Il Partito Democratico e il futuro della sinistra italiana

È nato. Mancano pochi preparativi, ancora qualche incarico da stabilire, qualche “cadreghino” da assegnare, ma è fatto, il Partito Democratico. È morto, il partito comunista.

Democratico è un attributo che più di tanti altri ha cambiato significato in relazione all’oggetto referente e al contesto storico e sociale; democratico ad Atene era chi parteggiava per il governo pericleo, quello del consiglio dei 500, a Roma è democratico il rivoltoso greco, nel Medio Evo è un’utopia destinata a pochi intellettuali, nel 1800 è democratico chi crede nei governi repubblicani.

Oggi? Partiti denominati democratici ce ne sono molti in occidente, eppure possiedono tutti scale d valori differenti. Democratico oggi è un aggettivo che attribuito ad un partito significa ben poco, se leviamo l’accezione di centro-sinistra, anch’essa però molto equivoca, non resta che una successione di lettere.

Eppure, oggi, un governo ha dato vita ad un partito e gli ha dato questo nome. È finita in fatti l’epoca in cui erano le persone a creare i partiti e i partiti a formare i governi, ma da molti anni sono le nomenclature politiche che si occupano di organizzare il parlamento esclusivamente in base agli interessi elettorali. Ma se questo partito ha un nome incomprensibile, quali valori rappresenta? Di quale classe fa gli interessi?

Un tempo dei due schieramenti che compongono oggi il PD, l’uno faceva parte della Democrazia Cristiana, l’altro era il Partito Comunista Italiano. Com’è possibile che gli interessi della Chiesa Cattolica siano compatibili con quelli dei lavoratori? Come possono Gramsci e Berlinguer andare a braccetto con De Gasperi e Andreotti? Semplicemente non lo è.

La sinistra italiana ha pensato bene di allearsi con i democristiani, di fare quello che negli anni Ottanta chiamavano “compromesso storico” ma che fallì, tragicamente. Oggi però è diverso, perché non nasce un’alleanza politica, ma una miscela disorganica e indefinita, un “compromesso elettorale”. Cessa di esistere la sinistra, cessa di esistere il centro-sinistra, nascono i democratici.
Ma se è finita l’era della sinistra, qual è il futuro del socialismo, dell’eurocomunismo? Fin dal 1991 milioni di cittadini hanno continuato a credere nei valori del vecchio PCI, e continuano a desiderare una società migliore, libera ed egualitaria, sono consapevoli che evolvere è necessario, ma non vogliono che la crescita si orienti al centro. Il destino della Sinistra italiana non è ancora segnato. Finché esisteranno ancora i comunisti.

Si apre quindi la porta per ciò che da giorni viene chiamato il “Cantiere della sinistra”, cioè un ambiente comunista in cui ribadire la vecchia fede e definire necessari e nuovi valori. È l’opportunità per la politica di dimostrare che dopo la morte esiste la vita, e rinascere più forti e combattivi è un dovere sociale, questa svolta è una sfida. Ora che il baricentro sì è stabilito al centro, è compito delle sinistre confluire in un grande movimento di massa, come erano i vecchi partiti popolari. Ma per fare ciò sono necessari valori condivisi, e un progetto politico chiaro ed unitario.

È la nostra missione, lo chiede il popolo dei lavoratori italiani, dobbiamo rappresentare i loro interessi, gli interessi di chi è stato deluso dalle troppe e confuse svolte politico-elettorali. E allora come diceva un famoso manifesto, “unitevi!”, e portate avanti la voce dei nuovi proletari, dei lavoratori dipendenti, di coloro che fanno crescere il Paese e che non hanno diritti di cui godere ma molti doveri cui sottostare, che vedono il mondo che ereditarono dai loro padri peggiore di quello che lasceranno ai loro figli, che desiderano cambiare le cose e non possono farlo perché nessuno gli fornisce lo strumento politico.

Il futuro della sinistra italiana è dunque proprio la sinistra italiana, è questo Cantiere che speriamo unirà tutti quei partiti, movimenti, correnti, che credono negli stessi ideali e che hanno compreso le richieste della base, che spesso, è molto più radicale della rappresentanza politica.

Speriamo dunque che, mentre da un lato va formandosi un partito non ancora ben definito e collocato, né sulla scena italiana, né su quella mondiale ed europea, a sinistra nasca un partito radicale e comunista, almeno nei principi, che faccia parte della Sinistra Europea e che sappia raccogliere il consenso di tutti i milioni di cittadini che hanno la medesima speranza, lo stesso sogno, da secoli se non da sempre: un mondo migliore, di pace, libertà e uguaglianza, in cui sia la solidarietà e non la concorrenza a stabilire la crescita economica, perché è possibile se si vuole, porre le basi per un nuovo futuro.

Marco Nebuloni, 21-04-2007

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4 thoughts on “Il Partito Democratico e il futuro della sinistra italiana

  1. è già da un po’ d tempo che c’è la necessità di trovarci per fare il punto della situazione, per discutere dal partito e per tesserarci, quindi ci incontreremo sabato 28, alle 18:00, presso la sede federale del PRC d lecco, in via Cairoli 60, parleremo anche della Festa di Liberazione, che come ogni anno si terrà a Osnago, dal 12 al 22 luglio, e della pratecipazione di noi GC, discuteremo della politica attuale e di qualsiasi altro tema che verrà proposto… sicuramente sarà un momento distensivo e amichevole…

    a sabato… e… hasta siempre!

  2. ci troveremo..probabilmente fuori dalla federazione nuova, ovvero in riva al lago!
    già, poichè la fed si è trasferita: è uscita dai sotterranei di via cairoli ed ora si trova in via cesare cantù, nel cortile interno al circolo arci scighezz (dunque al palazzo dell’arci provinciale).
    appena scesi dal non ricordo più quale ponte, si svolta a sinistra per il benzinaio e si prosegue 20 metri sulla vietta cantù e, se venite in macchina, buona fortuna per il parcheggio!
    noi “sostenibili sostenitori” prendiamo il treno!

  3. ci risiamo lo avete fatto ancora. come sette anni fa fece bertinotti siete caduti per il tiro di “fuoco “amico”” è sconcertante che facciate sempre gli stessi errori
    la memoria storica della seguela di errori evidentemente non vi appartiene e quel “signore” di mastella è stata solo l’ultima goccia di un vaso che si è andato riempiendo all’indomani dello scrutinio, è desolante tutto ciò. con la vostra condotta riuscite a stancare i vostri elettori credo soprattutto per miopia poilitica perchè nonostante tutto porti a pensare il contrario spero e mi auguro fortemente che il vostro masochismo non sia per meri propositi personali ma solo per cattriva gestione della vostra “unione”. sono un vostro anche se molto rammaricato elettore, spero comunque di esserlo ancora nel tempo, sempre che possiate proporre un unione che non sia più ricattabile.

  4. forse ti stai sbagliando… ma mastella non è di rifondazione comunista, è un democristiano vecchia data presidente dell’udeur… e forse non sai che sono ben diversi i motivi che spinsero l’allora segretario bertinotti a far mancare l’appoggio esterno a un governo che non rispettò il patto elettorale rispetto a quelli che hanno spinto un ministro corrotto e mafioso a dimettersi, dopo che la magistratura aveva disposto gli arresti domiciliari per la moglie collusa, e a lasciare in crisi un governo che stava procedendo, seppur lentamente, verso la direzione giusta….
    ci sentiamo profondamente diversi da mastella, molto distanti da quell’area politica, e abbiamo sempre votato la fiducia a prodi quando questi si è reso disponibile a mediare con noi….
    spero che quindi comprenderai che il nostro rammarico per la cauda di questo governo sia probabilmente molto più grande di quanto tu non ti aspetti…
    a presto!!!

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