Thyssenkrupp.”Pagherete caro, pagherete tutto”

i GClecco esprimono la loro SOLIDARIETÀ VERSO TUTTE LE VITTIME DEL LAVORO, in particolare per i quattro morti e tre feriti di torino… martiri del lavoro, uccisi dalla sete capitalista dei padroni, perchè ciò non abbia a ripetersi la lotta deve continuare e deve essere dura…

Le Organizzazioni Sindacali
FIM/CISL – FIOM/CGIL – UILM/UIL di Torino
hanno deciso di istituire un fondo di solidarietà a favore delle famiglie dei lavoratori della Thyssenkrup morti e feriti sul lavoro

Invitiamo le lavoratrici e i lavoratori a contribuire con versamenti individuali e collettivi utilizzando le seguenti coordinate bancarie:

UNICREDIT BANCA SPA
VIA XX SETTEMBRE 31 – 10121 TORINO
COD. IBAN:  IT 26 A 02008 01046 000003552505
Intestato a FIM – FIOM – UILM Torino

INDICARE LA CAUSALE:
“Fondo solidarietà Lavoratori Tyssenkrupp”

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9 thoughts on “Thyssenkrupp.”Pagherete caro, pagherete tutto”

  1. Un pò polemicamente vorrei sottolineare come le ingiustizie nel mondo del lavoro noi GC non le scopriamo adesso, visto che il nostro partito rappresenta quella piccola parte di rappresentanza politica che sii impegna per tutelare i lavoratori, dai giovani precari a tutti i lavoratori dipendenti.
    Quello che è successo a Torino rappresenta un’abitudine in questi ultimi anni; e tutto questo non è casuale…

    La popolazione deve essere ben conscia del fatto che queste “morti bianche” sono in realtà degli omicidi, non sono frutto del caso, della sfortuna, ma sono causate da una politica dei padroni (sarò antico ma io li chiamo così) italiani che, pur di avere iul massimo profitto dalla loro attività, sono disposti a tagliare su tutto.
    La nostra classe imprenditrice da diversi anni, grazie alle leggi sempre più permissive, sta cercando di competere a livello globale solo con una continua riduzione dei costi del lavoro, pensando in questo modo di poter essere alla pari con grandi potenze che non basano la loro attività su questo, ma sualla qualità delle merci.
    Perchè non puntano sul made in Italy di buona qualità?
    Perchè questo comporta degli investimenti e i nostri padroni non sono disposti a farli; sono ben felici nel richiedere sempre più fondi peer le loro tasche che, purtroppo, la maggior parte delle volte non sono utilizzate.
    E il nostro governo cosa fa?
    A differenza della morte della povera signora Reggiani il nostro esecutivo non da vita a nessun decreto lampo (1200 morti all’anno non sono un’emergenza?) e, sotto la spinta dell’asse PD-sindacati confederali-Confondustria continua a privilegiare l’impresa rispetto al lavoro, alla sua dignità e tutela.
    Prima l’eliminazione della scala-mobile, poi sempre più flessibilita lavorativa, sia con la precarietà che con turni di 12 ore, poi la detassazione degli straordinari e adesso l’attacco al contratto nazionale…
    Occorre reagire a tutto questo,è fondamentale a mio avviso che la nostra classe lavoratrice ritrovi la compattezza con la quale ha potuto conquistarsi con sangue e sudore diritti fondamentali; i giovani lavoratori devono ritrovare uno spirito di criticità e di interesse verso quello che accade, non si può trascinarsi sul qualunuismo e sull’antipolitica.

    Per concludere rendo pubblico un appello che mi è pervenuto pochi giornio fa, a proposito del fatto che le angherie nel mondo del lavoro se non si cerca di fare qualcosa di realmente concreto, continuano e continueranno..per molto tempo e sempre di più..

    -La comedil, una fabbrica di 50 operai è in sciopero perchè la direzione ha comunicato 5 licenziamentidi altrettanti iterinali.Mandare sms o chiamate di solidarietà al3381999865 a Simone, uno dei 5 licenziati.Presto hanno bisogno della maggiore solidarietà possibile.Far girare più possibile via mail o via sms.

    Vorrei terminare con una provocazione:è il caso, in questo clima acceso e movimentato che il nostro paese sta vivendo, di non avere più una forza politica COMUNISTA, quindi rappresentata dalla falce e martello?
    Ale

  2. ma, guarda..
    a mio avviso non sono nè gli aggettivi nè le immagini, a fare “il monaco” (mi riferisco al famoso Abito del detto)

    Buon Natale, cari miei!

    con affetto sincerissssimo,
    il vostro capo.

  3. non è la veste che fa il monaco, ma un monaco nudo non va da nessuna parte…
    siamo o non siamo il partito dei lavoratori?? sono o non sono la falce e il martello i simboli del lavoro????? e se pure questi risultassero simboli vecchi e inattuali, che almeno ci si ricordi della bandiera rossa….!!! rossa del sangue di chi è morto ieri per la libertà, e di chi muore oggi, ogni giorno, per il salario…
    saluti comunisti,
    nebulus

  4. sono d’accordo sul fatto che appunto perchè dietro la falceemartello si sono nascosti stalin e mao, qualcuno deve cercare di “riabilitarla”, di mostrare apertamente e trasparentemente cosa per noi sia il comunismo, di mostrarci Comunisti attraverso parole e opere..

    l’ho sempre pensata così ma devo comunque ammettere La Fatica che comporta voler parlare insieme alle persone e vederli scappare – pieni di pregiudizi – perchè stai davanti a una falceemartello.
    vedere annullati i tuoi piccoli sforzi perchè degli stronzi “hanno giocato a coprirsi, a nascondersi dietro La tua idea”.

    “non veniamo dal nulla” e quindi è quantomeno ingrato non tributare il giusto rispetto all’idea che ci muove, solo che
    non dobbiamo permettere che la difesa delL’ABITO ci impedisca L’AZIONE

  5. hai assolutamente ragione, cara rox, sui pregiudizi legati al simbolo della falce e martello che molte volte vengono legati a persone come Stalin o Pol Pot..
    degli stronzi “hanno giocato a coprirsi, a nascondersi dietro La tua idea”…penso che riassume benissimo la nostra posizione…

    ma, rappresentati dalla falce e martello, e ispirati ad idee di uguaglianza, giustizia e libertà si sono battuti centinaia di migliaia di partigiani contro il nazifascismo e milioni di operai contro gli abusi e i soprusi nelle fabbriche…
    Sono queste persone che noi Giovani Comunisti dobbiamo ricordare e far rivivere a tutti i giovani e a chi, magari anche per ignoranza o superficialità, lega la falce ed il martello solo all’ex URSS…

    Come hai ricordato, solo con l’agire concreto ed insistente possiamo mostrare chi realmente sono e cosa vogliono i comunisti in Italia nel 2007…
    solo stando quotidianamente dalla parte dei lavoratori e dei migranti, degli esclusi e degli emarginati possiamo dirci e mostrarci orgogliosamente COMUNISTI….(lo so saranno frasi fatte ma la penso così)…

    Per il simbolo del partito credo non basti la bandiera rossa, anche perchè era rossa anche quella dei DS e sinceramente…..tutti sappiamo che partito erano…
    Credo che l’eliminazione della falce e martello dal simbolo, oltre per il discorso precedente sulle idee ed i valori , possa, se vogliamo ragionare anche concretamente, portare ad una diminuizione della percentuale del partito;
    questo perchè nella storia è sempre stato provato che una fusione fra due partiti non porta mai ad avere un nuovo partito con percentuali elettorali sommate fra i due fusi; ma anche perchè molte persone potrebbero abbandonare questo progetto della sinistra se non più rappresentate da quel simbolo, e potrebbero andare perse, non so, o da Ferrando e contare lo 0,3% o in qualche gruppo radicale senza nessuna possibilità di pesare nella vita politica del paese…

    Ale

  6. ed è per questo che bisogna tornare a non vergognarsi di marx e del manifesto comunista, tornare a cantare a gran voce l’internazionale dei lavoratori, scendere in piazza per il popolo proletario, operaio, migrante, studentesco o socialmente discriminato, perchè noi siamo COMUNISTI, orgogliosi di credere ciecamente in un mondo migliore, governato non da un ceto ipocrita e arrivista, ma da coloro che lavorano ogni giorno per il successo dell’umanità… e per questo non possiamo accettare certi infimi compromessi socialdemocratici, figli di una borghesia sempre ugualmente legata ai vincoli di vaticano e confindustria, quando addirittura non direttamente alle direttive americane, vincoli che hanno portato i ds alla scomparsa e che stanno guidando i dirigenti della sinistra verso la disfatta…
    perchè chi combatte fino alla fine per un ideale è martire ed eroe per la posterità, ma chi osa vergognarsi del suo passato e ripudia la sua bandiera è destinato a fare la vita del vile e ad essere trattato da tutti in tal maniera…
    e io ho una lacerante paura che ci toccherà fare la vita dei vili, se le cose andranno avanti di questo passo…
    ma dove vogliamo andare? chi stiamo prendendo in giro? è questa l’alternativa alla socialdemocrazia cattolica e alle destre berlusconiane? compagni, secondo me ferrando ha ragione da vendere…

  7. colleghiamo i due post.
    questo e quello della sinistraunita.
    davide ci ha invitati all’assemblea della sinistra nostrana
    che si terrà sabato 26 gennaio. anch’io come molti di voi, vado a scuola (a lavorare :O) indi potremmo comunque andarci nel primissimo pomeriggio.
    mi sembra il luogo propizio per continuare la discussione e anche per darle “vita”.

    marki se non ci sei mando la ex-coordinatrice della SG a prenderti a casa.

  8. Comedil: cronaca e riflessioni su una lotta contro la precarietà
    (31 dicembre 2007)

    Cusano Milanino (MI) – Il 21 dicembre scorso uno sciopero spontaneo, con blocco delle merci, ha bloccato per tutto il giorno la Comedil, azienda che produce gru per cantieri. La motivazione: la mancata assunzione di 5 lavoratori “interinali”. I circa 60 operai che hanno incrociato le braccia per difendere i loro 5 compagni licenziati sono stati un significativo messaggio di solidarietà di classe e di compattezza che va anche in parziale controtendenza con il contesto dominante, dove spesso le aziende utilizzano personale somministrato, o in appalto, o immigrato, non solo per incassare maggiori profitti, ma anche per dividere il fronte operaio. In queste righe vogliamo brevemente ricostruire quella bella giornata di lotta e fare qualche riflessione.

    Premessa
    La Comedil è una società del gruppo statunitense Terex, con sede a Westport, nel Connecticut. Società quotata alla borsa di New York, la Terex è in continua ascesa: una azione vale oggi circa 66 euro e sono continue le acquisizioni internazionali (l’ultima in India). In Italia gli stabilimenti sono due: oltre quello di Cusano, l’altro, che funge anche da sede centrale è quello di Fontanafredda (Pordenone). Attraverso la Terex Financial Services, la multinazionale USA si occupa anche di finanziamenti e di leasing per l’acquisto delle gru e dei macchinari prodotti. Insomma un vero gigante del capitalismo finanziario e produttivo. Eppure questo gigante pare non possa permettersi di assumere 5 operai dello stabilimento di Cusano. Peccato che all’inizio le promesse erano d’altro tipo: i 5 operai sono stati assunti in momenti diversi: il primo lavorava dalla fine di marzo, altri due dal 28 di agosto e gli ultimi 2 da ottobre. Alcuni di loro si sono licenziati da contratti a tempo indeterminato in altre aziende (magari più lontane da case e che offrivano, apparentemente, minori garanzie), a tutti il responsabile del personale, Marchetto, aveva fatto le stesse promesse: un mese di prova iniziale da interinali, poi altri 6 mesi con l’agenzia (Adecco) e 6 a tempo determinato; alla fine, assunzione a tempo indeterminato. Anche le mansioni erano diverse: un operaio era alla verniciatura, un altro mulettista, un cablatore della parte elettrica delle gru e due alla linea di produzione. Qualche piccola avvisaglia gli operai l’avevano avuta quando, dopo il periodo di prova, erano stati rinnovati come interinali per 3 o 2 mesi, ma il “bello” doveva ancora venire…

    I fatti
    La mattina del 20 dicembre, alle 8.00, si presenta un delegato della Fiom che “ufficiosamente” comunica a tutti la notizia del licenziamento dei 5 compagni di lavoro. Lui, come tutta la RSU, ne era venuto al corrente il giorno prima, quando, dopo aver siglato l’accordo sul contratto integrativo, alla domanda dei delegati sul futuro dei 5 precari, l’azienda rispondeva che non avrebbe confermato nessuno. La rabbia è generale, mista alla delusione e alla commozione per la sorte dei propri colleghi, sia da parte degli operai sia dei capi. Di fronte al tentativo di alcuni dei 5 di puntare diritti sull’ufficio del personale, uno dei delegati li invita ad attendere la comunicazione ufficiale del responsabile per poi dare “inizio alle danze”. Nel frattempo arriva Marchetto che comunica ufficialmente la notizia, negando spudoratamente quanto aveva garantito in agosto. Ma la fabbrica si è già fermata spontaneamente, con la sola iniziale eccezione di un magazziniere ruffiano che però viene quasi subito ridotto a più miti consigli. Vengono bloccati tutti i bilici in entrata verso la fabbrica, addirittura neanche il postino è riuscito ad entrare. Gli operai si concentrano nel piazzale e poco dopo arriva la notizia della presenza di Balzarini, l’ingegnere responsabile della Comedil a Milano. Un primo precario fa da “apripista” verso il suo ufficio. Anche Balzarini risponde “picche” al primo operaio, aggiungendo anche una notevole dose di ciniscmo, quando afferma che la comunicazione del mancato rinnovo non poteva essere data 15 giorni prima, perchè altrimenti la manodopera non avrebbero reso sul lavoro! A questo punto parte l’irruzione di tutti gli altri (interinali e anche qualche capo), che intimano l’assunzione a tutti. Di fronte ai rischi di un linciaggio, i due capi, nonostante sostengano in tutto e per tutto la fermata, ritengono sia meglio far uscire i compagni interinali e il presidio torna nel piazzale, dove nel frattempo arrivavano altri delegati e delegate di aziende metalmeccaniche della zona del sestese (Marcegaglia, Siemens, ecc.), compagni della FLMU-CUB (che avrebbero svolto anche un prezioso lavoro di comunicazione agli organi di stampa), mentre i funzionari della Fiom e della Camera del Lavoro sarebbero arrivati nel pomeriggio, con il consueto ritardo che contraddistingue ormai il loro porsi rispetto alle lotte dei lavoratori. Giungeva trafelata anche la responsabile della sede Adecco di Cinisello che prima minacciava un licenziato di denunciarlo ai carabinieri (perchè faceva “perdere l’immagine” alla sua azienda), poi sciorinava la sua filosofia da quattro soldi (“una promessa è una promessa, ma è ciò che viene scritto su carta che conta”), preoccupata più di non perdere i suoi lauti affari con la Comedil che del futuro di questi operai, sulla cui pelle ha speculato fino alla fine. Comunque, alla fine la fabbrica non ha piu’ ripreso la produzione. La Fiom ha fatto un comunicato che però attacherà in bacheca aziendale il 7/1!!!!!!!!!!!
    Nel pomeriggio si svolge una riunione in videoconferenza fra la direzione dello stabilimento di Cusano, i delegati RSU e la direzione centrale Terex negli USA. Alla fine, i delegti si recano dagli scioperanti per riportare le motivazioni aziendali dei licenziamenti: “assenza di mercato” dovuta al fatto che da dicembre a marzo i cantieri sono fermi; ma questo succede tutti gli anni. La motivazione risulta invece più chiara se messa in relazione a quanto era stato detto 20 giorni prima dagli stessi emissari USA che erano venuti a Cusano dichiarando pomposamente che dal 1° gennaio 2008 avrebbero instaurato il modello toyotista, basato sull’utilizzo delle (poche)risorse disponibili nel modo più produttivo possibile, con l’obiettivo di incrementare drasticamente la produttività della fabbrica. E infatti, (guarda caso) è previsto il raddoppio della produttività (dalle 600 alle 1200 gru circa l’anno), aumento dei ritmi, diminuzione delle pause. Il tutto, a detta dell’azienda, “a misura d’uomo” (la misura d’uomo già sperimentata alla Thyssenkrupp?).
    Il 9 gennaio si svolgerà l’incontro con l’azienda, dove i delegati si sono impegnati a mettere di nuovo sul piatto la riassunzione dei 5 compagni, comunque determinati a resistere, sia sul piano della lotta che su quello sindacale e legale, trovando l’appoggio di molti delegati e lavoratori delle fabbriche della zona di Sesto San Giovanni e di Milano (tantissime sono state le mail e gli sms di solidarietà arrivati), e di alcune forze del sindacalismo di base, ma anche l’immobilismo dei burocrati fiommini, che si sono limitati a redigere un comunicato che però verrà affisso in bacheca… il 7 gennaio!

    Riflessioni conclusive
    La lotta degli operai della Comedil di Cusano rappresenta una significativa esperienza, per quanto parziale e limitata nel territorio, di lotta alla precarietà, sia sul terreno della lotta sindacale, sia su quello della politica. Sul piano sindacale, i lavoratori hanno dimostrato di aver compreso il preciso nesso che c’è fra la precarietà dei giovani operai e l’aumento dello sfruttamento per i più “anziani”, nel nome della produttività e della redditività del capitale. Il profitto è l’anello che congiunge generazioni e figure contrattuali e le ricompone in un unico fronte di lotta. Sul piano politico, gli operai della Comedil hanno dimostrato in quella giornata che è possibile invertire i rapporti di forza col, padrone, che risieda a Milano o nel Connecticut, uscendo dalla rassegnazione e dal fatalismo che spesso ormai connota le vertenze sindacali, organizzandosi in maniera autonoma senza aspettare “pappe pronte” da chicchessìa. E questo è stato possibile anche dall’incontro fra i delegati sindacali combattivi presenti nella fabbrica e questi giovani che hanno in genere lavorato sempre per integrarsi coi loro colleghi “fissi” e sviluppando con loro in questi mesi un confronto e un dibattito serrato sulle loro condizioni e sulle necessità della lotta. Certo, una sana dose di realismo deve farci tenere alta l’attenzione sulla necessità di:sviluppare e rafforzare questa unità, mantenedo il grado di determinazione sia dei 5 espulsi che degli altri rimasti, unendo ai classici strumenti della lotta sindacale, quelli della controinformazione, del collegamento e della denuncia pubblica sul territorio (quanti impianti nella zona vivono situazioni analoghe). Dal sindacalismo confederale ci si può aspettare ben poco, non a caso in questi ultimi mesi, ben 19 tessere della Fiom sono state restituite in azienda. Dalla determinazione e dalla creatività degli operai ci si può invece aspettare di tutto…

    Assemblea dei lavoratori autoconvocati

    fonte: assemblea_nordovest@yahoo.it

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