Ciccio Caruso, il parlamentare di popolo…

È nausea quella che sento venirmi dopo aver letto le dichiarazioni politiche riguardo l’ultimo intervento pubblico di Francesco Caruso (PRC camera) in cui il noto no global punta il dito per le continue e vergognose morti bianche contro i giuslavoristi Treu e Biagi, ossia i fautori di leggi ingiuste che penalizzano i lavoratori salariati, proletari e operai d’Italia…
Viene la nausea perché il giorno dopo che tutti i capi di partito, di CdL e Unione, si sono spesi in inutili e ipocrite chiacchiere circa la questione, nessuno ha il coraggio, come Caruso, di individuare e denunciare a gran voce le cause di quella strage che costa al nostro Paese più che la guerra in Iraq per gli USA. E il vero motivo per cui lavoratori giovanissimi, l’ultimo a Bolzano aveva 16 anni, non sono tutelati e le normative sulla sicurezza non sono rispettate sono proprio alcune leggi degli ultimi anni che rendono la situazione lavorativa precaria in tutti i sensi.
Perciò quando un ragazzo del sud, eletto alla camera dei deputati, ha il coraggio di porre la questione in modo molto più vivo e autentico che non come il Presidente della Repubblica o le alte cariche dello Stato, ebbene questo ragazzo, onorevole non solo per epiteto, non dovrebbe venir disconosciuto dalla comunità istituzionale e tanto meno non dovrebbe essere smentito dal suo stesso segretario di partito, ma dovrebbe costituire un esempio di vitalità politica e di iniziativa civica e sociale…
Questo ovviamente è solo il mio modesto pensiero, ma in mio supporto voglio solo sottolineare come certi pensieri e certi atteggiamenti dei cosiddetti lieders non fanno altro che allargare ancora di più il divario da popolazione ed élite parlamentare, perché infatti ciò che ha espresso Ciccio Caruso non è il pensiero solo di una cospicua parte di popolo di sinistra, ma lo è invece di una più vasta classe sociale trasversale,vale a dire la classe dei lavoratori d’Italia che si ostina a sacrificare salario e vita per mantenere questo sistema corrotto e sempre più ipocritamente insensibile.

preintervista-a-francesco-caruso-detto-ciccio.jpgMarco Nebuloni

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10 thoughts on “Ciccio Caruso, il parlamentare di popolo…

  1. graande cic-cio!
    caro marki, anch’io di petto non posso che rendere merito a ciccio di aver “detto la sua rabbia”, al grande pubblico.
    l’unica cosa su cui non sono – purtroppo – d’accordo con te, è il felice riscontro nella società. credo che siano in pochissimi ad avere il cinismo/coraggio per ricordare a tutti che il signor MarcoBiagi sarà stato un giuslavorista strafigo, ma lavorava al servizio di SilvioBerlusconi e del sistema capitalistico in generale; ed è per questo degno di condanna quanto le due disgrazie sopracitate.
    inoltre, come mi fece immediatamente notare il mio compagnod’amore, corriere e repubblicaonline ieripomeriggio già mostravano fiere il faccione di ciccioCaruso: in pole position su tutti i mali del mondo. e questo purtroppo sappiamo quanto sia rappresentativo del pensiero di buona parte del volgo..
    ciccio non ha fatto un buon servizio al partito e tantomeno all’unione: sia perchè ha smerdato il compagno treu, sia perchè ha osato offendere la gentile opposizione.. e io lo ringrazio.
    non m’importa se le sue parole sono state immediatamente strumentalizzate, se lo hanno incoronato BiErre in un secondo.. credo che abbia detto bene. e mi stupisco piacevolmente di non provare quel senso di nausea che provo spesso quando si parla di questa Precarietà che – a detta di tutti – fa male, ma sembra ineluttabile come la Verità che cantava CaterinaCaselli.

  2. Vi inoltro un articolo di Ramon Mantovani in merito alla polemica-Caruso.

    IO DIFENDO CARUSO DAL LINCIAGGIO

    Io difendo Francesco Caruso. Per tre motivi. 1) tutti sanno che un lavoratore con contratto a termine costretto a lavorare senza sicurezza non può, a meno che si possa permettere di essere licenziato (pardon, non avere il rinnovo del contratto) nel pieno rispetto delle leggi Treu e Biagi, denunciare agli ispettori del lavoro, al sindacato o ad altre istituzioni, il proprio padrone (pardon, datore di lavoro). Chi fa finta di non saperlo o, peggio ancora, vaneggia di legislazione sulla sicurezza e piange lacrime di coccodrillo sugli omicidi bianchi (pardon, incidenti sul lavoro) e non vuole toccare la precarietà (pardon, flessibilità) è complice. Caruso di questo parla e propone tutele per il lavoratore che denuncia la mancanza di sicurezza sul posto di lavoro al pari degli imprenditori (pardon, padroni) che denunciano il racket. 2) La parola assassini per Treu e Biagi e la cultura di demonizzazione dell’avversario sono, secondo me, sbagliate. Ma non sono un’idiozia o una cretineria, come sostiene Sansonetti. Sono una provocazione, una tecnica comunicativa. Che io non condivido perchè la considero subalterna e tendenzialmente individualista. Come gli “schiaffi umanitari a D’Alema” o la marijuana a Montecitorio. Sono chiavi per entrare nel circo massmediatico e per tentare di veicolare certi contenuti. Ripeto, io non condivido la “guerriglia comunicativa” di Caruso, e lui lo sa perchè ne abbiamo parlato. Ma vorrei che si discutesse seriamente con lui di questo senza paternalismi e scomuniche. In un osceno sistema informativo dove manifestazioni pacifiche di centinaia di migliaia di persone sono ignorate a meno che non si bruci qualche bandiera o sia spaccata una vetrina come si fa a comunicare? A “bucare” la cortina di silenzio che circonda inesorabilmente tanti problemi sociali? Devo dire che Caruso “buca” e io no.
    Per esempio: a fine luglio in commissione esteri alla Camera la maggioranza (tutta) e gran parte dell’opposizione hanno cancellato lo svuotamento della legge 185 (quella sul commercio delle armi) fatto dal governo Berlusconi vincendo le forti resistenze del governo Prodi che voleva allegramente continuare la politica del governo precedente. Stiamo parlando delle armi leggere e pesanti con le quali si uccide e si massacra (pardon, si fanno danni collaterali) nei 50 e più conflitti armati in corso nel mondo. La notizia è stata ignorata totalmente. Eppure che il governo Prodi si sia trovato in contrasto, su una simile questione, con la propria maggioranza su un emendamento dell’Onorevole Mattarella avrebbe dovuto essere una notizia ghiotta. Invece no. Nemmeno per Liberazione lo è stata. Il mio comunicato è stato del tutto inefficace. Ma forse se avessi scritto che il sottosegretario tal dei tali prende tangenti dalle industrie belliche o che il governo è assassino perchè vuol vendere armi senza controlli avrei avuto più fortuna. Forse… 3) Nei confronti di Caruso c’è un vero e proprio linciaggio. Io non partecipo a linciaggi nei confronti dei nemici, figuriamoci a quelli contro un compagno! Tutti a pretendere (pardon, chiedere sollecitare) scomuniche, espulsioni, condanne. Ed ecco le scomuniche, le condanne e perfino le minacce di espulsioni uscire dalla bocca, e dalla penna, di autorevoli dirigenti del partito. Forse Caruso ha fatto un danno esponendo il PRC alle solite strumentalizzazioni e ai soliti attacchi velenosi (pardon, critiche costruttive). Forse. Ma chinare la testa e aggiungersi al coro degli avvoltoi scomunicando Caruso e promettendo provvedimenti è un rimedio peggiore del male. La presenza di Caruso in parlamento, con il suo stile e con la sua guerriglia mediatica, è un sintomo di democraticità del sistema politico, non il suo contrario. Del resto se non ci fosse Caruso qualsiasi parolina di chiunque di noi potrebbe ugualmente essere usata contro di noi. Come è stato fatto innumerevoli volte con Bertinotti, accusato perfino di fiancheggiare le BR da tutti, compresi il PdCI, i Verdi e i DS (tutti senza distinguo). O no? Io conosco Francesco Caruso. L’ho visto per due ore in via Tolemaide, a Genova nel 2001, adoperarsi affinché la resistenza contro le cariche illegali della polizia fosse passiva e pacifica. Mi sembra molto più non violento lui di tanti predicatori della non violenza con scorta armata e auto blu. Molto più non violento dei militanti e del servizio d’ordine dei DS che nel 97, alla marcia Perugia Assisi, ci insultarono e aggredirono fisicamente (pardon, contestarono democraticamente). Molto più serio di tanti dirigenti del partito che le sparano grosse sulle agenzie di stampa e che giorno dopo giorno, invece, si omologano a un sistema politico bastardo che vuole, con le aggressioni e i linciaggi o con le lusinghe (ma quanto siete bravi con la non violenza! ma che inaspettata cultura di governo!) normalizzarci e, in definitiva, ucciderci politicamente.

  3. Ho scritto a nome nostro una mail a Ciccio, per manifestargli la nostra solidarietà che mi sembra sia saltata fuori dalla riunione di sabato:

    caro compagno caruso,
    stiamo leggendo sui giornali gli ultimi fatti che ti riguardano, e ti chiediamo di continuare con le tue giuste battaglie, e di non mollare per nessun motivo…
    non abbiamo sempre condiviso il tuo metodo brusco seppur efficace, ma sempre sosterremo i contenuti delle tue iniziative…
    ti chiediamo di non privare il partito di un esempio di impegno civico e sociale come il tuo…
    grazie di tutto,

    Giovani Comunisti Federazione provinciale di Lecco

    https://gclecco.wordpress.com

    spero che apprezzi il nostro messaggio e spero che visiti il nostro blog!!!!
    marco…

  4. ho appunto letto la mail in que4sto momento, c’era il rimando al blog e quindi ne approfitto per ringraziarvi in tempo reale.

    ciao

    Francesco Caruso

    p.s.= ho messo anche la vostra mail sul sito.

  5. Cari Gc, mi inserisco anch’io nel dibattito..

    La calura estiva spesso porta con se lo scandalo, che al di là del merito politico, riempia le cronache dei giornali. In questo limbo afoso finiscono le dichiarazioni di Caruso, la selva di risposte, le scuse, i capricci di Treu e la scontata solidarietà alla vedova Biagi. E’ ovvio che dietro al botta e risposta c’è tutto il peso delle trattative sul tavolo del governo rispetto al welfare e che su questo, dentro la sinistra radicale, si misurano le compatibilità e la tenuta sulla manifestazione del 20 ottobre.
    La ‘devastante’ dichiarazione di Caruso viene insabbiata, viene disinnescata, così che dietro l’infelice paravento lessicale si possa tornarne a celare il vero tasto dolente, la legge 30, la precarietà del lavoro e della vita. Una vita precaria ma una morte certa, quasi annunciata, come quella di Cristian, giovane di 16 anni di Bolzano, morto sul lavoro. Anche se sarebbe più umano non dimenticarsi, mai e poi mai di quella vita spezzata dal lavoro, quello che non si riesce proprio a dimenticare è invece quella parola, assassini.
    La politica vuole delle scuse ma è evidente che le scuse di Francesco non possono bastare, così come dice l’onorevole Treu, perché chi si deve fare da parte è Rifondazione Comunista, come a dire che la richiesta della destra e di ampi settori del Partito Democratico, è si l’espulsione di Caruso dal Parlamento e dalla politica, ma possibilmente anche con tutta rifondazione.
    Certamente Caruso si è sbagliato, si è corretto, ha ricalibrato il tiro.
    Visto che ormai le dichiarazioni sembra che si debbano fare chiedendo il permesso, possiamo dire che la legge 30, cioè l’attuale organizzazione del lavoro che marcia sui binari del pacchetto Treu, contiene elementi e gangli che possono uccidere? La risposta sta nelle cronache quotidiane dei gravi infortuni o delle morti bianche.
    Per questo non possiamo fare finta che il pacchetto Treu non sia esistito, che non sia più in vigore la legge Biagi.
    La cultura di confindustria e il capitalismo italiano, la legislazione in materia di lavoro, stanno condizionando pesantemente le vite di milioni di persone?
    Se il lavoro diventa stato permanente dell’esistenza, cioè se la vita stessa è messa a produzione dall’organizzazione del lavoro, quanto incide sulle proprie fatiche, sui desideri, sulle speranze, sulle storie umane, sulla vita e la morte di un essere umano la legge 30?
    Dare una risposta vuol dire parlare anche della propria vita, della generazione che si è trovata al lavoro ancora prima di essere assunta per uno straccio di contratto, che ancora aspetta un minimo di garanzie da un governo di centro sinistra che invece ci getta, come sabbia negli occhi, lo stucchevole dibattito veltroniano per un patto intergenerazionale sulle pensioni.
    Dentro Ikea, dove ho lavorato, non è mai morto nessuno a causa di queste leggi. Ma vivere bene è un’altra cosa.
    Nella solitudine che la precarietà moltiplica c’è il virus della depressione, a fine mese c’è la certezza dello sconforto davanti alla busta paga. Ogni giorno c’è un turno, ogni sei turni forse un giorno di riposo. Il sabato e la domenica, a Ikea, arrivano migliaia di persone. Il bar, da dietro il bancone, è un inferno in cui si sgomita e si suda. Per ore e ore. E passa così il tempo che poi è tempo sottratto alla vita, alle nostre vite. E devi andare veloce, sempre più veloce anche se sai che non servirà finire prima, perché completato il giro si ricomincia e poi sotto di nuovo a preparare hot dog svedesi.
    Perché nonostante il governo Prodi, la legge Biagi è ancora il contratto in scadenza perenne, è il salario umiliante, è l’orario flessibile, è il caporalato regolamentato, è dentro i dolori dei muscoli intirizziti, è dentro le anfetamine che si assumono per superare il turno, arrivare fino a chiusura, andare a letto, a volte piangere per la rabbia e lo sconforto e il mattino dopo ricominciare.
    Quanta tristezza pensare a tutto questo, sapere che tutto ciò continua e non va in vacanza, sapere che nei cantieri il lavoro si porta via ragazzi di sedici anni e vedere che la “politica dei guanti bianchi” fa a pugni con Caruso. La loro distanza dalla vita reale la potranno misurare il 20 ottobre in piazza, quando porteremo per le strade di Roma le nostre vite, contro la precarietà che ci impongono. Forse quella data è l’ ultima occasione per Prodi di ascoltare la gente o almeno andare a rileggersi il programma dell’unione. Per noi, per il popolo della sinistra, sarà una delle ultime per manifestare una speranza che rischia di essere tradita, reclamare reddito, pretendere diritti.
    Non gli urleremo che sono degli assassini, ma sapremo bene di chi è la responsabilità delle quotidiane stragi sul lavoro.
    Rimane impossibile nascondere dietro l’abbaglio di una rumorosa dichiarazione, il male prodotto dalla legge Biagi, dal pacchetto Treu, perché anche dopo che i giornali della calura estiva avranno trovato altri argomenti scottanti, come un parlamentare pizzicato con il naso nella cocaina o impegnato in un’ avventura extraconiugale, le barbarie mantenute legge dello stato dal governo Prodi, rimarranno tali. Certo, magari con qualche modifica.

  6. innanzitutto Grazie Andre per essere entrato nel merito della questione.

    incollo qui la lettera che domenica 12 agosto abbiamo inviato al democratico direttore del quotidiano del nostro partito. Lettera che ancora non è stata pubblicata.

    “Caro Sansonetti,
    siamo i Giovani Comunisti di Lecco e provincia e ti scriviamo per chiederti di smetterla. Non ci piace leggere sul giornale del Partito della Rifondazione Comunista, su un editoriale in prima pagina, l’appellativo “cretino” rivolto a un compagno.

    Dov’è finito il confronto che andiamo sempre predicando, a discapito dello scontro?
    Non siamo coloro che sempre hanno condannato la politica fatta “a colpi di titoli e dichiarazioni” sui giornali?

    Conosciamo lo stile di Caruso (a chi ancora non lo conosceva lo ha spiegato Ramon Mantovani nel suo articolo) e se non lo si condivide, non è meglio aprire un confronto sulle pagine del nostro giornale? Chiedere alla base – quella base che dovrebbe essere così importante – cosa ne pensa?

    Invece no, c’è stata una corsa a salvare le apparenze, la faccia.. perché? Da chi ci dobbiamo difendere? Di chi avete paura?
    Delle opinioni degli italiani brava gente? Noi non dovremmo cercare di cambiarla questa società, cercare di educarla?

    E ora?

    Con il vostro comportamento ci dite che è inutile puntare in alto; stupido credere in un mondo di qualità migliore. In quel mondo, i pensieri dichiarati da Caruso sarebbero uno spunto di discussione e, forse, di azione.: pensata, condivisa, realizzata.

    Siamo molto amareggiati da questa vicenda e da come è stata gestita dai “vip” del partito. Se non ci crediamo noi, se non cerchiamo di praticarlo noi, tra di noi, il confronto.. cosa lo predichiamo a fare?

    Ci dispiace, inoltre, la superficialità con la quale ci si è voluti fermare sulla parola assassini, senza andare oltre, senza “prendere la parola al balzo” per cominciare a togliere quell’aurea di sacralità che rende via via più intoccabile la precarietà. Non lasciamo che essa diventi una parola come guerra, davanti alla quali in molti scuotono il capo ma che quasi nessuno, nel proprio intimo, crede più di poter veramente fermare.

    Giovani Comunisti Lecco”

  7. ti ringrazio per la solidarietà e a tal proposito ti giro l’appello che
    alcuni compagni hanno preparato, nella speranza che tu possa sottoscriverlo
    e farlo sottoscrivere da realtà di movimento, Rsa, associazioni, comitati
    di precari, singoli lavoratori o precari.
    a presto
    Francesco Caruso

    APPELLO DI SOLIDARIETA’ PER FRANCESCO CARUSO:
    CONTRO LA CAMPAGNA DI CRIMINALIZZAZIONE
    CONTRO LA LEGGE 30 E IL PACCHETTO TREU

    Non è certo il periodo migliore, ma dinanzi al linciaggio politico
    trasversale di tutto l’arco politico-costituzionale, crediamo sia
    necessario improntare un minimo di sostegno e di solidarietà nei confronti
    di Francesco Caruso.
    Il testo dell’appello lo trovi qui: http://www.donvitaliano.it/?p=564#more-564

    In fondo alla pagina – dopo il testo dell’appello e le ultime adesioni –
    c’è il modulo da compilare on-line.
    Potete lasciare un piccolo testo di adesione o anche soltanto la firma.
    Sono ben accette le firme individuali (in tal caso specificate il nome,
    cognome, la struttura politica o sociale di appartenenza e la città), ma
    anche e soprattutto le firme collettive di realtà di movimento, collettivi,
    centri sociali, ecc….

    I compagni e le compagne di Francesco

  8. ciao alfred, sn nebu!!!! (c siamo incontrati a genova..)

    non capisco perchè ritieni che un parlamentare non possa dichiarare ciò che pensa, soprattutto se dice le stesse identiche cose che pensano e gridano i sui elettori!!! e poi, sinceramente, che avrà mai detto di così sensazionale?? al bar sport ne setnto di peggio, fidati….

    confidando che sempre più parlamentari esprimano i pensieri del demos, e attuino le loro promesse,
    porgo saluti comunisti….

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