GENOVA 2007 e i GC Lecco

GIUSTIZIA E VERITA’
è per questo motivo che venerdi’ 20 con altri 5 giovani compagni\e siamo partiti per Genova, per partecipare alla manifestazione in ricordo di CARLO GIULIANI e per chiedere giustizia e verità per quell’omicidio e per le cruenti repressioni poliziesche che, oltre che in strada, sono avvenute all’interno della scuola DIAZ e nel carcere di BOLZANETO… Dopo 6 anni ancora non si sa cosa sia realmente accaduto, o meglio, diversi compagni che hanno subito i pestaggi lo hanno raccontato ma, essendo dei temibili “terroristi” non sono mai stati ascoltati… Il caso si è quasi riaperto quando Fourier, ufficiale di polizia, ha affermato di essersi sentito quella notte nella scuola, come all’interno di una MACELLERIA MESSICANA…

Partiti di mattina presto (molto presto) siamo arrivati allo stadio Carlini di Genova dove, in attesa della manifestazione, abbiamo pranzato a fianco dei genitori di Carlo (i gentilissimi Heidi e Giuliano) e di altri ragazzi\e venuti da diversi parti d’Italia (Modena, Roma,Frosinone, Asti, Pescara), accomunati dallo stesso ideale di LEGALITA’.

Alla manifestazione c’erano diversi parlamentari di RIFONDAZIONE che, a differenza di quanto detto dal deludente MANIFESTO, sono stati a fianco dei movimenti, di noi giovani, di noi militanti… il caldo era asfissiante ma l’entusiasmo e l’unità che si sentiva in quella gente al tuo fianco ti faceva passare tutto… abbiamo parlato e discusso con GENNARO MIGLIORE, AGNOLETTO, CICCIO CARUSO, HEIDI GIULIANI, DON GALLO, prima di giungere in piazza Alimonda (ma la chiamerei PIAZZA CARLO GIULIANI) dove ci sono stati diversi cantanti che hanno ricordato a loro modo il giovane compagno morto sei anni prima… (da sottolineare la prova del grande CISCO che ha cantato I CENTO PASSI, LA LEGGE GIUSTA e QUARANT’ANNI)…

Per concludere la manifestazione, con circa 100-150 ragazzi abbiamo fatto un altro breve corteo fino alla questura per denunciare le illegalità attuate dalla polizia in quei giorni, ma specialmente la promozione di De Gennaro (capo della polizia nel 2001) al gabinetto ministeriale e di Manganelli come nuovo capo della polizia (il suo cognome non è casuale, poichè è un uomo fidato del macellaio de Gennaro e responsabile dei pestaggi di napoli 2001)… forte e motivata è stata la partecipazione anche in quest’ altra breve manifestazione, guidata da giovani compagni di diverse regioni che uno alla volta si avvicendavano in considerazioni o spunti nell’ASSEMBLEA PUBBLICA che è stata improvvisata davanti alla questura genovese…

Il giorno dopo, venerdi’, con altri compagni\e siamo andati alla prima ASSEMBLEA NAZIONALE DELLA SINISTRA EUROPEA dove molto interessanti sono stati gli interventi di DE PALMA, FOLENA e AGNOLETTO fra i tanti, che hanno spinto per una forte unità a sinistra che PARTA DAL BASSO e che veda RIFONDAZIONE come componente FORTE, che rispetti gli accordi con il suo popolo (pensioni, diritti, immigrazione, commissione per Genova) anche a costo di scontrarsi con l’esecutivo prodiano…

In CONCLUSIONE non posso che ringraziare e salutare i compagni e le compagne di Bergamo che ci hanno accompagnato in questo viaggio e con i quali abbiamo potuto scambiare idee e progetti per arricchire le nostre esperienze politiche…
E’ stato molto importante ed utile per noi come esperienza, perchè in queste iniziative si conoscono persone dalle quali si possono solo trarre nuovi insegnamenti, con le quali si può dialogare ed inventarsi nuovi modi di agire, con le quali, perchè no?, si può anche giocare a calcio od a rugby alle 2 di notte…

PS spero che l’anno prossimo possiamo essere ancora più NUMEROSI, perchè solo se siamo in molti possiamo FAR VALERE le nostre giuste ragioni, perchè solo se siamo tanti potremo OTTENERE PER CARLO, PER LA SUA FAMIGLIA E PER IL PAESE GIUSTIZIA E VERITA’….

Per chi fosse interessato ai fatti di Genova è in commercio un DVD molto interessante sulla gestione fascista dell’ordine pubblico da parte delle forze armate…
scriveteci il vostro contatto e provvederemo subito a inviarvelo… HASTA SIEMPRE!!

mail: g.c.lecco@autistici.org

pattuglia-di-gc-lecco-a-genova-quasi-in-centro-ce-la-coordinatrice.jpglo-striscione-del-corteo.jpgpreitervista-ad-heidi-giuliani.jpg

Annunci

5 thoughts on “GENOVA 2007 e i GC Lecco

  1. bravo ale. :O)

    è vero il many, nel suo numero di sabato 20, ha pubblicato un articolo osceno ed infamante: un vero e proprio insulto gratuito.

    peròpperò.. senza chiedere scuse, che purtroppo nemmeno gli sono state richieste, domenica credo abbia “fatto un’ammenda silenziosa”.
    incollo qui sotto un articolo a firma di un docente di scrittura creativa dell’Università di Padova, che durante i giorni di Genova era lì come giornalista.

    LA’ DOVE UNA VOLTA ERA TUTTA ZONA ROSSA

    Roberto Ferrucci
    Genova

    Una decina di minuti prima ho incominciato a chiedermi che cosa sarebbe successo alle 17.27 precise, qui, in Piazza Alimonda, sei anni dopo. Sono seduto al bar che sta all’angolo con via Caffa, quello con la targa che indica il nome della piazza attaccata lassù, accanto all’entrata, quella targa sotto la quale si bloccò il Defender, quella targa che il giorno dopo qualcuno ribattezzò, con un tratto di pennarello blu, in Piazza Carlo Giuliani, ragazzo. Un’immagine, quella targa, diventata logo e luogo di pace, malgrado tutto. Anche oggi, come allora, una mano anonima ha riscritto la stessa cosa, pennarello nero, stavolta. La piazza è affollata. Cinquecento, ottocento. Chissà. Il numero comunque più elevato dal 2002, primo anniversario. C’è qualcosa di nuovo, forse. Una consapevolezza diversa, sembra. Eppure, un’ora fa, risalendo via Tolemaide per arrivare a incrociare il corteo partito dal Carlini, il tuffo al cuore lo avevo previsto. Troppo riconoscibili quei luoghi (il tunnel dove tanti si imbucarono per fuggire agli assalti a colpi di lacrimogeni, il distributore di benzina che era stato distrutto dai black bloc, l’incrocio dove all’improvviso le forze dell’ordine sbucarono sbattendo i manganelli sugli scudi, rumore sinistro registrato dalle nostre menti come un file digitale indistruttibile), luoghi rimasti apparentemente intatti, addirittura certe scritte sui muri, quasi dissolte dal tempo ma ancora visibili. Prima di uscire dall’albergo, su internet, un lancio d’agenzia annunciava come fossero non più di 150 i partecipanti al corteo. Eppure, quando inizio a vederli, sulla strada che monta leggermente all’insù, sembrano davvero molti di più, ma potrebbe trattarsi dello schiacciamento della prospettiva. Avanzo, meno lento di quanto si vede fare al corteo. All’incrocio con Corso Torino, laddove ebbe luogo l’agguato da parte delle forze dell’ordine al corteo autorizzato, questa volta non ci sono poliziotti in assetto anti-guerriglia, ma due vigili urbani che chiacchierano accanto a un solo scooterino. Poco più in là due signore chiacchierano sul marciapiede. Sentono la musica venire avanti e una dice all’altra, «il G8, sì dev’essere il corteo del G8», e sintetizzata così, la frese mette i brividi. Il congiungimento fra il corteo e me avviene poco dopo l’ingresso in Piazza Alimonda. Poche decine di metri al contrario, dietro al camion-palco musicale dove un gruppo inizia a intonare Bella Ciao. In piazza, qualche centinaio di persone stanno aspettando il corteo. Sulla scalinata della chiesa un gruppo di ragazzi regge uno striscione, «Governo Prodi vergogna, De Gennaro macellaio». Sono i disobbedienti del nordest.
    Il sole picchia, meno torrido di quello di sei anni fa, condito, quella volta, dai gas Cs sparati in quantità nell’aria di Genova. Un sole avvelenato. Soffia una leggera brezza, oggi, di quando in quando. Mancano pochi minuti alle 17.27 e mi domando cosa succederà. Laddove per per un paio di anni, settimana dopo settimana, si era formato quel santuario laico dedicato non a un martire, ma un ragazzo di vent’anni morto ammazzato, ora svetta la torretta del palco soprelevato per la diretta televisiva di La7. Per la prima volta, dopo sei anni, una televisione si occupa di nuovo in maniera approfondita di Genova 2001. Dal camion continuano a cantare. Ecco. 17.27. Venerdì 20 luglio 2001 partì lo sparo. Oggi la musica tace. Ma non per il silenzio. «Non dobbiamo stare in silenzio», dice Haidi Giuliani, la sua voce giunge flebile. Parla di madri che non mettono al mondo figli per farli partecipare a eventi violenti, a guerre. Quando finisce c’è un applauso lunghissimo, che si stende nell’aria come un abbraccio collettivo. Tenero e forte, al contempo. La musica riprende.
    C’è qualcosa di diverso, quest’anno, a Genova. L’andamento dei processi, le dichiarazioni di alcuni poliziotti, le telefonate al 113 rese pubbliche, a disposizione di tutti su internet, hanno dato una luce diversa ai fatti del G8 di sei anni fa. Oggi è più difficile, per chiunque, liquidare il tutto con un banale e poco sopportabile «se la sono cercata». Si intravede qualcosa, laggiù in fondo. Se non la verità, almeno un barlume di chiarezza. E non servono commissioni d’inchiesta per questo, ma dare atto a chi, in questi anni, ha lavorato nell’ombra per fare luce, come quel consulente veneto del Legal forum che solo a mezzogiorno si è reso conto che oggi è il 20 luglio. Ha preso la moto, è arrivato qui e fra poco ripartirà. Mi racconta storie incredibili di telefonate di poliziotti non ancora rese pubbliche. Mi racconta episodi e aneddoti. Era in Piazza Alimonda, quel giorno. E quel giorno gli ha cambiato la vita, come a tanti. Per anni si è dedicato alla ricerca della verità. Da volontario. È quasi diventato genovese. Intanto la diretta di La7 è finita. Ha parlato Don Gallo, lassù, per ultimo. Cappello nero e sigaro fra le dita, immancabili. I tecnici, velocissimi, hanno già fatto sparire l’impalcatura. Dietro, all’improvviso, riappare il mausoleo. Ancora più spontaneo, se possibile, messo insieme in queste ore. Mazzi di fiori, tanti, ma anche piccoli striscioni con i nomi di tutti gli altri Carlo Giuliani del recente passato. Giannino Zibecchi, Peppino Impastato, Walter Rossi. E poi mazzi di fiori, e biglietti: «Sei anni non bastano per dimenticare», «Ciao Carlo, sono sei anni che hanno spento il tuo sorriso, ma la tua presenza in me è più viva che mai. Non spengono il sole se gli spari contro!! Emi».
    Genova, sei anni dopo e l’aria è, seppur vagamente, diversa. In giro c’è qualcuno che non rimetteva piede qui dal 2001. In tanti hanno rimosso Genova, come se l’avessero cancellata dalla propria mappa intima, un buco nero nella geografia dell’anima. A loro non serve dire Genova 2001 o Genova G8. È sufficiente il nome della città per rievocare l’incubo. Ma, forse, da oggi è diverso. Oggi puoi ritornarci, finalmente, e ritrovarti senza saperlo a fare tutte quelle cose che in quei giorni erano state vietate, precluse, violentate. Può capitarti senza quasi renderti conto, di andare su e giù per i carruggi e sorprenderti di non trovare nessun ostacolo, nessuna grata con dei poliziotti davanti a dirti che no, di là no, tu non potevi entrare nella zona rossa. E le trattorie sono tutte aperte, nessuna sbarrata con tavole di legno per paura, come sei anni fa. Posti nascosti che puoi trovare solo qui, cucina casalinga nove euro tutto compreso, come quella della signora Maria, che stava in piena zona rossa, nel 2001, e le trofie al pesto te le sognavi, impegnato a scappar via, a salvarti la pelle. Chi a Genova non era più tornato può provare per la prima volta il gusto di raggiungere via del Campo senza dover aggirare posti di blocco, e De Andrè, al negozio-museo che sta al civico 29/r, può incominciare a ritornare a evocare i ricordi di una vita intera, e non solo il suo brandello più drammatico. Puoi pure scoprire una libreria, poco oltre, nella malfamata via Pre, Book in the casbah, nome autoironico e consapevole al contempo, conferma che le cose stanno cambiando, a Genova. Una consapevolezza diversa, insomma, che comincia a prendere – forse – le distanze dalla rassegnazione, ti fa andare in giro a scoprirla, Genova. Che a poco a poco sembra ritornare a essere città e non più incubo. E allora fa tutto un altro effetto, la notte, arrivare per caso davanti a Palazzo Ducale, che si apre davanti a te come uno squarcio di bellezza architettonica. La sua immagine notturna si sovrappone a quella di quei giorni, quando era stato scelto come sede degli otto grandi, costretto a un maquillage fasullo, roba da velina da quattro soldi, da programma scollacciato in prima serata. L’immagine si sovrappone e c’è da crederci che, questa, non cancellerà l’altra, no, la memoria è necessaria e mai dev’essere rimossa. Ma ti farà capire che è questo, soltanto questo, il Palazzo Ducale che i genovesi vogliono. E anche tu, finalmente, da oggi. Così come la loro Genova, che vai a guardare dall’alto scoprendo, per la prima volta, che puoi farlo prendendo l’ascensore di Castelletto, con quei versi di Giorgio Caproni, cantore dei Genova, che ti accolgono appena oltrepassata l’entrata: «Quando mi sarò deciso di andarci, in paradiso, ci andrò con l’ascensore di Castelletto».
    E sopra, eccolo lì, il paradiso di Genova. Senza zone rosse né gialle. Una spianata di case, palazzi e chiese da ammirare senza divieti e nuvole di gas. Si srotola sotto ai tuoi occhi con quei tetti tutti uguali. Pietra d’ardesia, mi dice qualcuno là vicino, scura quando è nuova, color sabbia quando il sole ci è scivolato sopra da un bel po’. Scendi giù dalla Creuza San Girolamo, la gente entra in casa dai tetti, da queste parti, un saliscendi di sei anni, dentro di te, dentro al cuore di chi c’era, sei anni fa. Genova, che oggi sembra poter ricominciare a essere finalmente soltanto Genova. Una città.

  2. Ciao Ale!
    Intanto complimenti per l’articolo..
    poi ti ringrazio, a nome di tutti i bergamaschi, per le belle parole :o)
    Questi momenti sono importanti perchè ci fanno sentire parte di una grande comunità.. speriamo di poter ripetere questa esperienza già a settembre, in occasione dell’importantissima manifestazione contro il Dal Molin.

    ps x i tutti i GC: se volete rivedere le vostre belle faccine andate su http://www.arcoiris.tv
    Giovannino è pluri-inquadrato ;o)

    un abbraccio,
    espo

  3. Complimenti all’Ale per il riassunto della giornata, davvero ben fatto, complimenti a tutti i giovani comunisti che hanno partecipato (e ora vantano splendide interviste e foto anche migliori-in qualche modo ve le passerò), e anche all’Arcoiris tv perché ha fatto un filmato che si vede malissimo ma è pieno di mie inquadrature…no scherzo è un bel filmato che non può che emozionare, andate a dare un occhiata (si intitola “Piazza Alimonda 20 luglio 2007 “)
    Saluti e si aspettano notizie per la prima riunione dei GC all’Arci di Osnago
    😛

  4. cari compagnucci,
    è giunta l’ora di tornare a Genova!
    ci torneremo il 17 novembre (un sabato, cominciate ad avvisare genitori e professori) per dire .. non parolacce ma quasi, a chi per ignobili calcoli di potere (DiPietro e Mastella) è pronto a sacrificare le membra e la vita di quei quattro pirla di manifestanti tra cui un giorno c’era anche Carlo.
    Ci torniamo perchè lo dobbiamo a CarloGiuliani (al cui posto poteva esserci ognuno di noi), alla sua famiglia, a tutte le persone e a tutte le famiglie che vorranno ancora e sempre esercitare il loro sacrosanto diritto di manifestare il proprio pensiero.
    Ci torniamo perchè vogliamo che si possa mettere anche un piccolo freno alla deriva fascista che sta prendendo il nostro Paese.

    Alfredo e altri dell’arciLoco si stanno già organizzando per andare. Uniamoci!
    penso che loro siano più propensi ad andare in macchina, io sarei per il treno, ma in ogni caso l’importante è SAPERE CHE CI SAREMO.
    Poi ci organizzeremo :O)

    Allora? chi s’iscrive?

  5. ei.. guardate che non scherzavo quando ho detto che CI SAREMO..

    !Prima è arrivata la vergognosa decisione di archiviare senza processo la
    morte di Carlo: ancora oggi speriamo che un pronunciamento della Corte
    Europea chieda all’Italia di riaprire il caso. Poi, a distanza di anni, al
    processo contro 25 persone accusate di devastazione e saccheggio, i due pm
    hanno formulato richieste di pena pesantissime, da sei a sedici anni,
    assolutamente sproporzionate e fuori dal senso comune, sulla base di una
    figura di reato rispolverata dai tempi della seconda guerra mondiale e mai
    utilizzata prima del G8 di Genova per manifestazioni di piazza. Gli imputati
    rischiano d’essere trasformati in autentici capri espiatori, nell’ambito di
    una riscrittura inaccettabile delle giornate del luglio 2001, che furono
    caratterizzate da una plateale e continuata violazione delle garanzie
    costituzionali da parte delle forze dell’ordine.
    A Genova, nelle aule di tribunale, sono in corso anche alcuni processi
    contro decine di agenti, funzionari e dirigenti delle forze dell’ordine, a
    dispetto dei silenzi e degli ostacoli frapposti dai vertici delle forze di
    polizia. Questi processi si concluderanno in primo grado l’anno prossimo,
    ma è pressoché certo che gli imputati saranno salvati dalla prescrizione,
    vista la lieve entità delle pene previste per i reati contestati. Alcuni dei
    dirigenti imputati, nel frattempo, sono stati addirittura promossi.
    Tutto questo sarebbe già sufficiente per organizzare a Genova una grande
    iniziativa, con una forte e corale richiesta di verità e giustizia,
    traguardi che rischiano di restare soffocati nelle aule giudiziarie. La
    votazione di martedì alla Camera, con la gravissima e irresponsabile
    bocciatura della proposta di istituire una commissione d’inchiesta sul G8
    2001, rende questa necessità assolutamente improrogabile. A Cosenza, in un
    processo parallelo collegato ai fatti di Genova, sono in arrivo nei prossimi
    giorni le richieste di condanna: è un altro procedimento che rischia di
    condurre alla ricerca di una “sentenza esemplare”, che non colpirebbe solo
    gli imputati ma anche, indirettamente, chi organizzò e partecipò alle
    manifestazioni del luglio 2001.
    Per tutte queste ragioni è necessario ritrovare lo spirito di Genova, fare
    fronte comune nella richiesta di verità e giustizia, e nel rifiuto di ogni
    logica punitiva e vendicativa.
    E’ necessaria una risposta che coinvolga il ‘popolo di Genova’ e tutti i
    cittadini e le organizzazioni che hanno a cuore la tutela delle garanzie
    democratiche, calpestate nelle drammatiche giornate del 2001. Pensiamo a
    iniziative in grado di coinvolgere il mondo della cultura, i sindacati, la
    società civile, quell’universo di uomini e donne che ha condiviso con noi
    l’impegno e le speranze di quei giorni. Vorremmo ritrovarci tutti a Genova,
    con quello stesso spirito che permise a ciascuno di sentirsi a casa propria,
    pur nella diversità di storie e culture.
    Nei giorni scorsi un documento intitolato “Noi, quelli di via Tolemaide” ha
    lanciato una mobilitazione per sabato 17 novembre. E’ un appello importante,
    ma che rappresenta solo una parte del movimento sceso in piazza oltre sei
    anni fa. Non tutte/i, e non tutte le organizzazioni, possono riconoscersi in
    quel testo, perciò pensiamo che sarebbe necessario fare un passo avanti e
    ricostruire quella capacità di tenere insieme le diversità di culture e di
    linguaggi che permise il “miracolo” della straordinaria mobilitazione del
    2001. Perciò proponiamo ai firmatari di quell’appello e a quanti
    condividono lo “spirito di Genova” di lavorare al testo di un documento
    comune, in modo da organizzare, nell’intera giornata del 17, una
    mobilitazione condivisa e promossa da tutte/i, che comprenda dibattiti,
    manifestazioni, spettacoli, e che riproponga il ‘patto’ sul rispetto delle
    cose e delle persone che fu sottoscritto sei anni fa.. Il popolo di Genova
    deve riprendere il suo diritto-dovere di parola.”

    Vittorio Agnoletto, Haidi Giuliani, Lorenzo Guadagnucci
    (il manifesto, 1 novembre 2007)

    Alfredo dell’Arci sta continuando a prendere nominativi da Lecco in su e in giù, così che – essendo un bel gruppetto – si possa chiedere uno sconticinoComitiva alle FFSS. anche da BG verrebbero in treno, indi.. saremmo (saremo) sempre di più.. sempre di piùùù (si, è una citazione dei puffi)

    dai Companeros..

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...