DIRE CHE LA STAMPA MODEZINA DEDICO’ ALL’EVENTO LA SEGUENTE PAGINA: http://www.monzalacitta.it/societa/societa/25-aprile-2008-4143.html (NELLE FOTO IO SONO IL SECONDO DA DESTRA, DA SINISTRA COSSUTTA, IL SINDACO E LA MIA CARISSIMA SEGRETARIA YLENIA)

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