LETTERA DI RISPOSTA ALLA PROVINCIA

Cari valorosi compagni\e vi rendo noto la mia lettera di risposta sulla Provincia di Lecco al simpatico signor Luigi Colombo, pubblicata l’8 agosto.
È stato cambiato il titolo dalla redazione del giornale con un “noi comunisti ci battiamo per una vera equità sociale” e inoltre è stato cancellato sotto il mio nome GIOVANI COMUNISTI… a presto…

COMUNISTI E ANTIFASCISTI
Gentile Direttore,
leggendo la lettera di circa dieci giorni fa di Luigi Colombo al suo giornale, si può notare come, cercando di rispondere al mio scritto, giunga ad una replica che si “aggrappa” alla mia appartenenza politica con curiose illazioni, senza in realtà rispondere o commentare le questioni politiche da me trattate. Evidentemente non erro nel ricondurmi a pratiche anti-politiche e contraddittorie di un partito come la Lega Nord, sostenuto in queste zone, purtroppo, anche a causa della disinformazione di alcuni suoi elettori ed elettrici. In risposta alla provocazione di Colombo, mi sembra doveroso replicare ad un’argomentazione che non concordo assolutamente. Penso che dire apertamente che il fascismo ed il nazismo abbiano fatto qualcosa di positivo per le classi popolari è un grave errore storico e politico; d’altronde, queste affermazioni sono solo un’altra inquietante prova della politica revisionista in atto nel nostro Paese, che ha lo scopo di far dimenticare le barbarie fasciste e di riproporre come un grande statista (termine utilizzato da diversi esponenti dell’attuale destra) Mussolini. Quando si chiede cosa cambia oggi fra giovani fascisti e giovani comunisti bisognerebbe domandarlo agli amici e ai parenti di Renato Biagetti e Dax, due giovani ragazzi uccisi a coltellate da esponenti dell’estrema destra, solo perché si trovavano vicini a dei centri sociali. Od occorrerebbe chiedere ad un ragazzo di Melzo che, un mese fa, è stato accoltellato da giovani nazi-skin perché chiedeva loro di non staccare volantini di un gruppo musicale; da segnalare, poi, sono le aggressioni fasciste che si sono verificate a villa Ada o a Casalbertone nel giro di pochi giorni a Roma. Ma questo non si sa, o non si vuole sapere, anche perché queste notizie sono taciute da gran parte della stampa nazionale… Tutti devono avere un costante ricordo di ciò che le disposizioni transitorie e finali della nostra Costituzione recitano: “È vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista.”
Questo, quindi, è alla base della nostra democrazia e non è certo solo un capriccio di noi comunisti. Molti comunisti durante la Resistenza si sono battuti e hanno perso la vita per concedere la libertà al nostro paese; chi critica così aspramente i comunisti dovrebbe almeno ricordarsi di queste gloriose persone, che si sono sacrificate anche per loro. Da giovane diciottenne, inoltre, non voglio di certo spingermi in una difesa del comunismo “realizzato”, cosa, spesso, totalmente incoerente ed opposta rispetto ciò che è sostenuto dai comunisti dei nostri giorni e del passato. Definire Stalin o Pol Pot comunisti è molto comodo ed ipocrita; chi lo fa, spero sappia che questi regimi brutali e violenti sono stati assolutamente una degenerazione di ciò che per noi è il comunismo. Chiunque detesta qualsiasi tipo di dittatura che provochi o abbia provocato morti di innocenti, così come sta anche accadendo all’interno del nostro sistema globale capitalista, che produce vittime inermi in Asia ed in Africa e che sopravvive solo grazie a sfruttamento e guerre preventive. Per concludere, a proposito di giustizia sociale, secondo Colombo, mai perseguita dai comunisti, vorrei ricordare come i parlamentari di Rifondazione Comunista si siano opposti all’iniqua legge sulle pensioni o alla legge 30 sulla precarietà e alla Bossi-Fini sull’immigrazione, norme discriminanti e dannose per i lavoratori italiani e non, che spero al più presto possano essere modificate; nel nostro piccolo, come “crudeli” comunisti, siamo in prima fila nel batterci per una sanità pubblica e gratuita, perché la gestione della nostra acqua non sia affidata a multinazionali senza scrupoli o perché decine di lavoratori e lavoratrici non siano licenziati o esternalizzati in nome del profitto e degli interessi di chi detiene il capitale. Penso che questo sia battersi per una maggiore giustizia sociale, ed è per questo che noi comunisti lotteremo sempre, oggi e domani. Saremo sognatori? Si, sogniamo un mondo migliore. Abbiamo il diritto di farlo? No, il dovere.
Marcucci Alessandro Giovani Comunisti

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4 thoughts on “LETTERA DI RISPOSTA ALLA PROVINCIA

  1. Bravo Ale, uno splendido modo per chiudere la bocca a tutti questi leghisti/forzisti insomma borghesotti che altro non fanno se non criticare chi almeno prova a cambiare il mondo (e rischia di sbagliare) mentre loro non rischiano mai niente e accettano questa schifosa realtà come imposta da chissà quale padre celeste
    Con tutta la mia stima
    Giovanni
    PS. Mi raccomando domani riunione all’ARCI che dobbiamo parlare della nostra trasmissione!!!

  2. :O)
    grazie.
    grazie di avermi ricordato cosa significhi il mio essere comunista, il perchè lo abbia scelto o lo confermi ogni giorno. una cosa che sicuramente i tuoi “interlocutori” non sanno è che non è facile decidersi e dirsi, comunisti. può essere “naturale”, per me lo è stato. ma ho sempre bisogno di ricordarmi cosa significa e che cosa “mi suggerisce di fare”.. in ogni momento.

    felice di condividere il sogno più grande con voi, cari compagni!

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