Alessandro Marcucci… in quel di Vicenza…

Per un attimo vorrei abbandonare le migliaia di preoccupazioni sulla vicende del nostro governo… vorrei pensare a qualcosa di più positivo…

Il 17 eravamo tantissimi a Vicenza… gli organizzatori dicono 200.000 (e pensate se ne aspettavano un quarto), tutti accomunati dalla stessa speranza di un mondo di pace… sì lo so può sembrare una banalità… ma da una base si può capire realmente quali sono le intenzioni di un governo… speravamo che il governo Prodi (speriamo non si debba dire l’ex) avesse realmente deciso di abbandonare quella servitù militare inutile nei confronti degli Stati Uniti… oltre al danno ambientale e agli infiniti danni saremmo complici della politica di guerra adottata dagli USA… diventando una base d’appoggio per i caccia statunitensi smaniosi di occupare in tutti i sensi possibili un’area ricca di risorse come il medio-oriente.
Ma, come disse Bertinotti, nessuna scelta di governo è irrevocabile… per questo speranzosi abbiamo deciso di andare a Vicenza… Grazie a rifondazione, mostratasi coerente con ciò promesso agli elettori, abbiamo viaggiato gratuitamente e abbiamo potuto partecipare ad una cosa così importante come un movimento collettivo che parte dal basso, ispirato da un sentimento di vera pace e di ripudio totale alla guerra…
Dispiacerà al primo al ministro Amato… ma né i black block, né i terroristi, né guerriglieri zapatisti o non so chi hanno portato disordine a Vicenza, una città invasa da bambini, ragazzi e ragazze di tutti i colori, famiglie e anziane\i compagni che, a differenza di molti giovani d’oggi, non hanno ancora smesso di combattere e sognare.
Ad ogni spezzone di corteo vi erano diverse canzoni, bandiere e striscioni, dagli anarchici a qualche dissidente margheritiano eravamo uniti nel chiedere a Prodi di avere coraggio, di non far costruire un’ennesima base militare.
A chi dice che a Vicenza quel giorno di vicentini ce n’erano pochi, avrei voluto consigliare di esserci, in quei momenti, dove migliaia di vicentini fraternizzavano con compagni di tutta Italia ringraziandoli di essersi uniti nella loro battaglia, che non è solo loro ma nazionale, anzi internazionale.
Come dimenticare la Val di Susa?C’erano anche loro, sempre più combattivi e ribelli… dietro al corteo solo alla gente del posto… dopo di loro i compagni dei centri sociali e dietro tutto il cordone di partiti e degli altri movimenti…
Si è concluso il tutto dopo tre ore di corteo, circa 5 i km di manifestazione; erano parecchi, ma ne valeva veramente la pena… consiglio a chiunque si senta coinvolto in questo movimento di pace di partecipare a prossime iniziative contro la base… ricordate che siamo in centinaia di migliaia a non volerla… dai più radicali ai diessini sempre pìù moderati… Continuiamo a sostenre i vicentini, sperando di poter far cambiare idea a Romano e a chi nell’esecutivo di governo non crede realmente in un vero e totele processo di pace…
Alessandro

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