alcuni dati sul voto disgiunto…

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7 thoughts on “alcuni dati sul voto disgiunto…

  1. Giovani compagni non demoralizzatevi!!!
    certo che c’è tutto da rifare ed è giunto il momento che alziate la voce a partire dai nostri organi di base del partito… circolo… federazione provinciale… facce nuove al prossimo congresso sempre che vogliate parteciparvi, io non so ancora se lo farò…

  2. Questa sconfitta è dovuta anche ai voti di convenienza e anche alla “bellissima” -.-”legge elettorale su misura per Berlusconi.
    Io ho votato a queste elezioni per la prima volta,e sono un sacco dispiaciuta di non avere rappresentanza.
    Però sono anche contenta perchè ho comunque dato un voto consapevole ed in linea con le mie idee.

  3. credo che l’arcobaleno abbia pagato il rinnovamento, la lealtà al governo precedente ed una campagnia elettorale (giustamente) poco populista.
    tutto questo ha fatto credere a molti che l’arcobaleno fosse una sinistra priva dei suoi significati storici.
    credo invece che questa sarebbe stata una delle migliori sinistre,ma si sa, per riscuotere successo è più facile agire sulla pancia delle persone….quindi contro gli extracomunitari,contro roma,contro i comunisti….
    e la sinistra ha pagato un pò l’aver accantonato la “lotta al padrone” per far spazio ad argomenti decisamente più moderni, personalmente credevo molto in questa sinistra, in futuro dovremo lavorare ancora di più sulla mente delle persone.
    una visione alternativa al sistema è ancora possibile.
    con (molta) stima
    Gigi

  4. la leganord è il vero vincitore di queste elezioni.
    la leganord è anche il partito che, come ci insegna SaverioFerrari [dell’osservatorio sulle nuove destre (c’è il sito, se volete saperne di più)], maggiormente somiglia al partito bandito dalla nostra costituzione.
    la leganord ha, come minimo, duplicato i suoi consensi.
    la leganord viene votata dagli operai (è lampante guardando i risultati di toscana ed emilia romagna)
    la leganord viene votata dai “terroni” (ha preso moltissimi voti nel quartiere Niguarda di Milano, zona abitata in larga parte da “emigranti dal suditalia” )
    [.. ah, la leganord vanta anche un agguerritissimo consigliere comunale (se non assessore) senegalese, in provincia di Bergamo]

    la stravittoria della leganord mi fa pensare che il nostro partito abbia fatto un errore madornale.
    non parlo di rifondazione o sinistrarcobaleno.. (per ammazzarci di seghe mentali sull’appeal della falceemartello avremo tempo poi) ma di precarietà versus ignoranza.
    ecco, secondo me abbiamo sopravvalutato questa cavolo di precarietà. l’abbiamo considerata la chiave per la comprensione del tempo presente, ci siamo voluti innovare dicendo “non è più quella operaia la nostra classe di riferimento: sono i precari”.
    Credo invece che
    primo: dobbiamo dimenticare di poter avere una classe di riferimento. la stravittoria della leganord (votata Urbi et Orbi) ci dice proprio questo.
    secondo: dobbiamo discutere e interrogarci sul significato della parola Precarietà. tra me e me (e pochi intimi) discuto da un po’ e penso che il problema stia “nella nostra incapacità di vivere” o di lottare o di resistere o di accontentarci.
    Quando sono nata io, la fabbrica dove lavoravano i miei era appena fallita e in più hanno deciso che mia mamma non sarebbe più andata a lavorare per stare con me. Quando a mio nonno mancavano due anni per andare in pensione, la fabbrica dove lavorava è fallita. Le ho sapute solo poco fa queste cose; le ho sapute solo quando mi sono azzardata a dire che “la mia generazione, rispetto alla loro, è precaria”. dopo naturalmente mi sono sentita una merda.
    non è che siamo i figli del boom economico? non è che siamo stati cresciuti “col culo nel burro” e adesso l’idea di non poter sapere cosa ci succederà domani ci fa morire di paura e ci fa vivere male ogni attimo?
    non è che abbiamo sbagliato a credere che “la precarietà fosse l’origine dei mali dell’uomo”? altrimenti Perchè
    quasi nessuno ha votato noi? noi, gli unici che si propongono seriamente di cambiare le leggi sui contratti di lavoro. noi, gli unici che propongono seriamente un salario sociale (= dei soldi per il solo motivo che vivi, per consentirti di poterlo fare). noi, supereroi contro la precarietà.

    perchè una parte così enorme degli italiani (la nostra nuova “classe di riferimento :O) ha votato “con la pancia”, in modo egoista , facendo sfoggio e vanto dell’ignoranza ?

    forse abbiam proprio sbagliato “l’analisi”..
    mi fermo qui perchè non mi è ancora benechiarocerto come si possa fare per combattere l’ignoranza dall’interno.. dall’interno di un Paese ma anche dall’interno di ognuno..

  5. concordo sulla tua riflessione,
    ma a mio parere un ottica di sinistra moderna è giusto puntare sulle piaghe del precariato.
    Questo non significa lavoro certo per tutti per sempre.
    La vita non è prevedibile, una ditta può anche andare male e con essa i lavoratori e le proprie famiglie.
    E ne fa le spese anche il datore di lavoro,nel caso delle piccole aziende forse ne fa più lui le spese.
    Ma tuttavia non è corretto che molte aziende assumano un dipendente con delle agevolazioni da parte dello stato e che lo “cambi” con uno nuovo una volta che queste agevolazioni vengono a mancare!
    È giusto far capire che la classe ora non è più divisa tra “colletti bianchi e tute blu” ma è unita dalla famosa forbice sociale.
    Che tu sia in fabbrica o in ufficio te la cavi con 980 euro al mese o 1100 massimo.
    Non si scappa.
    Quindi se consideriamo la forbice sociale che ti limita economicamente rincarando la dose con la precarietà otteniamo il lavoratore perfetto.
    Il lavoratore perfetto (per i padroni) è il lavoratore che ha pochi soldi e che ha sempre bisogno di lavorare,con ogni tipo di contratto.

    La Lega porta avanti una politica sua, io in un certo senso capisco la richiesta di federalismo fiscale, il federalismo fiscale può aiutare parecchio nella gestione dei piccoli problemi di provincia.
    Chiaramente questo non deve essere un federalismo dettato solo dall’egoismo e dalla rivendicazione di origini celtiche…
    Capisco anche la necessità di chiarire il problema della criminalità.
    La sinistra purtroppo non è stata mai abbastanza chiara al sulla posizione presa.
    Forse è il caso di iniziare a dirci cosa significa essere di sinistra per noi.
    Uscendo dai luoghi comuni e dagli stereotipi.
    Provo ad elencare dei miei valori :

    – liberalismo nel campo dei diritti individuali;
    – laicità dello Stato;
    – politica fiscale di vantaggio per chi contribuisce e lotta all’evasione;
    – meritocrazia;
    – politiche economiche sostenibili;
    – promozione di politiche di sviluppo e formazione nei Paesi in via di sviluppo (le frontiere non si possono chiudere o militarizzare, ma rimane un problema generale di sicurezza dei cittadini onesti);
    – istituzioni minori per ed efficenti
    – lotta allo spreco:non ci si può permettere che vangano sprecati i soldi di un contribuente onesto
    – federalismo vero, ma solidale sul piano economico.
    – indipendenza da qualunque paese sia per motivi commerciali che per motivi militari.

    Gg

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